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Piazza Affari: giù le banche, crolla Bpm. Già tre miliardi per Btp Italia

PIOGGIA DI VENDITA SU BPM, BPER E POPOLARE ETRURIA
GIA’ 3 MILIARDI PER BTP ITALIA. IL DECENNALE SOTTO IL 3,20%

Mattinata difficile per le Borse europee, sotto la pressione delle notizie in arrivo dall’Ucraina che favorisce una correzione di rotta dai massimi.

A Milano -0,89% l’indice Ftse Mib scende a quota 21.009. Nel resto d’Europa Parigi cede lo 0,61%, Francoforte – 0,73%, Londra – 0,71%. Madrid registra -1,76%.

Peugeot cede oltre il 3% dopo aver annunciato un piano per tornare in nero da perdite per 1,042 miliardi lo scorso anno.

A Londra Glencore Xstrata è in controtendenza con un rialzo dell’1,1% dopo aver venduto attività minerarie peruviane ad un consorzio cinese per 6 miliardi di dollari.

Il debito delle amministrazioni pubbliche è salito a febbraio a un nuovo massimo storico pari a 2.107,2 miliardi di euro. La quota del debito detenuta da soggetti esteri si è attestata al 37,0% del totale in gennaio dal 35,7% di dicembre.

Confermano il quadro di bassa inflazione che ristagna sull’Europa, le rilevazioni sui prezzi al consumo in Italia, in marzo sono saliti dello 0,3% anno su anno su base armonizzata.

Il discorso di Mario Draghi al Fondo monetario internazionale su possibili nuovi stimoli all’economia ha aiutato l’euro a perdere terreno nei confronti di dollaro e yen. Nel frattempo è intervenuto il ministro tedesco Wolfgang Schaeuble sostenendo che la moneta unica deve indebolirsi molto di più per sostenere l’Ue.

Sul mercato dei titolo di Stato il rendimento del BTP è in calo di 3 punti base al 3,18%. Poco dopo le 11,30 la domanda di Btp Italia da parte dei piccoli investitori ha raggiunto i 3 miliardi. La cedola (considerata dagli esperti “un po’ tirata”) è stata fissata all’1,65%.

Il rendimento del Bund è sui minimi dal maggio del 2013 all’1,49% (-1 punto base). Spicca in Piazza Affari il forte ribasso annunciato di Banca Popolare Milano -8,95%, dopo la bocciatura a sorpresa della nuova governance sollecitata dalla Banca d’Italia da parte dell’assemblea dei soci sabato.

Il mercato che teme ripercussioni sull’aumento di capitale da 500 milioni che dovrebbe partire il prossimo 5 maggio e per il probabile ritardo nella rimozione degli add-ons, i requisiti prudenziali aggiuntivi sul capitale imposti dalla Vigilanza. Più ancora pesa il danno di immagine per il nuovo management che aveva lavorato intensamente al nuovo statuto.

Giù di oltre il 6% anche la Popolare Etruria -10,84% sulla scia dell’annuncio di trattative in esclusiva con la Popolare di Vicenza per studiare un’integrazione fra i due gruppi.

Banca Popolare dell’Emilia Romagna perde il 4,01% sull’onda dell’attesa di un aumento di capitale di 600 -700 milioni circa. Completano la ritirata del settore Banco Popolare -3,46% ed Ubi -3,44%.

Tra le altre banche, Unicredit perde l’1,76%, Intesa -1,51%. Monte Paschi è in calo del 3,85% dopo il balzo di venerdì (+6%).

Positiva Eni in salita dello 0,66% a fronte di uno stoxx settoriale europeo piatto; il titolo risente in positivo delle indiscrezioni che danno l’attuale direttore generale E&P, Claudio Descalzi in pole per sostituire Paolo Scaroni alla guida della major. L’eventuale nomina di Descalzi piace al mercato. Bene anche Saipem +1,52% sulle indiscrezioni di una commessa in Arzebaijan e, soprattutto, dopo la promozione di Bank of America, che l’ha tolta dalla lista dei petroliferi meno preferiti (“Least preferred Oils”). Enel perde lo 0,35%.

Fiat scende dello 0,91%, Finmeccanica -2,92%.

Stm perde il 3,19% dopo il declassamento a “sell” da parte di Ubs.

Telecom Italia arretra dell’1,66%. Banca Akros ha alzato il rating da hold ad Accumulate.

Mediaset -3,65%.

Suona la rivincita delle società del lusso: Tod’s +3,36% e Ferragamo +3,48%.

In ribasso le società della galassia Benetton: Atlantia -1,7%, Autogrill -3,02%, World Duty Free -1,58%. Tra le società a media capitalizzazione, Indesit è in calo del 3%

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