Condividi

La primavera delle banche italiane: mai visto un fermento come questo ma attenzione alle resistenze politiche

Le operazioni mirano ad accrescere le dimensioni, ridurre i costi, creare sinergie e trasformare le banche italiane in attori europei, ma le resistenze politiche e gli interventi governativi rallentano l’innovazione e la crescita del settore

La primavera delle banche italiane: mai visto un fermento come questo ma attenzione alle resistenze politiche

Intense manovre delle banche italiane. Ha un certo rilievo Unicredit, che ha lanciato un’Opa su Commerzbank, gruppo tedesco, ma non sono da meno le azioni in atto per formare il terzo polo del settore bancario, alle spalle delle più grandi Intesa Sanpaolo e Unicredit. Il Tesoro aveva salvato dal fallimento il Monte dei Paschi di Siena e si pensava che fosse la Bpm il cavaliere bianco destinato a formare il terzo polo, visto che aveva acquistato parte delle partecipazioni della Mps.

Con queste operazioni di fusione si tende a perseguire due tendenze: una ricerca di dimensioni adeguate in grado di ridurre i costi e di ricercare sinergie ovvero combinare attività diverse e complementari (“fabbrica-prodotto” e distribuzione di servizi alla clientela). L’altra tendenza è diventare una banca europea, superando la logica localistica. Si sostiene, da tempo, che bisogna completare in Europa l’unione bancaria e dei capitali, rimuovendo le barriere tra un paese e l’altro e favorendo la creazione di banche presenti in più stati.

Unicredit e le sfide in atto: attesa per l’acquisizione di Commerz

Banca Unicredit gioca sui due piani. Da un lato, sta rilanciando con un’Ops sulla Bpm che, a sua volta, ha lanciato un’Opa su Anima, che opera nel risparmio gestito, Per rendere conveniente l’operazione su quest’ultima si è in attesa della concessione o meno da parte della Bce dello sconto sull’accantonamento di capitale. Attenzione, si è mosso il Governo minacciando una golden power (potere di veto esercitabile su operazioni societarie in settori strategici) per bloccare l’acquisizione di Banco Bpm da parte di Unicredit. La tesi sostenuta è che Unicredit è una banca straniera quando si tratta invece di due soggetti privati.

Unicredit è pure in attesa della conclusione dell’operazione Commerzbank. La banca italiana ha già ricevuto il via libera per salire al 29,9% sostenendo che il sistema creditizio italiano non è in discussione. Occorre però aspettare il consenso dell’autorità Antitrust per poter convertire i derivati in azioni.

Le resistenze politiche tedesche all’operazione

Ostacola l’operazione la Germania che sfodera la sua antica ostilità verso il nostro Paese, sebbene sia alle prese con una recessione e con una produzione industriale in sofferenza tanto che è stata costretta a modificare la Costituzione per poter indebitarsi al fine di effettuare importanti (e decisi per lo sviluppo) investimenti. 

L’amministratore delegato di Unicredit Orcel non si dà per vinto. Aspetta il pronunciamento del nuovo governo tedesco; è disposto ad aspettare fino al 2027 per verificare le promesse contenute nel Piano triennale della Commerzbank, altrimenti venderà le opzioni restituendo il capitale agli azionisti.

Il ruolo del Governo nella costruzione del terzo polo

Il governo è in azione anche nella costruzione del terzo polo. L’azione è nelle mani della banca di Siena che è stata salvato da un default, grazie all’intervento statale. Sotto scacco è la Mediobanca, banca d’affari e di investimento, che ha ricevuto un’Ops dalla Mps. Tra l’altro, difficile pensare alla creazione di sinergie con una banca commerciale come la banca di Siena. La borsa sta ora recuperando il dislivello di borsa iniziale. Ma il cammino è lungo e i prezzi che conteranno veramente saranno quelli di luglio, quando partirà l’offerta. Una domanda. Qual è il ruolo dello Stato? Quali regole ci sono? “Sulla correttezza delle procedure e sulla trasparenza, l’autorità competenze è la Consob. Sulla stabilità vigilano la Bce e la Banca d’Italia”.

Commenta