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Fed, Powell contro Trump: “I dazi faranno salire l’inflazione e rallenteranno la crescita: per ora non taglio i tassi”

Il Presidente della Federal Reserve prevede che le tariffe avranno effetti negativi anche sulla disoccupazione. “Aumenti tariffari significativamente maggiori del previsto e così anche i loro effetti”. Finché non si avrà un quadro chiaro, la Fed non toccherà i tassi

Fed, Powell contro Trump: “I dazi faranno salire l’inflazione e rallenteranno la crescita: per ora non taglio i tassi”

I dazi imposti da Donald Trump faranno aumentare l’inflazione, salire la disoccupazione e rallenteranno la crescita degli Usa. Per questo motivo la Fed non taglierà i tassi d’interesse finché non avrà un quadro più chiaro sul loro impatto. Lo ha detto senza mezzi termini il numero uno della banca centrale statunitense, Jerome Powell, nel corso di un intervento pubblico pronunciato davanti ai giornalisti economici ad Arlington, in Virginia. Parole che sembrano preannunciare uno scontro durissimo con il presidente Trump, che solo qualche minuto prima aveva cercato di fare pressione sulla banca centrale: “Questo sarebbe il momento perfetto di tagliare i tassi per il presidente della Fed, Jerome Powell. È sempre in ’ritardo”, ha scritto in un post su Truth. 

Le parole di Powell

“Mentre l’incertezza rimane elevata, sta diventando chiaro che gli aumenti tariffari saranno significativamente maggiori del previsto”, ha spiegato Powell, secondo cui è dunque “probabile che lo stesso valga per gli effetti economici, che includeranno un’inflazione più elevata e una crescita più lenta”. “Siamo d’accordo nell’aspettare di avere una maggiore chiarezza prima di considerare qualsiasi aggiustamento alla nostra posizione politica”. “È troppo presto per dire quale sarà il percorso appropriato per la politica monetaria”, ha insistito Powell, che poi ha provato a rassicurare: l’economia “al momento è forte” e la crescita “solida”. Gia a marzo, la Fed aveva lasciato invariati i tassi d’interesse al 4,25%-4,50%, pur tenendo conto dei problemi sulla politica commerciale.

“Ci troviamo di fronte a prospettive molto incerte”, ha ribadito il numero uno della Federal Reserve. Esiste “il rischio di una disoccupazione più alta e di un’inflazione più alta”, una situazione “difficile per una banca centrale”, ha detto ancora. “Se la Fed rileva una tensione tra i due obiettivi”, cioè massima occupazione e stabilità dei prezzi, “dovremo valutare quanto sarà necessario” agire su ognuno, “ed è una decisione difficile”, ha ribadito. “Al momento, la Fed non rileva una tensione tra i due obiettivi, non siamo negli anni ’70”, ha aggiunto.

“Il nostro obbligo è di mantenere ben ancorate le aspettative di inflazione a lungo termine e di assicurarci che un aumento una tantum del livello dei prezzi non diventi un problema di inflazione continua”, ha continuato Powell. “Siamo ben posizionati per attendere maggiore chiarezza prima di considerare qualsiasi aggiustamento alla nostra posizione politica. È troppo presto per dire quale sarà il percorso appropriato per la politica monetaria”.

Trump all’attacco: “Momento perfetto per tagliare i tassi”

Pochi minuti prima dell’intervento di Powell, il presidente Donald Trump aveva detto l’esatto contrario. Secondo lui, i tassi dovrebbero essere tagliati subito. Un’opinione che sembra preannunciare un duro scontro tra Fed e Casa Bianca, dopo le già numerose tensioni viste nel recente passato.

“Questo sarebbe il momento perfetto di tagliare i tassi per il presidente della Fed, Jerome Powell. È sempre in ’ritardo’ ma potrebbe ora cambiare la sua immagine rapidamente”. ha scritto il presidente statunitense, Donald Trump, su Truth pochi minuti prima dell’intervento di Powell. “I prezzi dell’energia sono in calo, l’inflazione è in calo, con i prezzi delle uova calati del 69%. I posti di lavoro aumentano. Jerome, taglia i tassi di interesse e smettila di fare politica”, ha aggiunto Trump.

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