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Treni regionali: i pendolari aumentano dove migliora la puntualità

FIRSTonline

“Dove si migliora il servizio il successo è garantito e i pendolari aumentano. Dove invece tagli e disservizi legati a treni vecchi e lenti sono all’ordine del giorno i passeggeri diminuiscono”. E’ quanto emerge dal rapporto Pendolaria 2015, presentato ieri a Napoli da Legambiente.

“In Italia cresce il numero di chi viaggia in treno – si legge ancora nell’analisi -, ma con dinamiche molto differenti tra il Nord e il Sud. Nell’ultimo anno i pendolari dei regionali sono stati 2 milioni e 842 mila al giorno, con un +2,5% rispetto al 2014”. E dove ci sono stati investimenti per garantire un servizio migliore le persone hanno deciso di abbandonare l’auto e i mezzi su gomma, con effetti positivi sia per le proprie tasche che per l’inquinamento delle città.

Ma gli squilibri fra le diverse Regioni sono ancora molto ampi. In Lombardia i pendolari nel 2015 sono aumentati del 4,9% rispetto al 2014 nonostante i biglietti costino il 30,3% in più del 2010, ma senza tagli. In Puglia l’utenza è incrementata del 2,8% mentre in Alto Adige i treni rinnovati e le corse più frequenti hanno portato a un balzo del 7,9%. Qui, nelle linee riaperte della Val Venosta e della Val Pusteria i pendolari sono triplicati. Diversa la situazione dove si taglia: il Piemonte dopo la cancellazione di 14 linee ferroviarie ha perso 35mila viaggiatori al giorno rispetto al 2011. Male anche la Sardegna, con un calo del 9,4%, e l’Umbria con il 3,3%. In Campania i pendolari stanno tornando a crescere, ma sono comunque 130mila in meno al giorno rispetto al 2009.

Nel 2015 solo i convogli regionali di Trenitalia hanno visto crescere il numero di viaggiatori dell’1,5% rispetto all’anno precedente, accanto a un miglioramento del 3% della puntualità (con l’89,2% di treni arrivati in orario o entro i cinque minuti di ritardo). E’ migliorata anche la regolarità (-36,4% di cancellazioni e -23,1% di avarie con arresto della corsa), e il gradimento dei clienti (+2% sul viaggio nel suo complesso) espresso nei sondaggi demoscopici. Meglio è andata in quelle Regioni dove i Contratti di Servizio e la regolarità nei pagamenti hanno permesso di consegnare treni nuovi e adattare i collegamenti alle reali esigenze dei cittadini e del territorio.

I pendolari che ogni giorno si spostano sui circa 6.500 treni regionali Trenitalia sono circa 1 milione e 600mila. Rappresentano poco più del 50% dei viaggi fatti su ferrovie locali e circa un 29% dei viaggi complessivi compiuti ogni giorno su treni e metropolitane.

A oggi Trenitalia ha rinnovato il Contratto di Servizio in nove Regioni e in due province autonome. Gli investimenti in nuovi treni hanno l’obiettivo di ridurre l’età media dei convogli (oggi 21 anni). Dal 2009 Trenitalia ha investito 3,5 miliardi di euro in autofinanziamento per l’acquisto di 571 locomotori, 63 Vivalto e 204 Minuetto. Da qui al 2018 saranno consegnati 29 locomotori, 122 carrozze Vivalto e altri 134 treni fra Swing, Jazz e Flirt. Inoltre è stata lanciata una gara da Trenitalia di 4,5 miliardi di euro per l’acquisto di 500 nuovi treni.

Rete Ferroviaria Italiana sta firmando accordi quadro con le singole Regioni (ultima in ordine di tempo la Puglia), puntando ad aumentare la capacità delle linee e a creare le condizioni per aumentare anche l’offerta di corse.

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