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Risiko: Banco Bpm propone un’aggregazione alla pari a Mps per dar vita al terzo polo ma Intesa e Bper lanciano la controfferta

Mossa a sorpresa del Banco Bpm che propone un’aggregazione alla pari a Mps per prevenire una contromossa su Siena di Intesa e Bper con effetti anche su Mediobanca e Generali che cambia del tutto i giochi nella finanza italiana

Risiko: Banco Bpm propone un’aggregazione alla pari a Mps per dar vita al terzo polo ma Intesa e Bper lanciano la controfferta

Chi pensava che la stagione del risiko bancario in Italia fosse finita con l’Opa vinta dal Monte dei Paschi su Mediobanca deve ricredersi. Oggi il cda del Banco Bpm, che ha i francesi del Credit Agricole come primi azionisti, ha rotto gli indugi e ha presentato a Mps una proposta di aggregazione che darebbe vita al terzo polo bancario con un utile di 6 miliardi l’anno. Domani toccherà al cda del Monte valutarla ma la battaglia per il risiko non finisce qui e infatti Intesa Sanpaolo e Bper stanno lanciando una contromossa clamorosa con l’ex Ceo di Mediobanca, Alberto Nagel, come advisor dell’Opa sulla banca senese guidata da Luigi Lovaglio, che potrebbe così consumare la sua rivincita. Le prossime ore saranno decisive ma per quanto si intuisce la mossa di Banco Bpm, guidata dall’Ad Giuseppe Castagna, sarebbe oltre che amichevole verso Siena anche difensiva per prevenire le iniziative di Intesa Sanpaolo e Bper (con l’avallo di Unipol) che avrebbero effetti anche sull’assetto di Generali. La proposta approvata ieri sera dal cda di Intesa, guidata da Carlo Messina, prevede un’offerta congiunta su Siena con Unipol (che controlla Bper) che implica il passaggio di Mediobanca (che ha in pancia il 13% di Generali)e parte degli sportelli Mps a Intesa Sanpaolo e tutto il resto del Monte a Bper. Oggi si conosceranno meglio i dettagli ma si attende anche di sapere quale sarà la risposta della banca senese e quale l’eventuale reazione di Unicredit.

Spiegando il senso della proposta a Siena, il Banco Bpm ha tenuto a sottolineare che l’operazione, se approvata da Mps, verrebbe attuata con le modalità tipiche di un “merger of equals” salvaguardando l’identità dei due istituti, anche perchè in Borsa la banca milanese capitalizza 20 miliardi mentre quella toscana ne vale 27. In caso di fusione il primo azionista del nuovo polo sarebbe in ogni caso Credit Agricole davanti a Delfin e a Caltagirone.

Ultimo aggiornamento 8 giugno ore 6,30

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