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Kering compra Visard e quota di Mistral: titolo in calo. Per lusso e occhialeria nel 2025 il futuro è incerto

Kering chiude accordi di acquisizione con due aziende italiane: Visard e Mistral. Frangente difficile per tutto il comparto moda e accessori: sarà da vedere se l’applicazione dei dazi non aggraverà ancora di più la crisi. Colpiti i grandi brand ma anche l’indotto di produzione

Kering compra Visard e quota di Mistral: titolo in calo. Per lusso e occhialeria nel 2025 il futuro è incerto

Dall’abbigliamento alla pelletteria ma anche tutta la produzione di accessori come gli occhiali stanno subendo una contrazione delle vendite a causa della crisi del settore lusso e conseguentemente anche le piccole e medie aziende di tradizione manifatturiera, che avevano nel corso degli anni già in parte trovato una soluzione, offrendo la propria capacità creativa e produttiva ai gruppi francesi o internazionali, stanno sempre di più valutando la cessione di parte o di tutte le quote societarie per garantire la continuità aziendale, come conferma il recente accordo di Kering per acquisire il capitale delle due aziende bellunesi Visard e Mistral. Alla Borsa di Parigi, intanto, il titolo Kering è decisa flessione.

Accordo Kering Eyewear per acquisizione di Visard e Mistral

Di questi giorni è l’accordo di Kering Eyewear con due produttori di occhiali italiani, Visard e Mistral. Questo accordo prevede che Kering Eyewear acquisisca il 100% del capitale azionario di Visard e diventi azionista di minoranza di Mistral con la possibilità di completare l’acquisizione completa nel 2030. Fondate rispettivamente nel 1985 e nel 1991, Visard e Mistral hanno sede nel Bellunese, uno dei distretti dell’occhialeria più rinomati al mondo, e operano nella produzione di occhiali da sole e montature da vista.

Visard, con circa 75 dipendenti, possiede un forte know-how e abilità artigianali eccezionali, concentrandosi sulla produzione di montature da vista e occhiali da sole in plastica iniettata. Mistral, con circa 120 dipendenti, incorpora una grande competenza nella creazione di occhiali in acetato, contraddistinti da alta qualità artigianale e innovazione tecnica. Visard e Mistral sono partner strategici di lunga data di Kering Eyewear fin dalla sua fondazione e questa transazione consentirà all’azienda di rafforzare ulteriormente la sua posizione di leader nella progettazione, sviluppo e distribuzione di occhiali di alta gamma, rappresentando al contempo un passo avanti nella sua strategia di sviluppo industriale.

Roberto Vedovotto, fondatore, presidente e Ceo di Kering Eyewear, ha dichiarato: “Nel corso degli anni, Visard, Mistral e i rispettivi imprenditori fondatori hanno fornito un contributo inestimabile al successo di Kering Eyewear, apportando alla nostra azienda qualità e competenza tecnica senza pari. Siamo quindi orgogliosi di dare il benvenuto a Visard in Kering Eyewear e lieti di collaborare con Mistral per la prossima fase del suo sviluppo, confermando il nostro impegno nel continuare a supportare l’eccezionale capitale umano del distretto di Belluno, rafforzandolo come centro dell’industria dell’occhialeria, investendo ulteriormente nell’innovazione e promuovendo l’eccellenza artigianale”. La transazione è soggetta all’autorizzazione delle autorità competenti per la concorrenza e dovrebbe essere completata nel terzo trimestre del 2025.

Occhialieria, la storia di un distretto storico

Nel Bellunese il distretto dell’occhialeria nasce nel 1878 con il primo insediamento di una fabbrica di occhiali a Calalzo di Cadore per poi estendersi in tutta la provincia di Belluno e a seguito anche quella di Treviso. Il suo successo è dato dalla produzione di un occhiale griffato grazie a degli accordi con aziende di grandi firme della moda internazionale che modificano la struttura produttiva del settore a partire dalla fine degli anni ’80 per seguire un successo internazionale che dura da decenni. Non dimentichiamo che da questi luoghi parte anche il successo di Del Vecchio con Luxottica.

Indagine Anfao: timori su export negli Usa

Secondo l’Anfao (Associazione nazionale fabbricanti articoli ottici) aveva rilevato un dato positivo di crescita nel 2023 trainato dalle esportazioni, nonostante il commercio mondiale complessivo di beni avesse registrato un brusco arretramento (-1,9%). Mentre già dalla prima parte del 2024 sono ancora presenti molti dei fattori che hanno contribuito a questo rallentamento: la debolezza della domanda di beni manifatturieri e di investimento, gli alti tassi di interesse, i prezzi dell’energia ancora stabilmente superiori alle quotazioni pre-pandemia, i conflitti e le forti tensioni e frammentazioni geopolitiche. In questo contesto anche le esportazioni del settore dell’occhialeria, che rappresentano una grande fetta della sua produzione, dopo un primo trimestre nuovamente in crescita (+2,3% la variazione tendenziale in valore rispetto al 2023), hanno avuto una leggera battuta d’arresto (-2,9% il secondo trimestre 2024).

Complessivamente, quindi, le esportazioni italiane dell’occhialeria nel periodo gennaio-giugno 2024 sono lievemente diminuite in valore dello 0,3% attestandosi a circa 2 miliardi e 888 milioni di euro. Le previsioni di crescita del Fondo monetario internazionale non sono particolarmente rosee per il 2024 e per il 2025, soprattutto per le economie avanzate, Stati Uniti e “area euro” su tutti.

Considerando che si tratta dei principali mercati dell’occhialeria, il calo dell’export segnato nel secondo trimestre del 2024 è un segnale di warning sicuramente da monitorare. Inoltre, la guerra in Ucraina, il conflitto medio-orientale, la crescente frammentazione dell’economia, la stretta monetaria antinflazione, il ritiro degli aiuti pubblici, gli eventi climatici estremi: sono tutte cause concatenate che vanno a disegnare un quadro geopolitico di estrema incertezza. Non si tratta sicuramente delle migliori condizioni per una crescita degli scambi commerciali. L’occhialeria dovrà, quindi per il 2025, far fronte a una situazione complessa da interpretare.

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