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Oreficeria, settore in ottima salute: sostenibilità e investimenti guidano la crescita, vola l’export

Pixabay

È stata presentata, durante un incontro ospitato da VicenzaOro, la sesta edizione dell’inchiesta congiunturale realizzata dal Club degli Orafi Italia, in collaborazione con il Research Department di Intesa Sanpaolo. L’inchiesta offre un’analisi dettagliata del settore orafo, integrando e arricchendo le statistiche ufficiali. Per la prima volta, l’edizione attuale include anche un questionario dedicato alla sostenibilità, focalizzandosi sulle misure Esg (ambientali, sociali e di governance) adottate dalle aziende del settore.

L’indagine è stata condotta tra maggio e giugno 2024. L’obiettivo principale era raccogliere le attese degli operatori per il 2024 in termini di fatturato e investimenti, e analizzare le sfide competitive del settore.

Settore orafo: si prevede un aumento del fatturato

Le attese degli operatori del settore orafo sono positive, confermando una stabilità dopo i risultati brillanti degli ultimi due anni. Circa un terzo dei partecipanti prevede un incremento del fatturato, in aumento rispetto al 28% rilevato alla fine del 2023. Questo trend è confermato dai dati di sistema: nel primo semestre 2024, l’indice di fatturato del settore orafo è cresciuto del 4,0% a prezzi correnti, contrariamente al calo registrato in altri settori come la moda (-8,4%) e il manifatturiero (-3,4%).

Il settore orafo ha dimostrato una notevole capacità di resilienza e crescita, con un incremento delle esportazioni del 63,3% in valore e del 15,6% in quantità nel periodo gennaio-maggio 2024, raggiungendo i 6,6 miliardi di euro. La Turchia si è confermata come un mercato chiave, con esportazioni totali di gioielli per 2,6 miliardi di euro. Questo aumento è parzialmente attribuibile alla strategia di acquisto di oro come misura per contrastare l’elevata inflazione del Paese.

Investimenti e innovazioni

L’indagine ha evidenziato che il 29% delle imprese prevede un aumento degli investimenti rispetto all’anno precedente, con picchi del 42% tra le aziende di maggiori dimensioni. Le imprese produttrici sono spinte a investire in nuova tecnologia (27% dei rispondenti), mentre le aziende commerciali tendono a focalizzarsi sul rafforzamento della propria immagine (56%). Le prospettive per gli investimenti restano ottimistiche, sostenute da condizioni monetarie favorevoli e una crescente disponibilità di capitali.

Cresce l’attenzione alle tematiche di sostenibilità

La sostenibilità è emersa come una priorità crescente tra le aziende del settore orafo. La raccolta differenziata è una pratica prevalente, adottata dal 77% delle imprese produttive e dal 95% delle imprese commerciali. Tra le imprese produttive, il 59% sta lavorando per ridurre gli imballaggi e il 55% per ridurre i materiali pericolosi. Inoltre, il 55% delle imprese detiene certificazioni specifiche, con la certificazione RJC (Responsible Jewellery Council) che risulta la più diffusa.

Nel settore commerciale, oltre alla riduzione del consumo di carta (57%), è significativa l’adozione di packaging sostenibile (52%). Più della metà delle aziende (57%) ha notato un aumento dell’interesse dei clienti verso le tematiche della sostenibilità dopo il 2019. La sensibilità verso questi temi, però, non è ancora uniforme tra i clienti (più alta tra i giovani con il 76%), con solo il 62% delle imprese che percepisce una consapevolezza generale insufficiente. La sostenibilità è vista come strategica per il 50% delle aziende orafe di produzione, mentre il 32% la considera un costo aggiuntivo.

L’impatto delle certificazioni Rjc

Dall’analisi dei dati di bilancio emerge che le imprese con certificazione RJC ottengono migliori risultati rispetto al resto del campione. Tra il 2019 e il 2022, queste aziende evidenziano una crescita del fatturato mediana del 45%, rispetto al 19% per le altre. Inoltre, la redditività delle imprese certificate è superiore, con una differenza di circa 4 punti percentuali nell’Ebitda margin e una produttività più alta, misurata in valore aggiunto per addetto (68,8 migliaia di euro rispetto a 43,7). Il differenziale di redditività e produttività tra le aziende certificate e non certificate si è ampliato ulteriormente tra il 2019 e il 2022.

“Nell’anno in corso sta proseguendo il buon andamento del settore orafo italiano già rilevato negli anni precedenti: nel primo semestre del 2024 la crescita del fatturato si è attestata al 4,0% in controtendenza rispetto al sistema moda (-8,4%) e al manifatturiero italiano (-3,4%)” ha commentato Sara Giusti, Economista Research Department Intesa Sanpaolo. “Ancora una volta l’oreficeria italiana è stata premiata dalla sua alta competitività sui mercati esteri: con 6,6 miliardi di euro nel periodo gennaio-maggio l’export è cresciuto del +63,3% in valore e del 15,6% in quantità, supportato anche da fattori contingenti e probabilmente temporanei (come il balzo degli invii in Turchia). In prospettiva, pur in un contesto complesso e di elevata incertezza, il settore dovrebbe trarre beneficio dal progressivo rientro dell’inflazione, dal calo dei prezzi delle materie prime energetiche e dall’introduzione di politiche monetarie meno restrittive già avviate nell’area euro. Le imprese orafe sono pronte a cogliere le opportunità offerte dal mercato, anche attraverso più investimenti, diretti a introdurre tecnologia in azienda, rafforzare l’immagine aziendale, puntare sulla sostenibilità, con ritorni importanti in termini di competitività.”

“L’indagine del sentiment degli imprenditori svolta tra giugno e luglio 2024 evidenza come il settore continui a reggere bene, con un terzo dei rispondenti che si aspetta un’ulteriore crescita del fatturato rispetto all’anno precedente, nonostante la complessità dello scenario globale” ha spiegato Cristina Squarcialupi, Presidente del Club degli Orafi Italia. “Ci aspettiamo, per la seconda metà dell’anno, un atteggiamento forse più cauto ma senza drastici cambi di rotta. Il vero nodo resta il timore per un possibile calo della domanda, preoccupazione condivisa dai due terzi degli imprenditori. Interessante notare come, nonostante il prezzo dell’oro sia elevato e in continua crescita, questo non sembri spaventare particolarmente gli operatori. La propensione all’investimento rimane solida, soprattutto tra le aziende di grandi dimensioni, ma anche le realtà più piccole dimostrano una certa volontà di crescere in tal senso. La spinta è principalmente dettata dall’evoluzione della domanda, dalla pressione competitiva e dalla necessità di rafforzare la propria immagine. Per questa edizione abbiamo voluto mettere sotto i riflettori il tema della sostenibilità, chiedendo agli imprenditori la loro percezione sul tema. Non sorprende che le aziende medio-grandi si sentano più coinvolte, con un numero medio di misure sostenibili adottate superiore a quello delle micro-piccole. Tuttavia, è preoccupante come molte aziende considerino ancora la sostenibilità un costo extra, e come la formazione su questo tema sia carente.”

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Categories: Economia e Imprese