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Macron, Merz e Starmer: la ripartenza dell’Europa e la difesa dell’Ucraina è nelle mani di quei tre

Imagoeconomica

Nella tempesta che ha sconvolto i rapporti tra Usa ed Europa e messo in ginocchio l’Ucraina affiora qualche raggio di sole, impensabile solo fino a una settimana. Sono raggi di sole che portano la firma di tre statisti che hanno conquistato sul campo il ruolo indiscusso di leader dell’Europa e di pontieri tra la Ue e l’America di Trump. Il primo è una vecchia volpe che le vicissitudini della politica francese avevano oscurato ma che è risorto dalle ceneri nel franco confronto con Donald Trump di lunedì ed è Emmanuel Macron che ha fatto capire al tycoon americano che il vero sentiment europeo è quasi tutto pro Zelensky, ha strappato all’inquilino della Casa Bianca l’impegno ad aiutare con l’intelligence e l’assistenza tecnica le truppe europee in territorio ucraino a garanzia della sicurezza di Kiev. Poi dal cilindro delle elezioni tedesche è sbucato il futuro cancelliere Friedrich Merz e le sue prime parole sono state musica per le orecchie dei veri europei. Ha detto subito che la costruzione di una difesa europea “è una priorità assoluta”, ha spezzato una lancia a favore dell’Ucraina, è parso disponibile a condividere il debito pubblico europeo e ad attenuare i rigidi vincoli di bilancio della Costituzione tedesca. Poi c’è la sorpresa britannica. Il laburista Keir Starmer, che oggi sarà da Donald Trump, ha fatto il miracolo di riavvicinare la Gran Bretagna all’Europa e di agire come ponte, insieme a Macron e Merz, tra il Vecchio continente e l’America di Trump. Meno male che ci sono quei tre.

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Categories: Politica