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Scadenze fiscali 20 agosto: un ingorgo per le partite Iva

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Non solo esodo e controesodo estivo sulle strade: per le partite Iva l’ingorgo è anche nel calendario fiscale. E la casella incriminata è quella di giovedì 20 agosto, giornata in cui si accumulano diverse scadenze. Vediamo quali.

Innanzitutto, il 20 agosto è l’ultimo giorno utile per mettersi in regola con i versamenti risultanti dalla dichiarazione dei redditi 2020 (Irpef, Ires e imposte sostitutive). Il termine originario era al 30 giugno ma è stato prorogato in due fasi: al 20 luglio senza ulteriori oneri e al 20 agosto con una piccola maggiorazione dello 0,4%. Per settimane si è parlato della possibilità che il governo inserisse una nuova proroga nel decreto Agosto, ma il Tesoro ha bloccato l’operazione per evitare un calo eccessivo delle entrate tributarie. In tutto, questi versamenti delle partite Iva valgono per l’Erario 8,4 miliardi di euro e il sottosegretario all’Economia Alessio Villarosa (M5S) ha detto che il 20 luglio aveva pagato meno della metà dei circa 4,5 milioni di soggetti interessati.

Inoltre, il 20 agosto scade anche il termine per altri tre pagamenti fra i più comuni: Iva (mensile o trimestrale) col modello F24, le ritenute Irpef e quelle dei contributi Inps per i titolari di partita Iva sostituti d’imposta.

Ma non è finita. Sempre il 20 agosto scade il termine per le partite Iva che devono pagare la seconda rata delle imposte dovute a saldo e acconto.

L’ultimo tassello del puzzle è la scadenza per il pagamento del diritto annuale camerale, sempre con la maggiorazione dello 0,40%. Nemmeno a dirlo, la data da segnare sul calendario è quella del 20 agosto. E così l’ingorgo fiscale è completo, per giunta nel mese che milioni di italiani sono abituati a dedicare alle ferie.

L’unica (parziale) consolazione per il popolo delle partite Iva arriva dal Cnel, che ha presentato una proposta di legge per aumentare le tutele in favore dei lavoratori autonomi e dei professionisti.

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