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Juve Caporetto a Monza e Allegri traballa: ko anche Milan, Inter e Roma. Napoli e Atalanta coppia di testa

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Non succedeva da sette anni. Per ritrovare Milan, Inter e Juventus sconfitte nello stesso turno, infatti, dobbiamo andare indietro alla stagione 2015/16, per la precisione alla sesta giornata, quando rossoneri, nerazzurri e bianconeri persero contro Genoa, Fiorentina e Napoli. Altri tempi, senza dubbio, eppure tornati d’attualità in una domenica incredibile, nella quale Pioli, Inzaghi e Allegri si sono dovuti inchinare a Spalletti, Sottil e Palladino, dunque a Napoli, Udinese e Monza. E se a questo aggiungiamo la vittoria dell’Atalanta sulla Roma di Mourinho, ne viene fuori un quadro quasi unico, che rende bene l’idea di un campionato pazzo e divertente come non mai.

Milan-Napoli 1-2, Politano e Simeone lanciano gli azzurri

Partiamo dalla super sfida di San Siro tra Milan e Napoli, che ha visto prevalere gli azzurri grazie ai gol di Politano (55’ su rigore) e Simeone (78’). Inutile, dunque, la zampata di Giroud al minuto 69, che sembrava aver indirizzato il match sul pareggio: il colpo di testa del Cholito ha chiuso ogni discorso, regalando a Spalletti una vittoria pesantissima sia in chiave di classifica (ora il Napoli è primo assieme all’Atalanta) che di morale. A dire il vero il Milan ha giocato bene, specialmente in un primo tempo che avrebbe meritato di chiudere in vantaggio, se Meret non avesse salvato con due grandi parate su Giroud e Krunic.

Nella ripresa invece il Napoli ha saputo partire forte e al 50’ ha trovato l’episodio giusto con Kvaratskhelia, bravo a procurarsi il rigore (fallo di Dest) trasformato da Politano. I rossoneri non si sono arresi e dopo aver sfiorato il pari con Messias (altra grande parata di Meret) lo hanno trovato con Giroud, al termine di una splendida azione iniziata da De Ketelaere e rifinita da Hernandez, prima del tap-in del francese. A rovinare i piani di rimonta del Diavolo ci ha però pensato Simeone, bravissimo a trasformare un cross di Mario Rui in un dardo avvelenato per Maignan, assolutamente incolpevole. L’ultimo brivido lo ha procurato Kalulu, colpendo una traversa a porta spalancata a pochi minuti dalla fine: sarebbe stato il 2-2, invece fa festa il Napoli, primo è sempre più lanciato verso il sogno Scudetto.

De Laurentiis: “Vittoria di tenacia, godiamocela!”

“Una vittoria di sofferenza e tenacia – il commento via Twitter di Aurelio De Laurentiis -. Godiamoci questa splendida partita! Forza Napoli Sempre!!”. “Questo Napoli ha tanta qualità, ma non solo: è anche sforzo, sacrificio e voglia di vincere – ha proseguito Simeone, eroe del match -. Scudetto? Viviamo ogni giorno con voglia di migliorare, siamo un gruppo giovane e vogliamo dare tutto, pensiamo solo a quello”.

Pioli: “Quando giochi così bene non puoi perdere…”

Clima opposto in casa Milan, dove ci si lecca le ferite dopo una sconfitta difficile da digerire, in virtù di una prestazione all’altezza delle aspettative, nonostante l’assenza di Leao. “Quando una squadra gioca così non può perdere, ma impareremo da questa serata a essere più concreti – l’analisi di Pioli -. Abbiamo perso perché non abbiamo messo la determinazione che serve nelle due aree, nonostante una prestazione migliore di quella del Napoli. Peccato aver perso l’imbattibilità con una prova del genere, difficile imputare qualcosa alla difesa, c’è più rammarico per aver segnato solo un gol”.

Udinese-Inter 3-1, Inzaghi nuovamente sotto accusa per i cambi

Avevamo presentato la trasferta di Udine come un esame molto importante per l’Inter, chiamata a vincere per archiviare definitivamente la crisi di qualche settimana fa. La risposta però è stata fallimentare, perché i nerazzurri sono caduti rovinosamente sotto i colpi di Sottil, bravissimo a costruire (assieme a quel vecchio volpone di Marino) una squadra giovane ma tosta, capace di mettere sotto gli avversari sia dal punto vista atletico che tecnico.

Fatti i doverosi complimenti ai friulani è giusto però spostare il mirino su Inzaghi, reo di una gestione di gara quantomeno discutibile: clamorose le sostituzioni di Mkhitaryan e Bastoni al 28’ del primo tempo perché ammoniti, così come quella di Dzeko (sin lì il migliore dei suoi) per un Correa evanescente. La mossa peggiore però è arrivata al 79’ con l’ingresso di De Vrij al posto di Acerbi, visto che l’olandese è stato protagonista in negativo sull’episodio che ha portato al gol di Bijou, decisivo per la vittoria dell’Udinese. Il popolo interista ha così rivissuto un film già visto con Lazio, Milan e Bayern, ovvero vedere la propria squadra che crolla non appena incontra un avversario di livello, o comunque più in salute.

