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Il Milan ferma l’Atalanta e in molti ringraziano

AC Milan

Tutto come prima. Il pareggio di San Siro tra Milan e Atalanta lascia invariata la classifica, anche se con una partita in più rispetto alle rivali, che potranno così provare ad approfittarne tra oggi e domani. Ci si aspettava una gara combattuta ed equilibrata, tra quelle che sono state le migliori squadre post lockdown, e così è stato, tanto che l’1-1 finale non rende giustizia alla grosse quantità di occasioni create da ambo le parti. I nerazzurri possono recriminare per il rigore sbagliato da Malinovskyi al 26’, i rossoneri per un palo colpito da Bonaventura al 73’: il pari finale insomma, per quanto poco utile a entrambe, ci sta tutto.

A sbloccare il match era stato il Milan con Calhanoglu, bravissimo a trovare il sette con una punizione che sorprendeva Gollini (14’). Inizio a forti tinte rossonere, ma l’Atalanta, come suo solito, sapeva reagire e poco dopo trovava l’occasione giusta grazie a uno sciagurato fallo di Biglia su Malinovskyi: l’ucraino andava sul dischetto ma si faceva parare il penalty da Donnarumma. Il pari bergamasco però era nell’aria e arrivava al 34’ col solito Zapata, fortunato nel ritrovarsi tra i piedi un pallone smorzato da Gabbia, bravo nel chiuderlo in parte alle spalle del portiere rossonero. Nella ripresa occasioni da una parte e dall’altra, ma con quell’inevitabile perdita di lucidità che ha impedito ulteriori gol, anche per una buona dose di sfortuna (vedi il palo di Bonaventura di cui sopra).

E così il big match di San Siro è finito in parità, per la gioia di Inter e Lazio in chiave secondo posto e della Roma per l’Europa League diretta. “Mi aspettavo una partita di questo livello perché stiamo bene, abbiamo provato a vincerla fino alla fine e questa è la cosa più importante – l’analisi di Pioli. – Se il mio rinnovo ha trasmesso serenità? Sono felicissimo della firma ma ero tranquillo anche prima, ora comunque c’è grande convinzione e voglia di fare.  Finiamo questo campionato e riposiamoci un po’, poi ripartiamo per fare ancora grandi cose nella prossima stagione”. “Il pareggio ci sta, potevamo anche vincerla ma ci abbiamo provato fino alla fine – la replica di Gasperini. – Non è facile vincere queste partite, sono molto equilibrate, con questo caldo e dopo tutte queste gare consecutive subentrano un po’ di fatica e di stanchezza, è mancata anche un po’ la lucidità”. 

Oggi dunque tocca all’Inter, attesa dalla difficile trasferta di Genova (ore 19.30). Per i nerazzurri c’è in ballo la caccia al secondo posto, ma è chiaro che sono i rossoblu a giocarsi la posta più alta: infilare la terza vittoria dopo quelle con Lecce e Sampdoria, infatti, vorrebbe dire salvezza anticipata. Ma Conte, già piuttosto innervosito dai risultati con Roma e Fiorentina (inutile ricordare che 6 punti avrebbero riaperto il discorso scudetto), non vuole assolutamente incappare in un altro passo falso, l’ennesimo di questo post lockdown. A preoccuparlo, più che la corsa al secondo posto, è l’ormai imminente impegno europeo col Getafe, l’unico in grado di trasformare una buona stagione in qualcosa di più.

“Arriveremo a quella partita molto tirati, anche perché, dopo il Genoa, affronteremo Napoli e Atalanta. Questo finale di campionato così compresso è un’esperienza diversa rispetto al passato che speriamo di non dover più ripetere: temperature alte, partite molto ravvicinate, sicuramente ci porteremo dietro qualche strascico anche l’anno prossimo…”. Rispetto alla partita con la Fiorentina mancheranno lo squalificato Barella e l’infortunato De Vrij, per un 3-4-1-2 diverso con Handanovic in porta, Skriniar, Ranocchia e Bastoni in difesa, Moses, Brozovic, Gagliardini e Young a centrocampo, Eriksen sulla trequarti, Lautaro Martinez e Lukaku in attacco. 4-4-2 invece per Nicola, che risponderà con Perin tra i pali, Biraschi, Goldaniga, Zapata e Criscito nel reparto arretrato, Ghiglione, Jagiello, Schone e Barreca in mediana, alle spalle della coppia offensiva composta da Pinamonti e Pandev. 

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