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Roma-Inter: Conte punta la Juve, Fonseca l’Europa

Con una vittoria, i nerazzurri si porterebbero momentaneamente a -3 dalla capolista – I giallorossi, invece, devono fare punti per tenere lontano il Milan, distante una sola lunghezza dopo il successo a valanga sul Bologna

Roma-Inter: Conte punta la Juve, Fonseca l’Europa

Sotto col primo big match. Roma-Inter (ore 21.45) si presenta come appuntamento decisivo per questo Campionato, sia in chiave scudetto che Europa, specialmente dopo i risultati di ieri, che hanno visto il Milan stravincere contro il Bologna e l’Atalanta fermata sul pareggio dal Verona. Dall’Olimpico passano gran parte dei destini di questo strano Campionato, costretto a una sosta di oltre tre mesi e ora ripartito più forte che mai.

È indubbiamente l’Inter a giocarsi la posta più alta, nella speranza che domani sera la Lazio fermi la Juventus e riapra sul serio il campionato. “C’è entusiasmo, cominciamo a vedere riconosciuto il lavoro che è stato fatto, anche se questa squadra è stata bistrattata troppo – le parole di Conte – Ora ci aspetta una partita ad alto indice di difficoltà, peraltro dopo aver giocato due giorni prima contro la Spal in trasferta, quindi un viaggio e un giorno in meno di recupero. La Roma inoltre è una formazione attrezzata, con un ottimo organico e un bravo allenatore, quindi bisognerà fare grande attenzione”.

L’ultima settimana, unita alla frenata della Juve, ha ridato slancio all’Inter, decisa ora a non sbagliare più, nel tentativo di giocarsi le proprie carte fino alla fine. Rispetto a Ferrara Conte ritroverà diversi uomini chiave, a cominciare da Lukaku (anche se non al meglio), di nuovo abile e arruolato per il 3-4-1-2 nerazzurro, che vedrà Handanovic in porta, Skriniar, De Vrij e Bastoni in difesa, Candreva, Barella, Brozovic e Young a centrocampo, Borja Valero sulla trequarti, Sanchez e Lautaro Martinez in attacco.

“Bisogna essere onesti, arrivare al quarto posto sarà difficile, ma concentriamoci lo stesso sulla sfida contro l’Inter – il pensiero di Fonseca – Quest’anno la Roma non ha mai battuto le squadre che la precedono in classifica, però abbiamo sempre fatto buone partite, i numeri dicono questo ma ci siamo andati molto vicino. La sensazione di un clima poco sereno nello spogliatoio è solo all’esterno, non ci sono problemi, la squadra ha fiducia e siamo tutti sereni”.

Sicuramente le tre vittorie consecutive hanno aiutato, è chiaro però che la quarta, contro un avversario di prestigio come l’Inter, avrebbe tutto un altro sapore. Il tecnico giallorosso confermerà il 3-4-2-1, ormai sistema di riferimento, con Pau Lopez tra i pali, Mancini, Ibanez e Kolarov nel reparto arretrato, Bruno Peres, Veretout, Cristante e Spinazzola in mediana, Pellegrini e Mkhitaryan alle spalle dell’unica punta Dzeko.

Vincere sarebbe importante non solo per il morale: il Milan infatti, nel frattempo, s’è portato a un solo punto, mettendo a rischio la qualificazione diretta all’Europa League. La squadra di Pioli ha offerto un’altra grande prestazione contro il Bologna, ottenendo la sesta vittoria nelle ultime otto partite, confermandosi così in un momento di forma eccezionale. Il 5-1 di San Siro, contro un avversario che, appena tre giorni fa, aveva fermato il Napoli, dimostra la straordinaria crescita di un gruppo che ha trovato leader in campo (Ibrahimovic, Rebic, Calhanoglu, Kessié) e in panchina (Pioli), mettendo in serio imbarazzo Gazidis, già pronto ad accogliere Rangnick per una rivoluzione (l’ennesima) di cui, francamente, non si sente il bisogno.

I rossoneri hanno approcciato il match alla perfezione mettendo alle corde il Bologna prima ancora del gol spacca-equilibrio di Saelemaekers (10’), per poi affossarlo con Calhanoglu (24’, errore clamoroso di Skorupski) e mettere il risultato in cassaforte con un secondo tempo di pura accademia, nel quale hanno segnato anche Bennacer (49’), Rebic (57’) e perfino Calabria (92’). In mezzo la rete illusoria di Tomiyasu (44’), che però non ha scalfito minimamente le certezze di Pioli, granitiche anche al momento di sostituire un Ibrahimovic per nulla soddisfatto di lasciare il campo senza gol nel giorno della centesima in maglia rossonera (62’).

“Non ho capito cosa mi abbia detto onestamente, ma io devo gestirlo. Giochiamo ogni tre giorni, lui ha avuto un infortunio – ha spiegato il tecnico rossonero – Sta migliorando e nelle ultime due partite è stato un punto di riferimento, ma devo dosare le forze di tutti. La squadra diverte e soprattutto si sta divertendo, questo è quello che traspare e che mi rende felice. Abbiamo giocato una partita di alto livello, contro un avversario particolarmente pericoloso, con consapevolezza e fiducia: siamo soddisfatti, ma dobbiamo rimanere sul pezzo”.

Mezzo passo falso invece per l’Atalanta, fermata dal Verona sull’1-1 (vantaggio di Zapata e pareggio di Pessina). Un punto che va benissimo in chiave Champions, ci mancherebbe, ma che spegne quasi definitivamente le speranze (poche, a dire il vero) di insidiare la Juve per lo scudetto. Guai però a lamentarsi: il secondo posto dei bergamaschi, seppur con una gara in più di Inter e Lazio, resta un vero e proprio miracolo sportivo.

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