Le due ruote tornano protagoniste tra nuovi investimenti industriali in Italia e conti in forte crescita in Giappone. Ducati ha ottenuto il via libera del Ministero delle Imprese e del Made in Italy a un piano da 121 milioni di euro, mentre Honda ha archiviato il primo trimestre dell’esercizio 2026-2027 con l’utile netto più che raddoppiato, grazie soprattutto alle vendite di motociclette e all’effetto favorevole dell’indebolimento dello yen.
Ducati, via libera al piano da 121 milioni
Il Mimit ha autorizzato Invitalia a sottoscrivere l’Accordo di sviluppo presentato da Ducati Motor Holding. Il programma prevede investimenti complessivi per 121 million euro e potrà contare su agevolazioni pubbliche a fondo perduto per 33,5 milioni, destinate alle attività di ricerca e sviluppo. Il progetto, denominato “Ducati Raise the Bar“, punta a rafforzare nel lungo periodo la competitività internazionale della casa di Borgo Panigale. Il piano concentra gran parte delle risorse sull’innovazione tecnologica e industriale, con oltre 99 milioni di euro dedicati alla ricerca industriale e allo sviluppo sperimentale.
Le attività serviranno ad ampliare la gamma dei prodotti, integrare tecnologie più innovative e sostenibili e migliorare i processi produttivi. Un ruolo centrale sarà riservato anche alla crescita delle competenze specializzate, considerate decisive per accompagnare l’evoluzione del settore motociclistico.
Una spinta per la Motor Valley
L’accordo non riguarda soltanto il futuro di Ducati. L’investimento viene considerato strategico anche per l’Emilia-Romagna e per l’intera filiera italiana delle due ruote, a partire dalla Motor Valley, dove si concentra una parte rilevante delle competenze industriali e tecnologiche del comparto.
Il programma dovrebbe contribuire allo sviluppo di professionalità avanzate e alla diffusione di nuove capacità produttive, rafforzando il posizionamento della società sui mercati internazionali. L’obiettivo è consolidare il ruolo di Ducati tra i principali protagonisti mondiali del settore e, allo stesso tempo, generare nuove ricadute economiche e industriali sul territorio.
Honda raddoppia l’utile operativo
Dall’Italia al Giappone, sono ancora le motociclette a sostenere la corsa dell’industria. Honda ha chiuso il trimestre compreso tra aprile e giugno con un utile netto di 450,9 miliardi di yen, pari a circa 2,48 miliardi di euro. Il risultato è increased 130% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e ha superato nettamente le attese del mercato.
I quarterly revenues sono saliti del 13,5% a 6.061 miliardi di yen, circa 33,32 miliardi di euro, mentre l’utile operativo è raddoppiato raggiungendo 530,8 miliardi di yen. A sostenere la performance sono state soprattutto le robuste vendite di motociclette, alle quali si è aggiunto l’effetto favorevole del deprezzamento dello yen.
I risultati hanno permesso al secondo produttore automobilistico giapponese, alle spalle di Toyota, di rivedere sensibilmente al rialzo le previsioni per l’intero esercizio 2026-2027.
La trimestrale segna un cambio di passo importante per Honda. Nell’esercizio concluso alla fine di marzo 2026, il gruppo aveva infatti registrato la prima perdita operativa nei suoi settant’anni di presenza in Borsa, penalizzato anche dalla cancellazione del lancio di diversi modelli elettrici negli Stati Uniti. La ripresa delle attività legate alle due ruote offre ora una base più solida per affrontare il nuovo anno fiscale. Mentre Ducati prepara un nuovo ciclo di investimenti per innovare prodotti e fabbriche, Honda trova proprio nelle motociclette uno dei principali motori della sua ripartenza finanziaria.
