Non fa bene alla democrazia che una leader politica venga eliminata dai tribunali, ma nel caso della condanna all’ineleggibilità per 5 anni di Marine Le Pen bisogna dire che la leader dell’estrema destra francese se l’è cercata e che i giudici non hanno fatto altro che applicare la legge. “Marine Le Pen, boia di se stessa” titolava ieri Il Foglio in un commento di Giuliano Ferrara. Perché la Le Pen se l’è cercata ed è semplicemente ridicolo gridare al complotto dell’Europa? Per due ragioni. In primo luogo, perché, come ha commentato il Direttore de Le.Journal.info, Laurent Joffrin, “Dura lex, sed lex” e i giudici francesi non hanno fatto altro che applicare scrupolosamente la legge di fronte all’uso fraudolento di 4 milioni di euro di fondi europei di Le Pen e del Rassemblement National (RN). In secondo luogo perché, come ha scritto Giuliano Ferrara, in questa condanna della Le Pen c’è una sorta di nemesi storica se si ricorda “il suo attacco giustizialista alle immunità della classe dirigente” e la sua “invocazione di pene automatiche, immediate, inappellabili e un atteggiamento sbrigativo nel considerare vincolante l’applicazione del populismo panpenalista”. “Va notato – ha ricordato Joffrin – che Marine Le Pen all’epoca chiese “l’ineleggibilità a vita” contro il lassismo giudiziario di fronte alle malefatte della classe politica. L’ultimo errore che ora la Le Pen potrebbe fare è quello di vendicarsi facendo cadere il Governo Bayrou e cercando la via delle elezioni anticipate che dovrebbe tuttavia affrontare con l’onta ineliminabile di una condanna per appropriazione indebita.
Marine Le Pen, chi di mano ferisce, di mano perisce. Quando la leader invocava pene durissime contro l’elite
Di fronte alla condanna che i giudici francesi le hanno inflitto, la Le Pen può gridare quanto vuole al complotto ma i magistrati non hanno fatto altro che applicare la legge (“Dura lex, sed lex”) e, come commenta Giuliano Ferrara, la sua è una sorta di “nemesi storica” dopo il giustizialismo a piene mani in cui si è prodigata per tanti anni. Far cadere il Governo Bayrou sarebbe l’ultimo errore che la leader di RN può fare
