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Lukaku: ore decisive. Dybala: offerta dal Tottenham

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Il giorno del giudizio. Domani finirà il mercato inglese e il futuro di Dybala e Lukaku, inevitabilmente, prenderà una piega ben precisa. Se è vero, infatti, che la dead-line delle trattative è solo in entrata (per un club italiano, tanto per fare un esempio, sarà possibile acquistare da uno di Premier fino al 2 settembre), lo è anche che difficilmente qualcuno, a meno di offerte stratosferiche, decida di privarsi di un giocatore senza poterlo poi sostituire. Il destino di Lukaku, insomma, può anche decidersi in seguito ma se il Manchester United non prenderà una punta entro domani, ecco che le cose potrebbero complicarsi parecchio.

Il candidato numero uno è Llorente, svincolatosi dal Tottenham nonostante l’ottima stagione disputata, che lo ha visto raggiungere la finale di Champions. I Red Devils lo vogliono come alternativa di Rashford e dunque al posto di Lukaku, ormai degradato a riserva. Inter e Juve osservano speranzose, anche perché non si vede proprio come il belga, ammutinatosi pubblicamente, possa restare ancora per molto dalle parti di Old Trafford.

Va detto che i nerazzurri sono tornati in vantaggio sui bianconeri: colpa di Dybala e del suo procuratore, le cui richieste hanno fatto saltare uno scambio già fatto. Ma le sirene inglesi non sono finite, visto che ora si è fatto sotto il Tottenham, deciso a regalarsi la Joya a poche ore dal gong: se l’affare dovesse andare in porto ecco che Paratici, forte dei 70 milioni incassati, potrebbe rilanciare e prendersi il bomber belga. Marotta ovviamente fa il tifo perché ciò non accada, tanto più che a quel punto, con lo United alle corde, tornerebbe a dirigere il gioco. Ma la tattica attendista è un rischio: da un lato può permetterti di risparmiare, dall’altro può lasciarti a mani vuote.

Lo scenario, oltre che per Lukaku, vale anche per Dzeko, nel limbo da oltre due mesi proprio in virtù di questa strategia. L’Inter ritiene che i 15 milioni offerti siano più che congrui per un 34enne prossimo alla scadenza, la Roma invece ne vuole 20 più bonus. Il bosniaco, nel mentre, continua a lavorare alla grande con Fonseca, aumentando la frustrazione di Conte e le speranze degli avversari, Napoli su tutti. Gli azzurri hanno fatto un sondaggio, nulla di più, anche perché i giallorossi, viste le difficoltà ad arrivare a Higuain (“può chiudere la carriera in bianconero”, ha dichiarato suo padre), non hanno nessuna intenzione di svenderlo.

Il mercato dell’Inter però non ruota solo attorno alle punte: Conte ha chiesto esterni in grado di fare le due fasi, ragion per cui si ragiona con la Fiorentina per uno scambio di prestiti tra Politano, chiuso dal nuovo sistema di gioco, e Biraghi, meno tecnico ma più funzionale. E poi ci sono sempre le questioni Icardi e Perisic: sul primo nessuna novità (sarà decisiva, evidentemente, la vicenda Lukaku), mentre per il secondo è arrivata la decisione, definitiva, di mandarlo via a tutti i costi, anche in prestito gratuito in stile Nainggolan.

La fine del mercato inglese interessa anche al Milan, in attesa di capire se il Wolverhampton deciderà di fare sul serio per Kessie. I 20 milioni offerti non bastano ma se i Wolves alzassero la posta, ecco che l’ivoriano potrebbe partire, sempre che si convinca ad accettare un club il cui appeal, inevitabilmente, è piuttosto discutibile. Una sua partenza permetterebbe a Giampaolo di tenersi Suso, viceversa via Aldo Rossi sarebbe costretta a sacrificarlo, un po’ per far posto a Correa (in stand by da settimane), molto per la sostanziosa plusvalenza che farebbe bene al bilancio. “È uno dei profili che seguiamo, ci interessa molto”, ha fatto sapere il presidente del Lione in un’intervista, confermando che lo spagnolo ha mercato, seppur a cifre inferiori rispetto a quelle ipotizzate da Maldini e Boban. Insomma la partita è aperta, tanto più che gli incedibili, nel Milan attuale, si limitano a Romagnoli, Paquetà e Piatek.

Non che da altre parti sia poi tanto diverso: prendiamo la Juve, protagonista di una vera e propria rivoluzione nonostante lo scudetto appena conquistato. Se Dybala è ancora un caso in divenire, così non è per Cancelo, ormai a tutti gli effetti giocatore del Manchester City. Guardiola ha sborsato 28 milioni più il cartellino di Danilo, quest’ultimo arrivato a Torino ieri e pronto a sottoporsi alle visite mediche di rito, prima di firmare il contratto (ridotto rispetto a prima) con la sua nuova squadra. Tra oggi e domani poi Paratici proverà a vendere Mandzukic (Manchester United), Matuidi e Rugani (Arsenal): fare cassa finché si può, per poi dare l’assalto agli ultimi colpi.

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