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La Juve batte l’Oympiacos, la Roma nella tana del Bayern

Dall’inferno al purgatorio, passando per un possibile paradiso. Nella vittoria della Juventus sull’Olympiacos c’è davvero di tutto: la paura di uscire dalla coppa, a un certo punto piuttosto concreta, la splendida reazione che ha portato alla rimonta, un rigore sbagliato nel recupero che complica un po’ le cose. Già, perché se Vidal avesse segnato il 4-2 la Signora si troverebbe al secondo posto con il vantaggio negli scontri diretti sui greci. Non male a due giornate dal termine, invece gli uomini di Michel restano padroni del proprio destino, seppur con una trasferta a Madrid tutt’altro che semplice. Inutile però recriminare, tutto sommato alla Juve è andata anche bene così. A mezzora dal termine l’eliminazione sembrava cosa fatta, con i greci in vantaggio 2-1 e i bianconeri a un passo dall’ennesimo fallimento europeo. Poi la ruota è finalmente girata: due gol in altrettanti minuti e girone riaperto. 

Nel successo dello Stadium va segnalata la prima Juventus col 4-3-1-2, che poi è da sempre il sistema preferito da Massimiliano Allegri. Un po’ per necessità (la difesa era realmente menomata), un po’ per la voglia di sperimentare qualcosa di nuovo, il tecnico livornese ha cancellato tre anni di Conte proprio nella notte più importante, e il risultato gli ha dato ragione. Con il rombo ha potuto far giocare assieme i quattro tenori di centrocampo, indubbiamente il punto di forza della rosa. Pirlo, che col 3-5-2 sarebbe finito in panchina, ha ringraziato subito con una punizione spettacolare (21’), la seconda decisiva dopo quella di Empoli. Partita in discesa? Nemmeno per sogno, come mai d’altronde in Champions per la Signora. 

L’Olympiacos infatti ha trovato immediatamente il pareggio con Botia (24’) e a inizio ripresa, dopo numerose occasioni fallite dai padroni di casa, è addirittura passato in vantaggio con N’Dinga (61’). Due gol di testa che potevano farla perdere alla Juventus. Che invece l’ha mantenuta ben salda sulle spalle, consapevole che per far girare la ruota sarebbe bastato un episodio, oltre che un po’ di fortuna. E dopo tante porte in faccia prese dalla dea bendata, ecco finalmente qualcosa di positivo: Llorente, entrato pochi minuti prima per Morata, ha propiziato l’autogol di Roberto per il momentaneo 2-2. Il pareggio ha dato la scossa alla Signora che qualche secondo dopo ha trovato addirittura il 3-2. Merito di Pogba, al primo graffio in Champions, bravissimo a sfruttare un rimpallo e a trasformarlo in oro con un destro imparabile. Il finale poteva trasformarsi in un trionfo, ma Roberto ha detto no a Vidal, lasciando la strada ancora in salita. Ora però i giochi sono davvero riaperti e la Champions, forse, non più così ostile.

A proposito di ambiente ostile, questa sera tocca alla Roma che, alle 20.45, farà visita al Bayern Monaco. Partita difficilissima, per non dire proibitiva come ammesso da Rudi Garcia nella conferenza stampa della vigilia. “Abbiamo poche chance di fare risultato, diciamo una su dieci – il pensiero del tecnico. – Questo però non vuol dire che non ci proveremo. Dobbiamo fare una gara migliore dell’andata, serviranno coraggio e compattezza”. Questo è poco ma sicuro, visto che all’Olimpico, 15 giorni fa, fu una mattanza. La priorità insomma è cancellare quella brutta figura, tanto il discorso qualificazione resterebbe aperto anche in caso di sconfitta. “Non è qui che dobbiamo prenderci il pass per gli ottavi ma con Cska Mosca e Manchester City in casa – ha proseguito Garcia. – Non per questo però scenderemo in campo come vittime sacrificali, proveremo a fare il nostro”. 

Il che, tradotto in soldoni, significa fare una partita difensiva senza però rinunciare alle ripartenze. In questa metamorfosi della Roma dovrebbe pagare dazio Totti: il capitano partirà dalla panchina in virtù di Destro. La vera novità tattica sarà però l’avanzamento di Pjanic sulla trequarti, con Gervinho a scalare come seconda punta e Keita a dar manforte in mezzo al campo assieme a De Rossi e Nainggolan. La missione è quasi impossibile, questa Roma però ha fretta di tornare a stupire. 

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