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Dazi Usa: entrati in vigore quelli del 10% sull’import, ecco i beni esentati. Il 9 aprile le tariffe “reciproche”

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È iniziato il primo round. Sono entrati in vigore alle 0:01 di sabato ora di Washington (le 6:01 in Italia) i dazi aggiuntivi del 10% imposti dall’amministrazione Trump su gran parte dei prodotti che gli Stati Uniti importano dal resto del mondo: uno shock per il commercio globale che si prevede si intensificherà nei prossimi giorni. Questa soglia minima universale del 10%, da cui sono esenti determinati prodotti, si aggiunge ai dazi già esistenti. Mercoledì 9 aprile, invece, arriveranno quelli che Donald Trump ha battezzato “dazi reciproci”, ancora più gravosi e problematici per il commercio e i mercati.

Dazi del 10% i beni esentati

Alcuni beni sono esenti da questa tassa universale del 10% annunciata da Trump, che si aggiunge alle tariffe doganali già esistenti. Quali? Petrolio, gas, rame, oro, argento, platino, palladio, legname, semiconduttori, prodotti farmaceutici e minerali non presenti sul suolo Usa. Anche le importazioni di acciaio, alluminio e automobili non sono interessate da queste tariffe, poiché già soggette a dazi del 25%.

Per quanto riguarda i singoli Paesi, rimangono fuori da questa tornata di dazi anche Canada e Messico, che però subiranno un regime diverso, in quanto partner degli Stati Uniti nell’Accordo di libero scambio nordamericano. In questo contesto sono previsti dazi del 25% per i prodotti al di fuori dell’intesa con un’eccezione per gli idrocarburi canadesi, tassati del 10%.

Il 9 aprile arrivano i “dazi reciproci”

Il secondo round arriverà invece mercoledì 9 aprile, giorno in cui entreranno in vigore quelli che Trump ha chiamato “dazi reciproci” che si sommeranno a quelli del 10% entrati in vigore oggi. Si tratta di tariffe ancora più pesanti, che vanno dall’11 al 50% a seconda dei Paesi, calcolate sulla base di una formula “fantasiosa” e contestata dalla stragrande maggioranza degli economisti internazionali.

Tra i Paesi più colpiti figurano la Cina (34% + 20% già in vigore), l’Unione Europea (20%), il Giappone (24%), e via dicendo. In totale, nella lista ufficiale dei destinatari dei dazi pubblicata dall’amministrazione a stelle e strisce ci sono 80 paesi e territori, tra cui tutti i 27 membri del blocco europeo. 

Ridotti invece i dazi previsti su due territori francesi d’oltremare. In un elenco di Paesi e territori pubblicato mercoledì, la Casa Bianca aveva affermato che avrebbe imposto dazi del 37% sulle importazioni dal territorio dell’Oceano Indiano La Reunion e del 50% su quelle provenienti dal piccolo arcipelago di Saint-Pierre-et-Miquelon nell’Atlantico settentrionale.

La Reunion – parte dell’area doganale condivisa dell’Unione Europea, ma considerata un territorio separato ai fini fiscali – dovrà invece affrontare “solo” la tariffa del 10%, secondo una versione aggiornata dell’elenco visionata dall’agenzia di stampa Afp. La stessa percentuale è stata imposta su Saint-Pierre-et-Miquelon. La revisione al ribasso allinea i due territori ad altri possedimenti francesi d’oltremare: Guadalupa, Martinica, Guyana francese e Mayotte.

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Categories: Economia e Imprese