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Trump: “Sull’Ucraina sono arrabbiatissimo con Putin ma non si rimangerà la parola. Prenderò la Groenlandia anche con la forza”

Wikimedia Commons

Donald Trump come sempre un fiume in piena nell’intervista alla Nbc, dove ha iniziato scagliandosi contro Putin, “sono molto arrabbiato con lui”, per poi smorzare il tono con una nota più conciliatoria, “so che farà la cosa giusta”. Non sono mancate però le critiche anche a Zelensky, avvertendo che l’Ucraina potrebbe trovarsi di fronte a “grossi problemi” se dovesse ritirarsi dall’intesa sulle terre rare. Sui dazi, nessun ripensamento: il 2 aprile sarà il “giorno di liberazione dell’America”.

Questione Groenlandia, nonostante la fallimentare visita nel paese del suo vice Vance, Trump ha confermato la sua ferma intenzione di annettere l’isola agli Stati Uniti, dichiarando senza mezzi termini: “Sì, la Groenlandia sarà nostra al 100%“, aggiungendo che ciò avverrà anche con la forza, se necessario. Infine, un avvertimento anche all’Iran, minacciando “bombardamenti come non mai” qualora non venisse raggiunto un accordo nucleare.

“Sono molto arrabbiato con Putin”

Trump ha ammesso di essere “molto arrabbiato” e “incavolato” con Vladimir Putin per le recenti dichiarazioni del Cremlino riguardanti il futuro dell’Ucraina. Secondo il Tycoon, Putin avrebbe compromesso la credibilità di Zelensky avanzando l’idea di un governo di transizione, ma ha comunque ribadito di non credere che il leader russo cambierà posizione. “Putin è un uomo che non si rimangia la parola, e questo lo sappiamo tutti”, ha sottolineato il presidente americano, “penso che sarà bravo”.

Trump però non ha escluso che in caso di mancato accordo di pace possano scattare nuove sanzione alla Russia: “Se io e la Russia non dovessimo riuscire a raggiungere un accordo per fermare lo spargimento di sangue in Ucraina e se dovessi pensare che è colpa della Russia, allora applicherò tariffe secondarie sul loro petrolio“.

Un nuovo contatto tra i due potrebbe avvenire già nel corso della settimana.

Critiche anche a Zelensky

Trump non ha risparmiato neanche Zelensky, accusandolo di non aver rispettato alcuni impegni presi con gli Stati Uniti. “Abbiamo dato a Kiev decine di miliardi di dollari, eppure Zelensky continua a chiedere di più senza darci nulla in cambio”, ha dichiarato. Inoltre, ha messo in guardia il presidente ucraino dall’idea di ritirarsi dall’intesa sulle terre rare, avvertendo che, se lo facesse, l’Ucraina andrebbe incontro a “grossi, grossi problemi”.

No russo alle forze di pace

Intanto, da Mosca arriva un secco rifiuto all’ipotesi di un coinvolgimento militare occidentale in Ucraina. Kirill Logvinov, direttore del Dipartimento delle organizzazioni internazionali del ministero degli Esteri russo, ha dichiarato che “è categoricamente inaccettabile” l’idea di introdurre forze di pace composte da Paesi che attualmente forniscono armi a Kiev.

“Prenderemo la Groenlandia anche con la forza”

Trump ha poi ribadito con fermezza la sua intenzione di annettere la Groenlandia, attualmente territorio semiautonomo della Danimarca. “Prenderemo la Groenlandia. Sì, al 100%“, ha annunciato, spiegando che c’è “una buona possibilità di farlo senza l’uso della forza militare, ma non escludo nulla dal tavolo“.

La risposta di Copenaghen non si è fatta attendere. Il ministro degli Esteri danese Lars Løkke Rasmussen ha criticato il tono di Trump, definendolo “inaccettabile per un alleato Nato”. Anche il premier groenlandese Jens-Frederik Nielsen ha replicato con fermezza: “Gli Stati Uniti non ci avranno. Siamo noi a determinare il nostro futuro”.

Sì ai dazi al 25% dal 2 aprile

Trump ha poi confermato che dal 2 aprile scatteranno i nuovi dazi universali, senza alcun ripensamento. “Sarà il Giorno della liberazione dell’America”, ha dichiarato con enfasi, precisando che le imposte colpiranno tutti i Paesi e non solo i cosiddetti “dirty 15”, ovvero quelli con i maggiori squilibri commerciali con gli Stati Uniti.

Non mi interessa se i prezzi delle auto straniere saliranno“, ha aggiunto, smentendo di aver chiesto ai produttori automobilistici di non aumentare i prezzi. “Non l’ho mai detto. Anzi, spero che li aumentino, così la gente comprerà auto americane. Ne abbiamo in abbondanza”.

L’avvertimento all’Iran: “Bombardamenti come mai visti prima”

Infine, Trump ha lanciato un duro avvertimento all’Iran, minacciando “bombardamenti” e “dazi secondari” se Teheran non raggiungerà un accordo con Washington per fermare lo sviluppo di armi nucleari. “Se non stringono un accordo, ci saranno bombardamenti come non ne hanno mai visti prima”, ha dichiarato, aggiungendo però che i negoziati con i funzionari iraniani sono ancora in corso.

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