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Meloni studia la risposta ai dazi di Trump: “Sbagliati ma non una catastrofe”. Pressing su Bruxelles: “L’Ue riveda il Patto di stabilità”

Dazi di Trump, Meloni studia la strategia per contenere i danni: l’export italiano verso gli Usa è del 10%, si tenterà la strada dell’aumento degli scambi commerciali con altri mercati, ma la linea è quella della prudenza. Pressing sull’Ue per modificare il Patto di stabilità e non rispondere con dazi contro dazi

Meloni studia la risposta ai dazi di Trump: “Sbagliati ma non una catastrofe”. Pressing su Bruxelles: “L’Ue riveda il Patto di stabilità”

Nonostante il crollo dei mercati e le critiche di decine di leader mondiali, Donald Trump tira dritto sui dazi chiedendo fiducia a investitori e cittadini. Per poi dirsi disposto a trattare con quei Paesi che “offrissero qualcosa di fenomenale”. E annuncia che presto arriveranno le tariffe anche su farmaci e chip. Dall’Italia, la premier Giorgia Meloni definisce i dazi Usa una “scelta sbagliata ma non una catastrofe”. L’Ue, intanto, non chiude al negoziato con Trump, ma ha pronto il bazooka delle contro-tariffe.

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Meloni studia la risposta a Trump: no dazi contro dazi

“Penso che la scelta degli Stati Uniti sia sbagliata, che non favorisce né l’economia europea né quella americana” ma “non dobbiamo alimentare l’allarmismo”. Così Meloni dopo un vertice a Palazzo Chigi sui dazi con i ministri competenti. Il mercato degli Usa, ha aggiunto, “vale alla fine il 10% del complessivo delle nostre esportazioni e noi non smetteremo di esportare negli Stati Uniti. Stiamo facendo uno studio sull’impatto reale” settore per settore in vista di un confronto la settimana prossima con le categorie produttive. Proporremo, ha detto, una revisione del Patto di stabilità Ue.

Meloni e il pressing sull’Ue

L’obiettivo è arrivare a un accordo con gli Stati Uniti, in una cornice europea, ma senza “rispondere ai dazi con i dazi”. Pressando pure Bruxelles per un cambio di passo, anche per “una necessaria revisione del Patto di stabilità“. E nel frattempo studiare come tutelare i settori produttivi più colpiti, con cui ci sarà un confronto la prossima settimana. Si articola così la strategia con cui il governo prova a far fronte alle barriere commerciali elevate da Trump.

Le parole della premier sono arrivate in serata dal Tg1 dopo una giornata aperta dal vertice con i ministri e proseguita con una serie di colloqui con altri partner internazionali. Sono forti le pressioni da fronteggiare, da parte delle categorie imprenditoriali, e all’interno di una maggioranza in cui la consapevolezza di dover trattare a livello Ue si scontra con gli affondi della Lega.

Meloni: rivedere il Patto di stabilità

Meloni chiede all’Ue una serie di sforzi, “per rimuovere i dazi che si è autoimposta”, con gli effetti del Green Deal sull’automotive, burocrazia che “soffoca” e un Patto di stabilità da “rivedere”. Con la consapevolezza che le proposte italiane possano non essere “perfettamente sovrapponibili” a quelle degli altri partner europei. In parallelo il governo punta ad allargare l’export a nuovi mercati, dal Mercosur al Vietnam, dal Messico all’India.

Meloni e i sostegni alle imprese

L’incontro con le categorie produttive, spiega Meloni, avverrà alla luce di “uno studio sull’impatto reale” dei dazi “settore per settore”, e anche in base alle loro stime si cercheranno “le soluzioni migliori”. L’input di Meloni ai ministri sarebbe stato di “procedere con ordine”. Innanzitutto constatare l’atteggiamento in ambito europeo, e gli spazi di manovra per trattare con gli Usa. Senza una soluzione politica, serviranno sostegni alle imprese. In quest’ottica, raccontano alcune fonti, la premier avrebbe dato mandato al ministro Giorgetti e alla Ragioneria di verificare i margini nelle pieghe del bilancio.

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