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Pensione anticipata, più soldi in busta paga per chi resta a lavoro: ecco come funziona il Bonus Maroni 2025

I lavoratori potranno rinunciare all’accredito dei contributi, ricevendo le somme esentasse in busta paga. Ecco le istruzioni dell’Inps

Pensione anticipata, più soldi in busta paga per chi resta a lavoro: ecco come funziona il Bonus Maroni 2025

Rimanere al lavoro e aumentare il proprio reddito anziché andare in pensione anticipata: è questa l’opportunità offerta dal cosiddetto Bonus Maroni, introdotto anni fa dall’ex ministro del Lavoro Roberto Maroni e potenziato dalla Legge di Bilancio 2025. Questa misura permette ai lavoratori con i requisiti per la pensione anticipata flessibile di posticipare il pensionamento e ottenere un vantaggio economico, ricevendo direttamente in busta paga una parte dei contributi che normalmente sarebbero stati versati all’Inps.

Secondo il Messaggio Inps 799/2025, a partire dal 2025, la quota di contributi versata direttamente al lavoratore sarà esentasse, aumentando così il reddito netto mensile. Vediamo nel dettaglio come funziona e chi può beneficiarne.

Come funziona la pensione anticipata flessibile e cosa cambia dal 2025

La pensione anticipata flessibile, nota anche come Quota 103, consente di ritirarsi prima dei 67 anni, a patto di avere almeno 62 anni di età e 41 anni di contributi. Tuttavia, chi decide di continuare a lavorare può usufruire di un incentivo economico, rinunciando all’accredito dei contributi a proprio carico (pari al 9,19% della retribuzione), ricevendoli invece direttamente in busta paga.

Dal 2025, questa somma non sarà soggetta a tassazione Irpef, aumentando così il reddito netto percepito.

Contributi a carico del datore di lavoro

Secondo la Legge di Bilancio per il 2025, i lavoratori che scelgono questa opzione non dovranno più versare i contributi a loro carico per l’assicurazione contro invalidità, vecchiaia e superstiti. Ciò significa che il datore di lavoro non sarà più obbligato a versare tali contributi all’Inps. Tuttavia, dovrà comunque continuare a versare la parte di contributi a suo carico. La somma che sarebbe stata versata all’Inps come contributo del lavoratore sarà corrisposta direttamente al lavoratore, senza essere soggetta né a tassazione né a contribuzione.

Requisiti e tempistiche

Con la recente novità introdotta, l’incentivo Bonus Maroni è ora accessibile anche ai lavoratori dipendenti che, entro il 31 dicembre 2025, raggiungono i requisiti per la pensione anticipata flessibile. In particolare, i lavoratori che hanno 62 anni di età e 41 anni di contributi, oppure 42 anni e dieci mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e dieci mesi per le donne.

Coloro che maturano i requisiti a partire da gennaio 2025, però, non potranno usufruire immediatamente dell’esonero contributivo: per i dipendenti del settore privato, l’agevolazione scatterà dal 1° agosto 2025, mentre per i lavoratori pubblici dal 1° ottobre 2025. Questo significa che, a causa delle finestre previste dalla normativa, sarà comunque necessario attendere almeno sette mesi per il settore privato e nove mesi per quello pubblico prima di poter andare in pensione. Inoltre, la pensione anticipata flessibile, calcolata con il sistema contributivo, avrà un limite massimo che non può superare quattro volte l’assegno minimo previsto dalla legge (attualmente 2.413,60 euro lordi mensili fino a 67 anni).

Un aspetto da considerare attentamente è che i contributi non versati all’Inps non concorreranno al calcolo della futura pensione. Chi aderisce al Bonus Maroni, quindi, accetta di ricevere un incremento dello stipendio negli ultimi anni di carriera lavorativa in cambio di un possibile importo pensionistico inferiore rispetto a quello che si otterrebbe continuando a versare i contributi regolarmente.

Come fare domanda e verificare i requisiti per accedere al Bonus Maroni

Per verificare se si possiedono i requisiti necessari e presentare la domanda per il Bonus Maroni, è possibile accedere al sito dell’Inps tramite Spid, Cns, Cie o eIDAS. All’interno dell’area riservata, nella sezione dedicata alla pensione, è disponibile un servizio per la verifica dei requisiti e la successiva richiesta dell’incentivo. In alternativa, è possibile rivolgersi a un Caf o a un patronato, che potranno fornire assistenza nella compilazione della domanda. L’Inps valuterà la richiesta e darà una risposta entro 30 giorni dalla presentazione o dall’acquisizione della documentazione necessaria.

Pensione anticipate flessibile: novità per il pubblico impiego

Per i dipendenti pubblici, la Legge di Bilancio 2025 introduce una novità: i lavoratori con i requisiti per la pensione anticipata, che normalmente avrebbero dovuto uscire dal lavoro a 65 anni, potranno restare al lavoro fino a 67 anni. Le amministrazioni pubbliche non potranno risolvere il contratto prima di questa età pensionabile. Inoltre, per i dipendenti pubblici iscritti a specifiche casse previdenziali (come quelle degli enti locali, dei sanitari, ecc.), le pensioni calcolate con il sistema retributivo, relative a periodi di lavoro inferiori a 15 anni, saranno rivalutate secondo le nuove aliquote stabilite dalla Legge di Bilancio.

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