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Orto San Frediano: a Firenze nasce una originale Garden kitchen di città

Chef Della Martira

Un antico vivaio fiorentino, il Giardino Torrini, un’area verde di 3.500 metri quadrati, che fino agli anni Ottanta è stato sede di un importante azienda vivaistica familiare si trasforma in “Orto San Frediano”, una originale Garden kitchen, dove la cucina incontra il territorio.

Il concetto totalmente innovativo ha preso corpo durante i lunghi mesi del lockdown ad opera della Chef Enrica Della Martira e di Gabriella Torrini e ha visto la luce in questi giorni, in concomitanza con il G20 dedicato all’agricoltura.

Su un’area verde di 3.500 metri quadri, tre serre ristrutturate, che assicurano ortaggi a chilometro zero e una grande cucina ci sarà abbondante spazio per private dining, corsi individuali e collettivi di cucina, catering e organizzazione di eventi con il desiderio di raccontare nuove storie in cucina.

Lo spazio dell’antico vivaio è stato completamente riqualificato nel rispetto del paesaggio, della sua vocazione e dei suoi elementi storici più preziosi, come un uliveto secolare che ancora produce ottimo olio. La garden kitchen, quartier generale di Enrica Della Martira, ruota intorno all’orto-giardino, disegnato e allestito dal vivaista Paolo Mati (Mati 1909). In cucina, esperienza, professionalità e creatività incontrano la freschezza dei vegetali a chilometro zero. Il potager coltivato con cura e passione circonda le antiche serre trasformate dall’architetto Tommaso Villa (Art of Building) in luoghi di convivialità easy chic, scambio e apprendimento.

Orto San Frediano si prospetta come una realtà con molte “anime”, aperta alle contaminazioni e in continuo divenire: è soprattutto una scuola di cucina innovativa nella quale convergono le diverse esperienze che Enrica Della Martira ha maturato in anni di attività e di collaborazioni, un’offerta formativa contemporanea, connessa al territorio con corsi collettivi e lezioni individuali per una reale “garden to table experience”. All’interno del Giardino Torrini, Orto San Frediano organizza anche private dining ed eventi corporate e istituzionali con menu custom made. A completare l’offerta, infine, i servizi di catering e di delivery.

«Ho voluto creare un luogo con un’identità precisa e immediatamente riconoscibile, un luogo che mettesse insieme la cucina contemporanea e la tradizione, in un’atmosfera semplice e raffinata» – racconta la chef Enrica Della Martira – Orto San Frediano nasce all’interno del Giardino Torrini unendo stimoli e volontà diverse: il desiderio di fare impresa in tempi così difficili; la passione per la natura e le sue tante ricchezze. È un piacere che non ha eguali poter mettere in padella una verdura appena colta, una esperienza che – nei mesi in cui il Covid incombeva sulle nostre vite – ho a lungo desiderato e immaginato. È proprio la semplicità dell’orto che mi aiuterà a disegnare nuovi menu e a condividere con gli altri la bellezza di questo luogo ritrovato. In una città come Firenze, in cui l’offerta gastronomica è satura, ho sentito il bisogno di un progetto diverso che anticipa le tendenze food e si rivolge a target diversi».

«Sono cresciuta in questo giardino, osservando mio padre e ammirando il suo amore per le piante grasse» racconta dal canto suo Gabriella Torrini, proprietaria del giardino. «Con il tempo ho capito che questo angolo verde possedeva, oltre a un enorme valore affettivo, anche un peso storico e paesaggistico per la città. Per questo, negli anni abbiamo voluto mantenerlo intatto e lo abbiamo difeso declinando ogni richiesta di cessione. Oggi sono felice di inaugurare questo nuovo capitolo. Grazie al progetto Orto San Frediano il giardino è tornato a vivere, più bello che mai, mantenendo intatta la sua vocazione alla coltivazione e onorando il ricordo di mio padre e del suo appassionato lavoro».

Enrica Della Martira nasce a Firenze nel 1980 con una passione quasi innata per la buona tavola e per i sapori. I suoi primi ricordi in cucina sono legati alla nonna e agli indelebili pranzi della domenica. Dopo il diploma, decide di trasferirsi a Milano per frequentare l’Università Bocconi. Studia Economia aziendale e si specializza in Management e design della moda. Inizia a lavorare in questo settore. Ma la sera, una volta a casa, ad attenderla c’è una cucina tutta sua che presto diventa la meta preferita di tanti amici. Enrica si cimenta in ricette di famiglia come la pappa al pomodoro, sperimenta e capisce che la strada giusta per lei è proprio quella.

Nel 2008 torna a Firenze per gestire insieme alla madre lo show room di famiglia. Inizia a frequentare i mercati contadini, riscopre i sapori della sua infanzia. Così nasce in lei il desiderio di potersi dedicare completamente alla cucina. Inizia a fare il pane, a tirare la pasta, a coltivare le aromatiche in giardino. Tra i suoi sogni c’è già quello di creare un orto. Nel 2014 gli amici la convincono a iscriversi a MasterChef. Enrica partecipa alla terza edizione del programma. Conquista giudici e pubblico con piatti semplici ma dalla grande personalità. Si aggiudica il terzo posto. Nel 2015 esce il suo libro “Bruschetta o Scarpetta” (Mondadori). La strada è ormai tracciata, il futuro è ai fornelli. Ma prima Enrica decide che deve approfondire le proprie conoscenze.

E allora viaggia, studia, sperimenta. Capisce che a interessarle è soprattutto il mondo della panificazione. Ne parla nel blog “La Versione di Enrica” grazie al quale inizia a divulgare la sua idea di cucina: appetitosa, fresca e informale. Dal 2015 al 2020 collabora con la scuola di cucina Desinare di Francesco Barthel, tenendo corsi di cucina e lavorando in qualità di chef per i catering. Diventa food consultant e personal chef. Tra le sue collaborazioni: Sammontana, Bormioli Rocco e Kasanova. Dal 2019 è uno dei volti più amati del canale Food Network.

Il giardino Torrini, 3.500 metri quadrati, sale da via Pisana verso la parallela via della Fonderia, sulla riva sinistra dell’Arno. Questa conformazione, oggi rimasta unica in Oltrarno, è parte integrante della sua storia. Un’antica foto dei Fratelli Alinari mostra questo tratto di via Pisana: su entrambi i lati ci sono già le case, ma alle spalle di quelle costruite verso il fiume, si scorge solo terreno agricolo.

Un terrapieno che correva dalla Porta di San Frediano verso fuori e che altro non era che il risultato di uno degli eventi urbanistici più significativi per Firenze: l’abbattimento della cerchia muraria arnolfiana, deciso a fine Ottocento dall’architetto Giuseppe Poggi. I resti della fortificazione furono riportati tra via Pisana e l’Arno, andando a costituire quella pendenza che caratterizza tuttora il giardino Torrini.

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