A tenere banco nella giornata di ieri sul fronte mediorientale è stato lo scontro tra i due alleati Usa e Israele. Dopo la sfuriata telefonica della settimana scorsa del presidente americano Donald Trump nei confronti del collega israeliano Benjamin Netanyahu, accusato di non aver rispettato il cessate il fuoco e la linea rossa in Libano, ieri le tensioni tra i due si sono di nuovo inasprite. Trump ha riferito di aver messo in guardia il premier israeliano Netanyahu dal rischio di un’escalation del conflitto con l’Iran, nel corso del loro ultimo colloquio telefonico: “Ho detto a Bibi che farebbe molto bene a fare attenzione a ciò che sta facendo, perché potrebbe ritrovarsi molto presto da solo di fronte all’Iran”, ha raccontato all’emittente israeliana Channel 12.
La replica di Netanyahu non si è fatta attendere. “Israele ha il pieno diritto all’autodifesa e lo eserciteremo ogni qualvolta sarà necessario. Ve lo dico con la stessa stima e rispetto che nutro per il mio amico, il presidente Trump”, ha affermato il leader israeliano, sempre secondo quanto riportato da Channel 12, sottolineando che il fronte con l’Iran è “sotto controllo”. “I nostri eroici combattenti stanno distruggendo Hezbollah – ha aggiunto Netanyahu commentando lo stato dell’arte in Libano -, renderemo sicuro il nord di Israele. Continuiamo a distruggere tutte le loro infrastrutture terroristiche nella zona di sicurezza, comprese enormi strutture sotterranee. Hezbollah aveva pianificato di invadere la Galilea con migliaia di terroristi e, allo stesso tempo, di distruggere le città di Israele con 150mila razzi e missili”.
Intanto Israele ha interrotto il contro attacco nei confronti del Libano, dopo che Teheran era tornata a bombardare in territorio israeliano in seguito al bombardamento di Tel Aviv a Beirut, la capitale libanese. “Attualmente il fuoco è cessato, perché dopo aver colpito il regime terroristico di Teheran, esso ha smesso di attaccarci. Israele ha il pieno diritto all’autodifesa e lo eserciterà ogni volta che sarà necessario”, ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu, che però ha promesso di “rispondere con forza” a eventuali nuovi attacchi iraniani. “Mi impegno a impedire che l’Iran ottenga armi nucleari”, ha aggiunto in una dichiarazione il capo di governo di Tel Aviv.
Notizia della serata anche l’apertura di un’indagine da parte della Procura di Roma contro il ministro della Sicurezza israeliano Ben-Gvir, che aveva diffuso un video in cui si vedevano gli attivisti della spedizione umanitaria inginocchiati nel porto di Ashdod, con le mani ammanettate dietro la schiena. Sprezzante il suo commento dopo la notizia dell’inchiesta: “Non mi faccio intimorire”.
