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Milan-Inter, il derby della verità che fa sperare il Napoli

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Il derby della verità. La sfida tra Milan e Inter (ore 20.45) numero 229 della storia (175 in Serie A) potrebbe rivelarsi molto indicativa sullo sviluppo del campionato, sia per i rossoneri che per i nerazzurri. Un successo di Pioli, infatti, manderebbe Inzaghi a meno 10 in classifica, tagliandolo fuori, a meno di clamorosi colpi di scena, dalla corsa scudetto, viceversa invece l’Inter accorcerebbe a soli 4 punti, riportando in auge la propria candidatura. Pure un pareggio avrebbe risvolti importanti, perché se è vero che le milanesi resterebbero così come sono, lo è anche che il Napoli potrebbe giovarsene, a patto ovviamente di fare il suo dovere contro il Verona (ore 18).

Insomma, pur essendo solo alla 12esima giornata questa domenica profuma di scudetto, per quanto sia ancora impossibile immaginare chi riuscirà a spruzzarselo addosso. Gli occhi sono inevitabilmente puntati su San Siro, dove andrà in scena un derby molto equilibrato, difficilissimo da pronosticare.

A guardare questo primo segmento di campionato ci arriva meglio il Milan, come del resto dimostra la classifica, ma l’Inter delle ultime partite (Champions compresa) è sembrata quella dell’anno scorso, quando fece percorso netto e andò a vincere il tricolore. “Non sarà una partita determinate per il campionato, ma lo è per il nostro ambiente e per il nostro popolo – le parole di Pioli -. L’Inter è favorita perché ha vinto lo scorso campionato, è una squadra molto forte e compatta, noi e il Napoli abbiamo fatto un inizio straordinario, ma il campionato è ancora lungo.

Tutte le squadre comunque hanno dei punti deboli, quelli dell’Inter proveremo a scoprirli nel derby…”. “Di certo per noi è fondamentale fare risultato, per la classifica e per la nostra convinzione, ma sono tranquillo perché negli spogliatoi ho visto facce e occhi giusti – la replica di Inzaghi -. Stiamo crescendo e vogliamo continuare su questa strada, negli scontri diretti abbiamo fatto bene, con la Juventus sappiamo com’è andata, con la Lazio abbiamo fatto 75 minuti ottimi, manca la vittoria e ora abbiamo l’occasione di raggiungerla. Di certo dobbiamo fare risultato, è fondamentale”.

Approcci diversi, insomma, con un Milan che preferisce nascondersi dietro alla classifica e un’Inter che invece dichiara apertamente le proprie ambizioni. Non sappiamo se questa possa essere un’avvisaglia della partita che sarà, di certo però è vero che le due squadre, pur sognando entrambe la vittoria, partono con esigenze diverse.

L’esigenza di vincere a tutti i costi può essere un problema per l’Inter, ma il derby, si sa, fa storia a sé e quello di Milano, negli ultimi anni, s’è quasi sempre tinto di nerazzurro: negli ultimi 5 infatti i rossoneri hanno vinto solo una volta, rimediando invece ben 4 sconfitte, l’ultima lo scorso 21 febbraio, che sancì l’inizio della cavalcata trionfale di Conte.

I 57 mila di San Siro, insomma, si preparano a vivere una serata vibrante, tra due squadre decise a battersi senza esclusione di colpi. Pioli ritrova Rebic, Florenzi e Pellegri, ma deve fare a meno dello squalificato Hernandez, espulso a Roma e dunque non utilizzabile. Pioli, dunque, punterà su un 4-2-3-1 con Tatarusanu in porta, Calabria, Kjaer, Tomori e Ballo-Touré in difesa, Tonali e Kessié a centrocampo, Saelemaekers, Krunic e Leao alle spalle dell’unica punta Ibrahimovic.

Tutti a disposizione invece per Inzaghi, che punterà su un 3-5-2 con Handanovic tra i pali, Skriniar, De Vrij e Bastoni nel reparto arretrato, Darmian, Barella, Brozovic, Calhanoglu (favorito su Vidal) e Perisic in mediana, Dzeko e Lautaro in attacco. Un ulteriore elemento di pressione potrebbe arrivare dal risultato delle 18, quando Napoli e Verona si affronteranno nella cornice del Maradona. Partita insidiosa perché l’Hellas, come hanno ormai capito in tanti, può dar fastidio a chiunque e all’ombra del Vesuvio lo sanno molto bene, visto quanto accaduto lo scorso 24 maggio, quando l’allora squadra di Juric tolse agli azzurri la qualificazione in Champions.

Ora sulla panchina gialloblù siede Tudor, ma l’impatto è più o meno lo stesso: gli uomini di Spalletti, insomma, faranno bene a non sottovalutare il match, altrimenti potrebbero incorrere in una brutta sorpresa. Sin qui però il Napoli non ha mai avuto questo tipo di problemi, anzi ha sempre saputo approcciare bene ogni partita, in barba ad assenze e turnover, come si è visto giovedì a Varsavia. Oggi però il tecnico azzurro ritrova Osimhen e Insigne, anche se quest’ultimo non vive un momento particolarmente sereno, alla luce dell’ormai arcinota questione del rinnovo (“se vuole andare via ce ne faremo una ragione” ha tuonato De Laurentiis).

Tutto questo però è decisamente in secondo piano rispetto alla sfida odierna, che il Napoli vuole vincere per approfittare del derby di Milano. Spalletti schiererà il 4-3-3 tipo con Ospina in porta, Di Lorenzo, Rrahmani, Juan Jesus (Koulibaly è squalificato) e Mario Rui in difesa, Anguissa, Fabian Ruiz e Zielinski a centrocampo, Politano, Osimhen e Insigne in attacco. Tudor invece confermerà in blocco il 3-4-2-1 che, settimana scorsa, ha battuto la Juventus, dunque Montipò tra i pali, Dawidowicz, Gunter e Casale nel reparto arretrato, Faraoni, Tameze, Veloso e Lazovic in mediana, Barak e Caprari alle spalle dell’unica punta Simeone.

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