Di fronte ad un ammontare di 630 miliardi di dollari nel 2023 di cui circa 90 miliardi di euro in Europa, Sace sottolinea l’importanza della Space Economy nell’economia globale come fatto assodato, destinato ad aumentare fortemente nei prossimi anni. Con un tasso medio annuo di crescita del 9%, entro il 2035 il valore di mercato raggiungerà i 1,8 trilioni di dollari
La Space Economy è oggi un importante motore di crescita economica e gli investimenti in innovazione e digitalizzazione sono la chiave per mantenere e rafforzare la competitività nazionale, grazie anche ai tanti impieghi come i servizi di telecomunicazione, monitoraggio climatico, consumo responsabile, impronta carbonica architettura e gestione delle risorse, assistenza sanitaria, farmaceutica e tecnologie mediche, produzione di semiconduttori e biotecnologie, servizi assicurativi e finanziari, logistica e trasporti.
Settori strategici e opportunità offerte dalla Space Economy
La continua evoluzione dei trend tecnologici e commerciali del settore – dalla miniaturizzazione dei satelliti alla diffusione dei micro-lanciatori – contribuisce a garantire la fattibilità economica delle operazioni spaziali. Innovazioni tecnologiche come intelligenza artificiale, lanciatori stampati in 3D e progettazione assistita da computer hanno inoltre permesso di migliorare l’efficienza produttiva, riducendo la complessità dei veicoli spaziali e abbattendo i costi e i tempi di lancio.
In Europa le vendite finali dell’industria spaziale hanno raggiunto un valore pari a 8,4 miliardi di euro nel 2023, destinate ad aumentare nei prossimi anni, grazie alla crescita di domanda da parte di attori pubblici e privati. Con oltre 800 imprese costituite nell’ultimo decennio e 63mila occupati, la Ue è la seconda regione al mondo per investimenti in imprese spaziali nuove e innovative. L’industria spaziale contribuisce positivamente alla bilancia commerciale europea, esportando a livello globale sistemi satellitari completi, servizi di lancio, attrezzature e sottosistemi. La scienza e l’esplorazione rafforzano le catene di fornitura europee e la loro posizione sui mercati domestici e internazionali e supportano lo sviluppo tecnologico, riducendo la dipendenza dai fornitori esteri.
Il ruolo dell’Italia nella Space Economy
Grazie a una combinazione di tradizione industriale, eccellenza tecnologica e una rete di imprese altamente specializzate, l’industria dello spazio è un settore strategico del futuro, con una filiera estremamente ramificata in diversi settori dell’economia. Delle oltre 400 imprese attive in Italia – di cui 250 nella parte core strettamente legata alle attività spaziali – il 66% è composto da pmi e il 27% da startup, a dimostrazione di una forte dinamicità e di un potenziale inespresso. Il giro d’affari realizzato è di quasi 3 miliardi di euro (pari allo 0,17% del Pil), complessivo dei finanziamenti pubblici e del fatturato generato dalle imprese di beni e servizi basati su tecnologie spaziali.
La Space economy non è costituita da un’unica filiera, ma da una molteplicità di esse fortemente interconnesse che rappresentano tutte le fasi delle diverse catene del valore: dall’upstream, midstream e downstream legati all’attività core, fino a tutti quei prodotti e servizi che dallo spazio supportano le attività terrestri: sistemi di bordo avionici, di propulsione, idraulici, di atterraggio, di controllo ambientale, di avviamento e sorgenti di energia, componenti accessori e motori, fusoliere e strutture varie, prodotti elettrici ed elettronici, meccanica strumentale ad alto valore tecnologico, così come servizi di assemblaggio, sistemi informatici, cloud, cybersecurity. Per un’impresa essere parte di una o più filiere è essenziale non solo per condividere tecnologie, conoscenze ed esperienze, ma anche per aumentare la produttività e l’accesso ai mercati internazionali.
Gli investimenti nel settore spaziale
Le potenzialità della Space Economy sono riconosciute dalle istituzioni europee che hanno destinato al programma spaziale 2021-2027 un budget di 14,8 miliardi di euro. L’Italia è fortemente coinvolta in programmi internazionali come quelli dell’Esa e partecipa a progetti della Ue legati alla difesa e allo spazio. Gli investimenti nel settore stanno crescendo intensamente: nel 2023 l’Italia è stata il terzo paese europeo per investimenti realizzandone per 148 milioni, in netta crescita rispetto ai 12 milioni dell’anno precedente, grazie in particolare a quello in D-Orbit, la startup italiana di logistica e trasporti spaziali.