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Fondi pensione: oltre 4 milioni di lavoratori italiani hanno accumulato risparmi per 67 miliardi a fine 2023

Pixabay

Oltre 4 milioni di lavoratori italiani hanno scelto di guardare al futuro con oltre 32 fondi pensione negoziali a fine del 2023, accumulando risparmi destinati alle loro prestazioni future per un totale superiore a 67 miliardi di euro. Questi fondi pensione sono diventati il punto di riferimento principale sia per il numero di partecipanti, sia per il patrimonio gestito. È quanto emerge dalla relazione presentata da Assofondipensione durante l’assemblea del 2024.

Il boom dei fondi pensione negoziali

Il presidente di Assofondipensione, Giovanni Maggi, ha sottolineato che quasi il 40% dei lavoratori dipendenti, sia nel settore pubblico che in quello privato, ha scelto di integrare la propria pensione con un fondo pensione complementare, e di questi, quasi la metà ha optato per un fondo pensione negoziale. Questi dati testimoniano l’importanza crescente della previdenza complementare nel panorama italiano, con un patrimonio totale che ha raggiunto i 223 miliardi di euro alla fine del 2023. “Nel corso del 2023 la previdenza complementare ha raccolto 14,6 miliardi di euro senza considerare i fondi pensione preesistenti, di cui il 44% i soli fondi pensione negoziali”, ha spiegato il presidente.

Nonostante le sfide dei mercati finanziari nel 2022, i fondi pensione hanno dimostrato di avere una visione a lungo termine, superando la rivalutazione del Tfr negli ultimi 10-15 anni. Ciò è stato reso possibile anche grazie a una struttura dei costi competitiva, come evidenziato dai bassi costi annui dei comparti Bilanciati. Maggi ha portato ad esempio l’insieme dei comparti “Bilanciati”, che vede un costo annuo (fonte Covip) pari a 0,38% per i fondi pensione negoziali rispetto a 1,45% dei fondi pensione aperti e a 2,13% dei PIP-piani individuali pensionistici.

Assofondipensione: Progetto Economia Reale e governance Esg

Assofondipensione ha anche giocato un ruolo fondamentale nel sostenere l’economia italiana attraverso il Progetto Economia Reale, collaborazione pubblico-privata tra Cassa Depositi e Prestiti (Cdp) e fondi negoziali attraverso Assofondipensione, che ha permesso di attivare risorse per circa 1,15 miliardi di euro, investendo in piccole e medie imprese in vari settori. Gli investimenti devono essere coerenti con i principi Esg verso cui i fondi pensione negoziali, e i loro lavoratori, hanno grande sensibilità. Al 30 giugno 2023 il Fof Pei registra un valore totale dell’investimento in rapporto al capitale investito maggiore di uno: pertanto il valore del Fondo (valutato al Fair Value) è già superiore al capitale richiamato. Il tasso di rendimento interno (IRR) risulta soddisfacente (4,5). Ora occorre lavorare, ha sostenuto il presidente di Assofondipensione, per fare crescere ancora i fondi di fondi già operativi anche in nuovi settori da coinvolgere, affrontando nel tema del progressivo invecchiamento della popolazione e la frontiera della silver economy.

L’attenzione alla sostenibilità ambientale, sociale e di governance è stata un altro punto focale, con 13 fondi pensione che hanno iniziato a votare in modo coordinato nelle assemblee delle società di cui detengono azioni. “L’obiettivo – ha affermato Maggi – è votare nel 2024 in circa 100 società quotate europee, contribuendo al miglioramento della loro governance nel rispetto dei principi di sostenibilità ambientale, sociale e di governance (Esg) e secondo linee guida discusse e condivise nel contesto dell’Associazione”.

Riforme fiscali e sfide demografiche per i fondi pensione italiani

Per incentivare gli investimenti dei fondi pensione nelle attività private italiane, Maggi ha proposto una revisione della tassazione agevolata, estesa agli investitori previdenziali, attualmente in vigore per i Pir. Si tratta di una normativa complessa e soggetta a incertezze normative. Una semplificazione dei criteri e un ampliamento dell’area di applicazione al private debt potrebbero incentivare ulteriormente i fondi pensione negoziali a impegnarsi in questa tipologia di investimenti. Inoltre, una semplificazione fiscale eliminando il meccanismo del pro-rata per gli iscritti ante 2007 e la tassazione dei rendimenti sul “maturato” potrebbe favorire una maggiore adesione. È necessario anche riflettere su una rimodulazione delle prestazioni pensionistiche disponibili per gli aderenti alla previdenza complementare e consentire ai lavoratori dipendenti di aziende con più di 50 dipendenti di versare il Tfr ai fondi pensione come “Tfr pregresso”, superando così la discriminazione attuale rispetto ai lavoratori delle aziende con meno di 50 dipendenti.

L’inverno demografico è un altro aspetto da considerare. Secondo il Centro italiano di statistica, la popolazione totale continua a diminuire, con il numero degli over 65 che supera quello dei giovani sotto i 25 anni. Ciò potrebbe ridurre le risorse disponibili per migliorare la produttività e favorire lo sviluppo. È essenziale quindi un impegno per sviluppare politiche efficaci per sostenere la famiglia e il mercato del lavoro.

Infine, il vicepresidente di Assofondipensione, Ignazio Ganga, ha sottolineato l’importanza dei fondi pensione italiani come esperienza positiva, capaci di creare valore nel lungo periodo e di offrire rendimenti soddisfacenti con costi contenuti. Ha sottolineato la necessità di un impegno maggiore da parte del governo per sostenere lo sviluppo della previdenza complementare e per promuovere una maggiore consapevolezza sulla previdenza, specialmente tra i giovani.

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