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Coppa Italia: Juve senza gol ma in finale contro Napoli o Inter

FC Juventus

La Juventus va in finale, il Milan dice addio all’ultimo vero obiettivo della stagione. È questo il verdetto dello Stadium che manda i bianconeri all’ultimo atto della Coppa, seppur con un risultato molto meno netto del previsto. Lo 0-0 finale infatti non permette alla Signora di godere fino in fondo, tanto più che di fronte aveva un Diavolo davvero ai minimi termini. Non bastassero le assenze di Ibrahimovic, Hernandez e Castillejo, i rossoneri si sono ritrovati a giocare con un uomo in meno per 73’: colpa di Rebic, capace di farsi espellere per un intervento folle su Danilo e lasciare così in 10 i suoi. Eppure la Juve, paradossalmente, aveva offerto il meglio nei 16’ precedenti con una partenza a ritmi altissimi, culminata con il rigore guadagnato per un braccio di Conti.

Tutto sembrava apparecchiato per l’ennesima abbuffata di Ronaldo, invece il portoghese ha clamorosamente sparato sul palo: uno shock che nemmeno l’immediata superiorità numerica (il fallo di Rebic su Danilo è arrivato pochi secondi dopo) è riuscita ad annullare. Ne è nato così un match tignoso, con la Juve a perdere mordente e il Milan a guadagnare un po’ di coraggio, se non altro per evitare una brutta sconfitta. Certo, i rossoneri avrebbero dovuto fare molto di più per trovare il gol vittoria, ma è anche vero che Pioli, senza Ibrahimovic e Rebic, non aveva molte cartucce da sparare. Tutto il contrario di Sarri, che al 62’ ha potuto ribaltare centrocampo e attacco: fuori Pjanic, Matuidi e Douglas Costa, dentro Khedira, Rabiot e Bernardeschi.

Un tourbillon di cambi molto diverso da quello del dirimpettaio rossonero, limitatosi a inserire Leao al posto di Bonaventura, peraltro senza alcun effetto. Ma l’abbondanza (successivamente è entrato anche Cuadrado) non ha dato scosse ai bianconeri, che eccezion fatta per qualche giocata sporadica non hanno mai creato problemi a Donnarumma: le gambe vanno rodate, ci mancherebbe, ma pure le idee avrebbero bisogno di una spolverata. Va comunque detto che la poca brillantezza offensiva si è vista anche dall’altra parte, con i rossoneri pericolosi solo con due colpi di testa di Calhanoglu e Kjaer, peraltro a Buffon inoperoso. Lo 0-0 finale insomma fotografa al meglio una partita inevitabilmente condizionata dal lungo stop, anche se il risultato, come spesso accade, ha finito per premiare la squadra più forte.

“Dopo 3 mesi è stata una bella sensazione allenare, anche se giocare senza pubblico è davvero dura – il commento di Sarri. – Sono rimasto molto sorpreso e soddisfatto dei nostri primi 30’, poi abbiamo calato ritmi e intensità mentale, ma in questo momento le partite son tutte piene di rischi. Ronaldo? Parliamo di giocatori che sono stati 70 giorni sul divano, difficile essere subito al top fisicamente e mentalmente, sembrava una partita di precampionato, con la differenza che in quel periodo stanno fermi 30 giorni…probabilmente poi ha pagato il rigore sbagliato”.

“È un grande peccato perché per noi era un obiettivo importante, adesso cercheremo di tornare in Europa attraverso il campionato – l’analisi di Pioli. – Non credo che nelle due partite abbiamo giocato peggio di loro, purtroppo subire quel gol in casa ci ha penalizzato: mi dispiace dirlo però è chiaro che sul verdetto del campo pesa tantissimo il rigore dell’andata. Siamo partiti male ma soprattutto siamo stati ingenui a rimanere in 10, però poi abbiamo fatto un’ottima gara”. La prima finalista dunque la conosciamo, ora è tempo di scoprire l’altra. Che uscirà dalla ruota del San Paolo, dove Napoli e Inter si affronteranno partendo dall’1-0 dell’andata. Un successo pesante quello della banda Gattuso, che costringerà Conte a dover vincere a tutti i costi, eppure troppo striminzito per far sì che la pratica si possa considerare già in archivio.

L’Inter anzi si presenta con la convinzione di poter ribaltare il tutto, forte anche del precedente di campionato: il 6 gennaio scorso infatti, nello stesso stadio, i nerazzurri passarono con un 3-1 senza discussioni. Da allora però sono cambiate troppe cose, ragion per cui è molto difficile prevedere chi, tra Napoli e Inter, si presenti meglio a questa importantissima sfida. Per entrambe infatti la posta in palio è altissima: gli azzurri si giocano un posto in Europa a prescindere dal campionato, i nerazzurri un trofeo che manca dall’ormai lontano 2011. Ad aggiungere ulteriore pepe c’è poi la vicenda Mertens, che ha visto i due club battagliare anche durante il lockdown. Per diverse settimane il belga è stato a un passo dall’Inter, poi De Laurentiis, spinto da Gattuso e dall’amore di una città intera, ha piazzato la stoccata decisiva, aggiudicandoselo per altri due anni.

Questa sera “Ciro” dovrebbe essere titolare nonostante un acciacco, con buona pace di un Milik evidentemente destinato altrove: a tutto ciò però si penserà solo nei prossimi giorni, perché prima c’è una Coppa Italia da conquistare. Gattuso, costretto a rinunciare all’infortunato Manolas, schiererà un 4-3-3 con Ospina in porta, Di Lorenzo, Koulibaly, Maksimovic e Mario Rui in difesa, Fabian Ruiz, Demme e Zielinski a centrocampo, Politano (favorito su Callejon), Mertens e Insigne in attacco. Cambio di sistema invece per Conte, che dopo aver giocato gran parte della stagione con il 3-5-2 virerà su un 3-4-1-2 evidentemente più congeniale a Eriksen: il danese agirà dietro alla coppia gol Lukaku-Lautaro Martinez, per il resto Handanovic tra i pali, Skriniar, De Vrij e Bastoni nel reparto arretrato e una mediana composta da Candreva, Barella, Brozovic e Young.

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