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Trump dazi: 20% alla Ue, 34% alla Cina e 10% alla Gran Bretagna. Tutte le tariffe della guerra commerciale globale. Wall Street e dollaro subito giù

Imagoeconomica

Guerra commerciale globale. La dichiara Donald Trump con un annuncio di dazi minimi generalizzati del 10 per cento. Dazi che, però, diventano “reciproci” per quei Paesi contro cui la Casa Bianca ritiene di dover intervenire a causa delle singole politiche commerciali verso gli Usa: a partire proprio dalla Cina che si vede inflitto un 34% sul proprio export verso gli Stati Uniti, mentre l’Unione europea subirà un inasprimento del 20% per il proprio export nel momento in cui le merci arriveranno alle dogane Usa. La Gran Bretagna, invece, si fermerà alla soglia minima del 10%.

Trump, ecco la lista dei dazi nel mondo

La lista dei dazi più significativi – con effetto “immediato” – annunciati dal presidente Trump è impietosa. Eccola: Cina: 34%; Unione europea 20%; Svizzera 31%; Gran Bretagna 10%; Giappone 24%; India 26%; Corea del Sud 25%; Indonesia 32%; Cambogia 49%; Thailandia 36%; Taiwan 32%, Vietnam 46%, Venezuela 15 per cento. No, invece, a dazi reciproci per quel che riguarda Canada e Messico: restano quelli per fentanyl e immigrazione.

Trump, quando entrano in vigore i dazi Usa

Quanto ai tempi, Washington precisa che sabato 5 aprile alle 6 ora italiana entreranno in vigore i dazi del 10%, mentre mercoledì 9 aprile alla stessa ora sarà la volta dei prelievi superiori al 10% imposti sui beni importati negli Stati Uniti, (tra cui, appunto, quelli di Cina ed Europa).

Confermati, inoltre, i dazi del 25% da giovedì 3 aprile sulle auto straniere.

Trump, l’attacco ai leader mondiali

Qual è dunque il messaggio inviato da Trump ai leader mondiali? Testuali parole, i capi di Stato e di governo devono “mettere fine alle loro tariffe, lasciar cadere le barriere commerciali e non manipolare le loro valute”. Non solo: stando a quanto riferito da due funzionari della Casa Bianca in una telefonata con un ristretto gruppo di giornalisti, Trump dichiarerà anche l’emergenza nazionale sul commercio.

Trump, le reazioni. Meloni: “Dazi sbagliati”

“L’Europa è unita, pronta a difendere i propri interessi e aperta a colloqui equi e fermi”, la prima reazione del presidente del Ppe, Manfred Weber. Secondo Parigi, l’Ue si muoverà “prima della fine di aprile” con una risposta “in due fasi”.

La presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, a quanto reso noto dall’esecutivo comunitario, parlerà alle 5 di mattina di giovedì 3 aprile in risposta all’annuncio di Trump. Von der Leyen parlerà da Samarcanda, in Uzbekistan, dove è già atterrata per il vertice Ue-Asia Centrale.

Dall’Italia, la premier Giorgia Meloni ha definito i dazi una “misura sbagliata che non conviene a nessuno” sottolineando che il governo farà “tutto il possibile per un accordo con gli Stati Uniti con l’obiettivo di scongiurare una guerra commerciale che inevitabilmente indebolirebbe l’Occidente a favore di altri attori globali. In ogni caso, come sempre, agiremo nell’interesse dell’Italia e della sua economia, anche confrontandoci con gli altri partner europei”.

Dazi di Trump: Wall Street e dollaro in calo, nuovo record dell’oro

Come prima conseguenza finanziaria di quel che Trump ha voluto ribattezzare “il giorno della liberazione” c’è che il dollaro segna una netta caduta sull’euro dopo l’annuncio di dazi generalizzati: le quotazioni euro contro dollaro viaggiano a oltre 1,09 dollari da 1,0840 di prima dell’annuncio di Trump e contro 1,0793 di ieri. In calo i titoli di Stato Usa, con conseguente rialzo dei rendimenti che per il treasury decennale viaggiano ai massimi di seduta al 4,231%.

Quanto ai future di Wall Street, risultano in netto calo dopo l’annuncio, con il Dow Jones che perde lo 0,78%, il Nasdaq il 2,4% e lo S&P 500 cala dell’1,57%.

E l’oro sfiora un nuovo record dopo le parole del presidente Usa, spinto al rialzo da acquisti difensivi in vista di turbolenze finanziarie e fra i tiri per l’impatto della stretta commerciale sull’economia. Le quotazioni del metallo prezioso sono balzate dell’1% oltre i 3.134 dollari l’oncia, a poche decine di dollari dal massimo storico segnato ieri a 3.149.

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