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Vini: il 21 maggio al via VitignoItalia

Napoli si candida come vetrina internazionale del vino di qualità italiano. Nel momento in cui il prodotto vitivinicolo con 5,6 miliardi di export nel 2016 rappresenta la punta di eccellenza per il fatturato e l’immagine di uno dei settori più rappresentativi del Made in Italy, VitignoItalia, il Salone dei vini e dei territori vitivinicoli italiani che si terrà il 21, 22 e 23 maggio prossimi a Napoli, nella prestigiosa sede di Castel dell’Ovo punta con una edizione dalla forte impronta internazionale a focalizzare l’attenzione dei buyer internazionali sui nostri territori di tradizione vitivinicola, sui piccoli produttori, sui vitigni autoctoni.

Un settore in cui c’è ancora molto da scoprire e da investire. Secondo una ricerca realizzata da Nomisma-Wine Monitor che ha analizzato i comportamenti di consumo di vino in un campione rappresentativo della popolazione italiana over 18 tra canali di acquisto, motivazioni, prezzi e criteri di scelta per i consumatori italiani sono i vini da vitigni autoctoni i protagonisti indiscussi del futuro enologico nazionale, identificati dal 39% degli intervistati come trend di consumo dominante.

Stando ai dati dello studio, infatti, il 36% dei consumatori si orienta nell’acquisto principalmente in base alla provenienza dei vini, prestando attenzione alla specifica regione di produzione (26%) e alla nazionalità (10%). E mentre 1 italiano su 5 si dichiara disposto a esplorare nuovi territori e vini grazie a promozioni che strizzano l’occhio al portafoglio, il passaparola rimane la migliore arma di diffusione di massa.

Territorialità, esperienza e sostenibilità diventano dunque parole d’ordine per il futuro sviluppo di questo già affermato settore lasciando prevedere spazi di grande redditività economica e di occupazione di forza lavoro.

Con queste premesse “VitignoItalia” si appresta ad aprire una interessante finestra sul territorio con un fitto programma di incontri, degustazioni, presentazioni e workshop che animeranno la tre giorni della manifestazione. Oltre 200 le aziende presenti, circa 1000 le etichette in assaggio.

VitignoItalia vivrà di moltissimi momenti non ultimo quello legato all’aspetto business e che soprattutto negli ultimi anni è diventata una delle caratteri carte vincenti della manifestazione partenopea Colette “Ospiteremo un nutrito gruppo di buyer internazionali – sottolinea Maurizio Teti direttore di Vitignoitalia – provenienti da ben 17 paesi. Questo per offrire alle aziende partecipanti l’opportunità di incontrare i rappresentanti di molti mercati da quelli europei classici come Regno Unito e Irlanda e Austria a quelli del nord del continente, Danimarca, Svezia, Norvegia e Finlandia.

Abbiamo dedicato inoltre particolare attenzione a realtà in crescita come Lettonia, Estonia, Repubblica Ceca, Polonia e Ungheria ma anche a quelli più lontani ma che mostrano grande attenzione per il vino italiano come Israele, Libano, Vietnam e Singapore. Diciamo pure che per 3 giorni Napoli accoglierà professionisti che nei loro paesi determinano il mercato del vino.

Questo incontro-confronto è diventato un valore aggiunto per la manifestazione in quanto permette alle aziende di percorrere strade commerciali estere ancora lontane e spesso lontane dalle loro possibilità di promozione. Un plus per VitignoItalia una bella occasione per le nostre aziende”.

Quest’anno la manifestazione si arricchisce di un’importante novità: la prima edizione del “Napoli wine Challenge” un concorso enologico che per le sue caratteristiche si differenzia da tutti gli altri. Intanto per la composizione della Giuria costituita da critici, buyers e giornalisti, un melting-pot in grado di esprimere e le diverse sensibilità dei gustative oggi in campo e quindi in grado di rispecchiare in modo completo i gusti del pubblico dei consumatori.

A presiederla è stato chiamato Daniele Cernilli un nome che rappresenta una garanzia assoluta anche a livello internazionale per quello che riguarda la critica enologica mentre il coordinamento tecnico della giuria è stato affidato a Adele Elisabetta Granieri.

Per fare poi chiarezza sulla qualità dei vini concorrenti i premi sono stati ridotti drasticamente. Non più la solita pletora di riconoscimenti e attestati, ma soltanto 5 premi uno per ogni categoria di in concorso: rossi, bianchi, rosati, spumanti, vini dolci. Altra importante novità è rappresentata dal fatto che dopo la prima fase eliminatoria condotta rigorosamente alla cieca le cinquanta etichette finaliste, cioè dieci per ogni categoria, verranno riassaggiate nel corso di una seduta pubblica trasmessa in diretta streaming, la finalissima assume così il valore di una sorta di glasnost enologica senza precedenti, garantendo massima trasparenza alla decisione finale.

“Confrontarsi continuamente con concorsi e persone del settore, come faccio io, serve a capire – afferma Daniele Cernilli – quanto sia importante la credibilità dei giudici e dei concorsi e per questo motivo abbiamo deciso di essere una giuria trasversale, con diversi rappresentati di diverse guide e con persone che assaggiano il vino in maniera differente, tecnica ma anche emozionale, per una decisione finale trasparente”.

“L’obiettivo – spiega Luciano Pignataro, responsabile del progetto – aldilà di testare un format assolutamente innovativo sia per le caratteristiche della giuria che per la trasparenza legata alla diretta, è quello di dare il valore a un concorso che è sempre passato in secondo piano rispetto all’evento che lo contiene un po’ come succede anche in altri casi. Con Napoli wine Challenge riteniamo di poter raggiungere l’intento di fare del concorso un elemento determinante della manifestazione”.

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Tags: NapoliVino