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Champions: Atalanta, che beffa l’eliminazione nel finale

Atalanta B.C. on Twitter

Il sogno dell’Atalanta diventa beffa. Perdere una partita nel giro di due minuti, quando ormai la semifinale di Champions sembrava conquistata, fa male, anzi malissimo, almeno a caldo. Perché a freddo invece i nerazzurri devono solo essere orgogliosi di quanto fatto, come dimostrano le esultanze sfrenate dei giocatori del Psg, passati in pochi istanti da una clamorosa eliminazione al pass per la semifinale. Resta il grande rammarico per un’impresa sfiorata e, al netto della differenza tecnica e, soprattutto, economica tra i due club, persino meritata.

Decisiva, oltre alla stanchezza della Dea, la panchina di Tuchel, in grado di rivoltare il match come un calzino con gli inserimenti di Mbappé e Choupo-Moting: il primo ha messo in crisi Gasperini con la sua velocità, il secondo, subentrato a un inesistente Icardi, ha propiziato il pareggio di Marquinhos e realizzato il 2-1. E così martedì prossimo sarà il Psg a sfidare la vincente di Lipsia-Atletico Madrid (oggi alle 21) in semifinale, mentre l’Atalanta torna a casa triste, ma con la consapevolezza di aver incantato, dopo l’Italia, anche l’Europa.

“Il grande rammarico è il fatto di essere arrivati molto vicini alla semifinale, sembrava ce la potessimo fare, l’impresa era ad un passo – ha sospirato Gasperini – Resta la bellezza di aver fatto una Champions in crescendo, non posso che ringraziare tutti i ragazzi per la stagione che abbiamo vissuto. Sembrava davvero fatta nonostante le difficoltà di una gara difficile, ma i match di Champions sono particolari, il livello è altissimo. Mourinho diceva che è la competizione dei dettagli e degli episodi, ed è la verità…”.

Analisi condivisibile quella del tecnico nerazzurro, perché la sua squadra ha davvero venduto cara la pelle a cospetto del più quotato Psg. Anzi, nell’ora abbondante intercorsa tra il gol di Pasalic (27’) e quello di Marquinhos (90’) l’aveva praticamente estromesso dalla Champions, costringendolo a usare tutte le risorse a sua disposizione, che però, sfortunatamente, sono davvero tante. Tuchel, per lunghi tratti del match virtualmente disoccupato, ha potuto così sopperire alle serate no di Neymar e Icardi, uno sprecone oltre ogni logica (clamoroso il gol fallito in apertura, ma anche in chiusura di primo tempo), l’altro in versione fantasma: di sicuro i tifosi dell’Inter, con ancora negli occhi il Lukaku di lunedì sera, non avranno certo avuto rimpianti nel vederlo con un’altra maglia.

Poi però ecco gli ingressi di Mbappé e Choupo-Moting, oltre a quelli di Draxler e Paredes, a fronte di un’Atalanta stremata e indebolita dall’infortunio di Gomez, costretto ad abbandonare il campo prima ancora che scoccasse l’ora di gioco. Tanta differenza non poteva non pesare sul match, eppure il rammarico resta perché la squadra di Gasperini ha fallito con Djimsiti la palla del 2-0: sarebbe stato l’epitaffio sulla tomba del Psg, che invece è rimasto vivo. E quando Marquinhos ha trovato l’1-1 a 30 secondi dal 90’, ecco il castello crollare sotto il peso della stanchezza, come si è visto due minuti dopo quando Mbappé e Choupo-Moting hanno confezionato il definitivo 2-1. Ci sarebbe stato spazio per una potenziale occasionissima di Muriel ma il colombiano, lanciato verso la porta parigina, s’è impappinato sul più bello, negando a sé stesso un posto nella storia. Anche se poi, a guardar bene, questa Atalanta se l’era già guadagnato a prescindere.

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