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Vini Estremi: Eleonora Domanda donna dell’anno e il suo Calosso doc

Azienda Domanda Calosso

E’ una giovane vignaiola piemontese, Eleonora Domanda, la donna dell’anno dei vini estremi. Lo ha decretato la giuria del Cervim che ha tributato i premi speciali al termine del Mondial des Vins Extrêmes, il concorso che seleziona i migliori vini frutto della viticoltura estrema con la finalità di promuovere e salvaguardare le produzioni di piccole aree vitivinicole che si caratterizzano per storia, tradizione e unicità, di grande valore ambientale e paesaggistico dove si coltivano soprattutto vitigni autoctoni coltivati a una altitudine superiore ai 500 m s.l.msupendenze del terreno superiori al 30%,su terrazze o gradoni,e nellepiccole isole.

Eleonora Domanda gestisce una Azienda vinicola che si estende per circa venti ettari, di cui dodici coltivati a Moscato e i restanti suddivisi in tipologie distinte di alta qualità a Calosso, piccolo comune di circa 1300 abitanti, tra le Langhe e il Monferrato, territorio che dal 2014 è entrato a far parte del Patrimonio Unesco. a circa 23 km a sud dalla città di Asti.

L’azienda di Eleonora Domanda ha radici profonde e longeve, attestate a partire da fine Ottocento quando il capofamiglia Massimo Domanda, classe 1881, già proprietario di numerosi vigneti nella zona di Calosso, intraprese la produzione di vini autoctoni piemontesi, partendo in primis dal Moscato. È proprio da qui che nasce, con la produzione del vino Moscato, l’Azienda vinicola della Famiglia Domanda. Successivamente, furono il figlio Dino – classe 1919 – ed in seguito il suo stesso erede Mario che a partire dagli anni Settanta, si dedicarono con tenacia allo sviluppo dell’attività, estendendo la produzione a nuovi vini rossi tipicamente piemontesi, con un’attenzione particolare al rispetto delle tradizioni e degli equilibri biologici del territorio ed introducendo gradualmente anche nuove varietà, ideali per la produzione di vini bianchi.

Oggi il testimone è passato alla giovane Eleonora che, si può dire, è nata e si è formata in azienda con la sapienza di chi l’ha preceduta.

“Io – racconta – non sono giunta attraverso scuole o percorsi di formazione, ci sono nata perché la mia è una famiglia di viticoltori da quattro generazioni.  Essendo nata qui è stata naturale la passione per questo mondo sin dall’inizio, quindi sono cresciuta vedendo come lavoravano e vivendo tra vigne, vendemmia, vino … insieme a mio fratello Maurizio”.

In azienda Eleonora Domanda cura in particolare l’aspetto della ricettività, delle visite e delle degustazioni. Si occupa anche di gestione amministrativa e dell’aspetto logistico.

“La nostra – spiega – è una piccola realtà famigliare e quindi ognuno di noi deve adattarsi a diversi ruoli e deve essere flessibile professionalmente, nello specifico l’azienda vitivinicola lavora su colline eroiche e sulla produzione di vini eroici questa complessità aumenta e soprattutto aumenta la necessità di flessibilità. Lavorare su vigneti con pendenza superiore al 30 % come abbiamo noi comporta maggiore flessibilità e molto lavoro manuale anche in vigna (adattamento temporale, a livello di sforzi nella cura del vigneto e a volte anche maggiori competenze agronomiche per risolvere problemi trovando soluzioni con determinata precisione) e questo lo sapevano bene i miei nonni. E successivamente mio papà che ancor oggi con mio fratello, enologo, che più direttamente seguono questa parte nella nostra cantina, nella nostra famiglia”

Nonostante l’introduzione di nuove tecnologie, che certamente coadiuvano nella produzione, l’azienda di Eleonora Domanda rimane ben salda alle proprie tradizioni, “preservando con serietà e coscienza gli equilibri biologici tipizzati del microclima di questo territorio unico” dove produce vini con un modus operandi tutto teso e mirato alla naturalità.

L’azienda, con la direzione di Eleonora si è data fra gli obiettivi quello di delineare una nuova vision aziendale: un accurato restyling del logo originario e dell’immagine corporate, per un’immagine rinnovata.  Il restyle grafico delle etichette dei vini, si è basato su colori che rimandano, con delicatezza, ai toni della flora spontanea, tipica dei territori in cui la famiglia Domanda ha le proprie radici. E le etichette dei vini sono stampate su una pregiata carta ecologica, ottenuta dalla lavorazione di scarti agro-industriali, in un’ottica di sostenibilità responsabile e di rispetto per la propria terra.

Dall’azienda vinicola Domanda escono rinomati vini rossi piemontesi: il Barbera D’Asti Docg, il Dolcetto D’Asti Doc, il Grignolino D’Asti Doc, la Freisa D’Asti Doc Frizzante e il Nebbiolo d’Alba Doc.

Soprattutto c’è il caratteristico Calosso Doc: si tratta di un vino rosso piemontese estratto da un vigneto di Gamba di Pernice, storico vitigno attualmente purtroppo a rischio di estinzione e che nel 2011 ha ottenuto la denominazione Doc, assumendo il nome del comune che ne conta la più cospicua produzione. Vino dagli intensi aromi speziati e balsamici che ricordano il pepe verde e altre essenze orientali, aromi di confettura e di ciliegia sotto spirito, particolarmente affascinante al palato con pronunciate note di goudron sul fondo di uva passita e con beva asciutta.

È proprio grazie ad alcuni viticoltori della zona, tra cui l’azienda Domanda, che hanno saputo preservare quest’antico vitigno con pazienza e dedizione, che un pezzo di storia locale è stato salvato. L’area di questo comune, infatti, rispetto alle zone limitrofe presenta un elevato numero di piccoli vigneti di Gamba Rossa, così chiamato perché il raspo diventa rosso poco prima dell’invaiatura, tingendosi di una sfumatura che molto ricorda il caratteristico colore delle zampe delle pernici.

Tra i vini bianchi piemontesi, invece, la produzione è orientata in particolar modo su Langhe Doc Favorita, Piemonte Doc Chardonnay e Piemonte Doc Bianco. Imprescindibile, ovviamente la produzione del Moscato D’Asti Docg.

Ultimo nato  come nuova proposta per il 2019, il Piemonte Doc Rosato Spumante dal profumo delicato e di gusto fresco e asciutto, ottenuto  con il salasso della diraspapigiatura delle uve. Il mosto viene poi spumantizzato con il metodo Martinotti.

Vino strutturato nitido e vivace Dal colore rosa corallo molto luminoso con un pérlage fine e persistente nel Piemonte Doc Rosato Spumante si avvertono chiare note di frutti rossi, sfumature di mela e di frutti tropicali.

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