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Generali partner del Paese di fronte alla grandi sfide: dalla salute alla crisi demografica e al cambiamento climatico

Generali Country Italia ha delineato un piano strategico per il 2025-2027, focalizzandosi su protezione, salute, welfare, innovazione e digitalizzazione per rispondere alle emergenze sociali e ambientali del Paese

Generali partner del Paese di fronte alla grandi sfide: dalla salute alla crisi demografica e al cambiamento climatico

L’Italia si trova oggi di fronte a una “trappola demografica“, in cui un basso tasso di natalità e una crescente longevità stanno trasformando la struttura sociale del Paese. Da un lato, la riduzione della forza lavoro attiva mette a dura prova l’economia e i sistemi di welfare, mentre dall’altro cresce il numero di anziani che necessitano di assistenza sanitaria e supporto per la non autosufficienza. In questo contesto, le famiglie e il sistema pubblico faticano a far fronte ai costi e ai bisogni legati alla terza età. La protezione assicurativa diventa quindi fondamentale, non solo per garantire un sostegno economico durante la pensione, ma anche per coprire le spese per la salute e l’assistenza a lungo termine. Senza un’adeguata copertura, infatti, si rischia di compromettere il benessere individuale e collettivo in un Paese che affronta sfide demografiche senza precedenti.

A questa crisi demografica si aggiungono le problematiche legate al cambiamento climatico, che alimentano l’aumento degli eventi climatici estremi e dei disastri naturali. L’Italia è tra i Paesi più vulnerabili a fenomeni come inondazioni, frane e siccità, che minacciano non solo l’ambiente, ma anche l’economia e la vita quotidiana dei cittadini. In questo contesto, la protezione dei territori e delle persone diventa sempre più imprescindibile.

Questi temi sono stati al centro dell’evento di Generali Country Italia dal titolo “Generali Partner del Paese sulle grandi sfide contemporanee: Salute&Welfare e CatNat&Climate Change”, al quale hanno partecipato istituzioni, partner, media e la rete distributiva, insieme al top management della Country Italia. La compagnia, che ha chiuso il 2024 con una raccolta premi record di 32,1 miliardi di euro, rispetto ai 27 miliardi del 2023, ha delineato le linee di sviluppo per il prossimo triennio, con l’obiettivo di rispondere concretamente a queste emergenze sociali e ambientali del Paese.

Generali Country Italia: le priorità per il Piano Industriale 2025-2027

In linea con il Piano Strategico di Gruppo “Lifetime Partner 27: Driving Excellence”, Generali Country Italia ha definito le priorità per il Piano Industriale 2025-2027. Le principali aree di intervento riguardano la protezione delle famiglie, supportandole nella gestione quotidiana e nella pianificazione del futuro, con un focus particolare sulla tutela dei beni. Un altro obiettivo chiave è l’ampliamento delle soluzioni di salute e welfare, offrendo servizi di prevenzione, protezione e assistenza a un numero crescente di persone, sia per i clienti individuali che per le imprese. Inoltre, Generali punta a potenziare l’efficacia della sua rete di consulenti, integrando strumenti digitali e un servizio omnicanale che unisce tecnologia e approccio umano. Infine, l’innovazione è vista come un elemento centrale per la crescita, con investimenti previsti superiori a 325 milioni di euro in tecnologie avanzate, dati e intelligenza artificiale. Questi investimenti, secondo la compagnia, contribuiranno a migliorare l’efficacia dei suoi servizi e a rendere la consulenza più personalizzata grazie all’adozione di strumenti digitali avanzati e a un modello di servizio omnicanale.

Fancel (Generali Italia): “Nel 2024 raccolta premi record a 32,1 miliardi”

Giancarlo Fancel, Country Manager e ceo di Generali Italia, ha sottolineato l’importanza del lavoro svolto negli ultimi anni: “I risultati ottenuti nell’ultimo triennio rafforzano la nostra leadership a livello nazionale e confermano la solidità di Generali in Italia, con una raccolta record nel 2024 a 32,1 miliardi di euro”, per una quota pari al 19%. “Abbiamo oltre 190 anni di Storia al servizio della protezione di famiglie, imprese e territori – ha proseguito Fancel –. La questione demografica e il cambiamento climatico sono sfide che mettono in evidenza il ruolo sociale della nostra compagnia e intendiamo confermarci come un partner solido per la crescita economica, sociale e ambientale del Paese. Nei prossimi tre anni continueremo a investire anche in innovazione con oltre 325 milioni di euro su dati e intelligenza artificiale”.

Salute, welfare e sostenibilità: le iniziative di Generali

Negli ultimi anni, la compagnia assicurativa ha sviluppato modelli di business che offrono soluzioni concrete. In ambito salute e welfare, Generali ha lanciato la business unit Health&Welfare, un’iniziativa che mira a fornire soluzioni integrate per la prevenzione e la protezione della salute per famiglie, lavoratori e imprese. Con oltre 13mila centri Welion in tutta Italia, la compagnia si pone come un attore fondamentale nel supportare il sistema sanitario nazionale, offrendo soluzioni a 360 gradi per i clienti retail, le imprese e i benefici collettivi.

Sul fronte del cambiamento climatico, Generali ha lanciato una soluzione assicurativa innovativa per la protezione dai rischi cat/nat (catastrofici e naturali). Questa iniziativa si integra con altre offerte per i settori di commercio, artigianato, pmi e turismo, mirando a rispondere prontamente ai bisogni di imprese e comunità locali. Un altro pilastro di questa strategia è il Climate Change Lab e il protocollo di emergenza “Qui per Voi“, che mirano a garantire risposte rapide e capaci di prevenire i danni derivanti da eventi climatici estremi.

Il commento di Davide Passero

“In Italia il rischio di non autosufficienza è coperto con polizze assicurative in maniera assolutamente marginale, meno del 2% della popolazione. La buona notizia è che questo tipo di polizze si stanno ampliando”. Queste le parole di Davide Passero, amministratore delegato di Alleanza Assicurazioni e Country Chief Marketing & Product Officer di Generali Italia, intervenendo all’evento “Generali Partner del Paese”.

Passero ha inoltre ricordato che “di previdenza integrativa se ne parla da decenni. Cento euro investiti per il periodo lavorativo producono a moneta reale 70mila euro alla fine del periodo. Eppure il tasso di adesione ai sistemi integrativi sfiora il 40% per i lavoratori dipendenti e di meno del 50% per gli autonomi. È urgente intervenire”. Per Passero, questa sfida deve essere affrontata come parte di un “concerto di istituzioni, imprese, assicurazioni” e con un ruolo fondamentale dei media, che possono contribuire a sensibilizzare la popolazione sull’importanza della previdenza integrativa e della protezione assicurativa per il futuro.

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