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Efficienza energetica, Agici: servono oltre 16 miliardi di euro di investimenti annui per centrare i target al 2030

Pixabay

Negli ultimi dieci anni, il settore dell’efficienza energetica ha visto una crescita del 62%, superando i 10 miliardi di euro di fatturato. Tuttavia, gli sforzi finora compiuti non sono sufficienti: per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione al 2030 sono necessari oltre 16 miliardi di euro annui. È essenziale adottare interventi mirati per migliorare l’efficienza energetica e integrare le fonti rinnovabili, supportati da un quadro normativo stabile che favorisca gli investimenti privati. Questo è quanto emerso dallo studio “Efficienza e Transizione Energetica – Competitività di modelli integrati”, presentato oggi a Milano durante l’11° Convegno annuale dell’Osservatorio sull’Efficienza Energetica (Cesef) di Agici. Con CVA come partner strategico, il report ha analizzato le strategie più efficaci per ridurre consumi ed emissioni, integrando efficienza energetica (EE) e fonti di energia rinnovabile (FER).

Efficienza energetica: un settore in crescita, ma servono investimenti

Negli ultimi dieci anni, le aziende del comparto dell’efficienza energetica hanno registrato una crescita significativa, ma per rispettare le direttive europee e il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (Pniec), sarà necessario incrementare ulteriormente gli investimenti.

L’analisi di Agici evidenzia un fabbisogno annuo di investimenti pari a 16,2 miliardi di euro così ripartiti:

  • Settore residenziale: 13 miliardi di euro all’anno (78 miliardi complessivi in sei anni) per raggiungere un risparmio energetico del 16% rispetto ai livelli del 2020 e realizzare 2,2 milioni di interventi in sei anni.
  • Edifici pubblici: 2,5 miliardi di euro all’anno (15 miliardi in sei anni) per progetti di riqualificazione energetica, con particolare attenzione a scuole e ospedali.
  • Settore industriale: tra 2,6 e 5,4 miliardi di euro entro il 2030 (pari a 0,7 miliardi ogni anno) per la transizione verso soluzioni più efficienti e sostenibili.

Le tecnologie chiave per l’efficienza energetica

Lo studio Cesef 2024 sottolinea il ruolo chiave delle soluzioni integrate per massimizzare la riduzione delle emissioni. Per il settore residenziale unifamiliare, l’adozione combinata di isolamento termico, fotovoltaico, pompe di calore e batterie d’accumulo consente di abbattere le emissioni fino al 94%. Nei condomini, l’integrazione tra coibentazione dell’involucro e teleriscaldamento permette una riduzione dell’89%. Per gli edifici pubblici, pur con vincoli di spesa delle amministrazioni locali, gli interventi di efficientamento energetico possono portare benefici significativi, mentre nell’industria l’integrazione tra EE e FER garantirebbe un abbattimento del 54% delle emissioni.

Il ruolo del sostegno pubblico e della finanza privata

Nonostante il potenziale di queste soluzioni, il report evidenzia che gli incentivi esistenti non sono sufficienti a stimolare gli investimenti privati necessari. Inoltre, la crescente difficoltà delle finanze pubbliche rende urgente un quadro di supporto più chiaro e stabile, capace di coinvolgere in modo efficace il settore finanziario, dalle banche di sviluppo ai fondi di private equity.

“In questi anni abbiamo assistito a una profonda trasformazione del settore dell’efficienza energetica, che ha visto le aziende del comparto ricoprire sempre di più il ruolo di accompagnatori e abilitatori del processo di decarbonizzazione a tutto tondo – ha commentato Stefano Clerici, consigliere delegato di Agici. “A fronte degli ambiziosi target comunitari, questo processo richiede un’accelerazione degli investimenti, che al sostegno pubblico combini il coinvolgimento della finanza privata. Per farlo occorre dare continuità pluriennale alle regole del gioco, e riconoscere la centralità degli attori specializzati, in grado di apportare risorse economiche e competenze”.

“La sfida odierna è quella di rendere anche economicamente sostenibili progetti di efficientamento e decarbonizzazione profondi – ha aggiunto Michele Perotti, direttore dell’Osservatorio Cesef di Agici -. Una leva fondamentale sono le forme contrattuali che permettono di contenere gli investimenti a carico dei consumatori (famiglie, imprese, amministrazioni). Due modalità sempre più diffuse sono gli Energy Performance Contract e i Power Purchase Agreement, che in modi diversi permettono agli utenti di ridurre e stabilizzare i costi dell’energia, oltre che ridurre il proprio footprint ambientale. Il riconoscimento della centralità di questi meccanismi a livello normativo potrà essere un acceleratore notevole di investimenti in efficienza e transizione energetica.”

Premio “Manager Efficienza Energetica 2025″ a Giovanni Brianza

Durante l’evento, Giovanni Brianza, ceo di Edison Next, è stato insignito del premio “Manager Efficienza Energetica 2025”, selezionato da comitati della Rivista Management delle Utilities e delle Infrastrutture di Agici “per la leadership visionaria e per le importanti ed innovative iniziative di transizione energetica portate avanti con successo”.

“Sono particolarmente orgoglioso di questo premio che è frutto del lavoro svolto da tutto il team di Edison Next sui clienti e sui territori e, più in generale, dalla squadra di Edison – ha dichiarato Brianza -. Gli ultimi anni hanno rappresentato un periodo particolarmente complesso che ha evidenziato come sia determinante mettere a terra iniziative che abbiano un impatto non solo a livello ambientale, ma anche sociale e a favore della competitività delle aziende, facendo leva sulle sinergie tra operatori energetici, imprese e territori”.

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Categories: Economia e Imprese