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European Chestnut Days 2022: Castagne da tutte Europa a Montella

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Grande affermazione internazionale per la Castagna di Montella I.G.P.  protagonista indiscussa del paesaggio dell’area del Terminio-Cervialto nell’avellinese, dove la coltivazione del castagno originario dell’Asia Minore, risale a un periodo compreso fra il VI e il V secolo a.C. Portata dai Longobardi in Italia, In provincia di Avellino questo tipo di castagna ha trovato il suo habitat ideale grazie al clima e alla natura vulcanica del territorio e furono proprio i longobardi  ad approvare  la prima legge per la tutela di questa coltivazione, considerata già allora una preziosa risorsa, soprattutto per il pregio che aveva la farina di castagne di potersi conservare a lungo.

Quest’anno, infatti, si terrà proprio a Montella, nei giorni 12, 13 e 14 settembre la 12esima edizione degli European Chestnut Days promossi dal Distretto Castagne e Marroni della Campania e dal network europeo del castagno che riunisce le organizzazioni di produttori di castagne di 6 Paesi europei (Francia, Italia, Spagna, Portogallo, Grecia e Austria).  In particolare organizzati dal Distretto Castagne e Marroni della Campania si ritroveranno a discutere del presente e del futuro della produzione castanicola di qualità     l’Interprofessional Union of Chestnut in South-West France-SNPC, il National Union of Chestnut Producers, Interco Aquitaine, AREFLH, il Refcast dal Portogallo, il Red Estatal del Castaño della Spagna, l’ARGE Zukunft Edelkastanie dell’Austria , e per l’Italia anche il CSDC, Centro di Studio e Documentazione sul  Castagno, Centro Regionale di Castanicoltura del Piemonte.

Castagna di Montella, conosciuta fin dal VI° secolo a. C. fu importata dai Longobardi

Tra le sessioni più importanti degli European Chestnut Days, le previsioni di produzione 2022 in Europa, con sessioni dedicate a “Industria e GDO: panoramica di mercato”, “Resilienza e sostenibilità in castanicoltura” e tanti momenti dedicati ad approfondimenti e visite sui territori. Focus del Meeting sarà la produzione di castagne in Europa e nel mondo, ma anche i dati commerciali su importazioni ed esportazioni, tendenze di mercato, consumi e previsioni della raccolta nei principali Paesi produttori in Europa, con uno spazio importante dedicato alla ricerca e alle innovazioni del settore. Protagonisti saranno anche i produttori, che incontreranno i partecipanti durante le visite tecniche ai castagneti e alle realtà di produzione più importanti di Montella e della Campania in generale. La rete europea oggi rappresenta una voce importante e autorevole del settore in Europa e nel mondo e gli European Chestnut Days di Eurocastanea rappresentano un fondamentale momento di scambio tra professionisti internazionali e tra quanti (stakeholder, trasformatori, produttori, commercianti) che lavorano su castagno in Europa. Saranno previste anche visite alle realtà industriali locali, castagneti, centri di ricerca, ecc. L’evento è inserito nella settimana della castagna, e sarà infatti seguito dal Congresso Nazionale del Castagno in programma all’Università di Portici il 14 e 15 settembre.

L’Indicazione geografica protetta “Castagna di Montella” è riferita alle castagne prodotte per il 90% dalla varietà Palummina e per il restante 10% dalla varietà Verdole. Le caratteristiche distintive della “Castagna di Montella” IGP sono rappresentate da una pezzatura media o medio-piccola (75-90 frutti per Kg) e la forma rotondeggiante del frutto, con faccia inferiore piatta, base convessa e sommità ottusa mediamente pelosa. Il seme ha polpa bianca, croccante e di gradevole sapore dolce. La buccia (pericarpo) è sottile e di colore marrone carico, facilmente distaccabile. Proprio la forma del frutto giustifica l’etimologia del nome della varietà Palommina, forma che ricorda la somiglianza di una colomba che in dialetto si traduce appunto in “palomma”. Grazie alle elevate caratteristiche di fragranza, sapidità e serbevolezza – sottolinea una nota della regione Campania – la “Castagna di Montella” IGP viene utilizzata allo stato fresco (comprendendo anche il surgelato) e allo stato secco in guscio o senza. Sotto l’aspetto dietetico nutrizionale, la “Castagna di Montella” è particolarmente rilevante per il contenuto in carboidrati, mentre scarso è il contenuto proteico. Il castagno è stato da sempre un mezzo di sussistenza economica per la comunità irpina contribuendo a segnare la tradizione rurale e lo sviluppo sociale di queste zone.

Con una produzione media annua di 7-8 mila tonnellate, la “Castagna di Montella” partecipa a circa il 60% dell’intero raccolto di castagne della provincia di Avellino. Il 50% circa del prodotto viene esportato oltreoceano, il 25% viene esitato sui mercati europei e solo il restante 25% è collocato sui mercati nazionali.

Primo prodotto ortofrutticolo italiano a conquistare la DOC viene esportata per il 50 per cento della produzione

La “Castagna di Montella” è stato il primo ed unico caso in Italia di prodotto ortofrutticolo cui sia stata riconosciuta, da parte del Ministero dell’Agricoltura, la DOC, nel 1987 (DM del 5.12.87), sostituita nove anni dopo dall’IGP (con procedura di registrazione così detta semplificata, regolamentata all’art. 17 del Reg CEE 2081/92).

In cucina entra perfettamente nella preparazione di primi e secondi piatti, ottima nelle minestre e per guarnire carni, oltre che come ingrediente fondamentale di dolci di diverso tipo. Rinomata è la ricetta della “castagna del prete”, tipica del periodo natalizio, realizzata con le castagne in guscio che vengono prima essiccate a fuoco lento, in locali detti “gratali”, poi tostate e successivamente reidratate con acqua o con acqua e vino. È particolarmente richiesta dall’industria di trasformazione per la realizzazione di marron glacés, marmellate, confetture e creme.

La sagra della Castagna di Montella richiama ogni anno più di Centomila visitatori che affollano gli stand allestiti per l’occasione al centro di un grande “Villaggio del Gusto” 

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