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Yapay zekâ konusunda resmi rakamlar tüm hikayeyi anlatmıyor: ABD'li büyük teknoloji şirketleri için, bütçe dışı 3.000 trilyon dolarlık taahhütlerle kontrolden çıkmış bir güç haline geldi.

1.200 miliardi per il leasing e 1.900 tra chip e hardware. Sono questi i numeri forniti dal Wall Street Journal che aumentano i rischi per il futuro delle 9 grandi aziende tecnologiche americane

Yapay zekâ konusunda resmi rakamlar tüm hikayeyi anlatmıyor: ABD'li büyük teknoloji şirketleri için, bütçe dışı 3.000 trilyon dolarlık taahhütlerle kontrolden çıkmış bir güç haline geldi.

Ogni trimestre, le grandi aziende tecnologiche rendono note le loro enormi spese legate all’intelligenza artificiale, dai data center ai chip. Si tratta di cifre enormi che spaventano mercati e investitori e rappresentano una scommessa sul futuro. Si basano infatti sulla speranza di poter far fronte agli obblighi presi oggi grazie ai ricavi che arriveranno domani, quando consumatori e imprese avranno adottato l’Ia in ogni aspetto della vita americana. Se però queste ipotesi sulla tecnologia e sulla domanda si riveleranno errate, gli accordi stipulati per assicurarsi in anticipo capacità futura potrebbero trasformarsi in un peso enorme per le aziende tecnologiche e per i loro investitori. E, come segnalato ieri dalla Bce, anche per le famiglie europee, esposte per 440 miliardi di dollari verso le big tech a stelle e strisce.

Per le Big tech: 3.000 miliardi di impegni fuori bilancio

I numeri ufficiali comunicati dalle varie aziende potrebbero essere però solo la punta dell’iceberg. Analizzando le note a piè di pagina contenute nei documenti finanziari più recenti, il Wall Street Journal ha scoperto che nove grandi aziende tecnologiche hanno circa 3.000 miliardi di dollari di impegni fuori bilancio, per lo più legati all’IA, obblighi che crescono più rapidamente delle tradizionali “spese in conto capitale” (capex), che nell’ultimo anno ammontano complessivamente a circa 600 miliardi di dollari.

Big tech: 1.200 miliardi per il leasing e 1.900 miliardi per hardware e chip

Il quotidiano economico Usa fa anche degli esempi concreti: Meta ha tenuto fuori dal bilancio i 12,3 miliardi di dollari che dovrà versare per il leasing del gigantesco data center “Hyperion” che sarà costruito in Louisiana. La spesa sarà contabilizzata solo nel momento in cui la società di Mark Zuckerberg comincerà a pagare l’affitto. 

Complessivamente, nelle aziende analizzate dal Dergi – oltre a Meta anche Alphabet, Amazon, Microsoft, Oracle, Nvidia, Broadcom, SpaceX e Advanced Micro Devices – le promesse di pagamento relative a questi contratti di leasing non ancora iniziati ammontano a 1.200 miliardi di dollari di obblighi fuori bilancio, circa quattro volte tanto rispetto a quanto dichiarato un anno prima. 

A questi impegni si aggiungono poi quelli legati agli hardware e ai chip di memoria per i quali le aziende sottoscrivono con largo anticipo contratti di lunga durata. Anche in questo caso, infatti, in base ai principi contabili, gli impegni di acquisto rimangono generalmente fuori bilancio fino alla consegna del prodotto o all’erogazione del servizio. Di quanto parliamo? 1.900 milyar dolar, göre Wall Street Journal. Al 30 giugnom, solo Alphabet, la casa madre di Google, ha impegni di acquisto e gli obblighi contrattuali per 811 milyar dolar

L’Ia tra ottimismo e pessimismo

Come riusciranno le big tech a stelle e strisce a rispettare tutti gli impegni presi? Secondo gli ottimisti, l’impennata della domanda di strumenti di Ia — che ha fatto salire il mercato azionario e provocato carenze di hardware fondamentale — è una prova del fatto che la domanda resterà forte negli anni a venire e che i ricavi che arriveranno saranno sufficienti a pagare le fatture. I più preoccupati parlano invece di “segnale inquietante”. Se le cose dovessero mettersi male, infatti, questi colossi si troverebbero a pagare un conto molto salato per infrastrutture che non riescono a utilizzare in modo redditizio, trovandosi costrette a ricorrere a nuovi prestiti. 

“Man mano che questi impegni fuori bilancio diventano più frequenti, più grandi e più complessi, per gli investitori diventa sempre più difficile valutare il livello complessivo di potenziale indebitamento delle aziende”, hanno scritto ad aprile gli analisti contabili di Morgan Stanley. 

Yoruma