Le Borse europee chiudono lontane dai minimi dopo le indiscrezioni di Axios su una possibile intesa temporanea tra Stati Uniti e Iran per estendere il cessate il fuoco e avviare negoziati sul programma nucleare iraniano. Parigi cede lo 0,2%, Francoforte lo 0,3% e Madrid lo 0,44%. Londra è la peggiore con un ribasso dello 0,75%. Milano è l’unica piazza a chiudere in territorio positivo (+0,5%). Secondo Axios, infatti, i negoziatori americani e iraniani avrebbero raggiunto un accordo preliminare su un memorandum d’intesa di 60 giorni, anche se il presidente Donald Trump non avrebbe ancora dato il via libera definitivo, specificano le fonti. I mercati guardano soprattutto alla possibilità di una riapertura stabile di Hormuz, mentre il petrolio migliora nettamente e ora risale a 93 dollari al barile per il Brent e il Wti a 88,6 dollari.
Positiva Wall Street, nonostante i dati macro contrastati. L’inflazione Pce di aprile cresce meno delle attese sul mese ma accelera su base annua, mentre la componente “core” resta in linea con le previsioni. Sul fronte della crescita, il Pil Usa del primo trimestre viene rivisto all’1,6%, sotto le attese, mentre dal lavoro arrivano segnali di lieve raffreddamento con le nuove richieste di sussidi in aumento. Sull’azionariato, spicca Snowflake, in forte rialzo dopo conti e previsioni oltre le attese e un maxi accordo da 6 miliardi con Amazon Web Services.
Sul listino milanese, le tensioni in Medio Oriente tornano a sostenere i titoli della difesa, con Leonardo e Fincantieri in evidenza. Ancora protagonista Avio, che prosegue la sua corsa sull’onda dell’entusiasmo per il settore aerospaziale e le prospettive della space economy. Bene anche Stm, sostenuta dalle attese sull’intelligenza artificiale, e il comparto energetico, in scia al rialzo del greggio, mentre il settore bancario si muove in ordine sparso: Mps si distingue positivamente grazie alle prospettive di crescita illustrate dall’ad Luigi Lovaglio e dalle ipotesi di aggregazione con Banco Bpm, mentre risultano più deboli Intesa, Unicredit, Fineco e Mediolanum. Fuori dal paniere principale, vola Salvatore Ferragamo sostenuta anche dal programma di buyback.
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