Inzaghi si difende: “I cambi? erano ammoniti…”

“Non riusciamo a dare continuità, sono tre trasferte di fila in cui andiamo in vantaggio e perdiamo 3-1, così non va bene – ha sospirato Inzaghi – Dovevamo fare sicuramente di più e meglio, ho cambiato Bastoni e Mkhitaryan perché erano ammoniti e perché l’Udinese vinceva tutti i duelli, una scossa per cambiare le cose. Loro hanno approcciato meglio nonostante il nostro gol iniziale, dobbiamo meditare su questa brutta sconfitta perché è sicuramente meritata”.

Monza-Juventus 1-0, Allegri sempre più sulla graticola

L’altra sconfitta clamorosa di giornata è quella della Juventus, battuta anche dal Monza (ex) fanalino di coda. Ko storico quello del Brianteo, perché vede i padroni di casa conquistare i primi 3 punti della loro storia in Serie A, a dimostrazione di una Signora ai minimi termini, apparsa quasi allo sbando. L’alibi delle assenze c’è ancora, ma diventa sempre più debole, sconfitta dopo sconfitta: va bene che mancano diversi giocatori importanti, il Monza però non ha rubato nulla, anzi a conti fatti avrebbe potuto andare in vantaggio prima, mentre i bianconeri non sono praticamente mai stati in grado di creare pericoli.

Nel mirino, e non è una novità, c’è sempre Allegri, tanto più dopo le varie dichiarazioni (alcune non autorizzate dalla società) rilasciate nei giorni scorsi. Il popolo bianconero chiede ormai a gran voce la sua testa e la società, nonostante le smentite di rito, non sa come muoversi, prigioniera di un contratto troppo oneroso per essere stracciato. A far compagnia a Max sul banco degli imputati finisce Angel Di Maria, atteso come il salvatore della patria e protagonista invece di un gesto di reazione tanto stupido quanto dannoso: l’espulsione ha lasciato la Juve in 10 per più di un tempo, inoltre gli impedirà di esserci sia contro il Bologna che, quasi certamente, contro il Milan.

Allegri squalificato, parla il vice Landucci: “L’espulsione ha condizionato la partita”

“Bisogna sicuramente fare meglio, ma l’espulsione ha condizionato la partita – ha sottolineato Landucci, vice dello squalificato Allegri -. Di Maria è stato tartassato e lui c’è cascato, sappiamo che Izzo è un calciatore che usa queste tattiche, anche se mi dicono che l’espulsione è stata giusta. È il momento di chiacchierare poco e fare fatti, era difficile rialzarsi dopo la brutta botta di mercoledì. Questo ha inciso, ma sono comunque scuse e ora non ci servono: bisogna rialzarsi e pedalare”.

Roma-Atalanta 0-1: Gasp gode, Mourinho espulso e furioso

A chiudere la domenica dei risultati a sorpresa ecco la vittoria dell’Atalanta di Gasperini, capace di espugnare l’Olimpico e prendersi il primo posto in classifica, seppur in coabitazione col Napoli. Successo di prestigio per la Dea, divenuta ormai cinica e spietata come le grandi: il paradosso, infatti, è che sia riuscita ad arrivare a certe vette solo ora e non negli anni del calcio spettacolo.

“Indossare la maglia rosa è già una grande soddisfazione, anche se sappiamo che non vinceremo il Giro” ha spiegato soddisfatto Gasperini usando una metafora ciclistica, ma il gol di Scalvini (35’) conferma l’ennesimo ottimo lavoro fatto con i giovani, nonostante diversità di vedute con la nuova proprietà piuttosto evidenti.

Decisamente più teso il clima in casa Roma, dove si deve fare i conti con una sconfitta pesante per le ambizioni della squadra, oltretutto in una delle migliori prestazioni stagionali, al netto del valore dell’avversario. Mourinho, espulso per proteste nel secondo tempo (non sarà in panchina contro l’Inter), non l’ha presa affatto bene, come si evince dalle sue dichiarazioni.

“Era la partita più facile da vincere, abbiamo avuto il controllo per 90′ – il pensiero dello Special One -. C’era un rigore chiarissimo su Zaniolo nel primo tempo, ho cercato di parlare con Chiffi a fine partita e gli ho chiesto perché non l’abbia fischiato. Se mi dice che non c’è mai rigore se il giocatore non si butta per terra, allora io devo cambiare l’atteggiamento con i miei giocatori e dire loro di buttarsi, altrimenti non ce lo danno…”.

Ora due settimane di sosta, (anche se la maggior parte dei giocatori sarà impegnata in giro per il mondo con le Nazionali), dopodiché ci si tufferà nell’ultimo tour de force dell’anno solare, prima di lasciare spazio al Mondiale. Sarà meglio tirare il fiato come si deve, almeno per chi potrà farlo, perché poi inizierà un mese senza pause, nel quale verranno fuori i primi verdetti, in un senso o nell’altro.

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