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CAMPIONATO SERIE A – Milan-Napoli, l’obiettivo è la Champions

Non è stata una vigilia come le altre. Per il Milan, che dopo le parole di Berlusconi è ancora più obbligato a puntare al terzo posto, per il Napoli, a cui tutti ora chiedono il tanto agognato salto di qualità. Questa sera (ora 20.45) San Siro ospiterà una sfida attesissima tra due squadre che, seppur con rose oggettivamente diverse, hanno lo stesso obiettivo: tornare in Champions League.

“Avverto questo clima thrilling da luglio, siamo il Milan e dobbiamo sempre fare bene – ha minimizzato Inzaghi in conferenza stampa. – Il presidente conosce bene le nostre difficoltà, le sue parole ci servono da sprono. Quello che mi preme maggiormente è riuscire a tirare fuori il massimo dai miei giocatori”.

Finora l’obiettivo non è riuscito, o quantomeno non del tutto. L’inizio era stato molto promettente, poi è arrivata una flessione di gioco e di risultati che ha portato il Milan a vincere una sola partita nelle ultime otto. “Ma le prestazioni non sono mai mancate – si è difeso il tecnico rossonero. – Il problema sono i risultati, ora ci aspetta un match molto difficile. Il Napoli ha l’attacco più forte del campionato, hanno giocatori letali e la sfida dell’anno scorso lo dimostra. Sappiamo che per vincere servirà il miglior Milan della stagione, ma sono sicuro che vedremo una squadra all’altezza”.

Inutile nascondersi, un passo falso potrebbe pesare non poco sulla corsa all’Europa. Il discorso però vale anche per gli ospiti, costretti nuovamente a inseguire il terzo posto dopo il pareggio interno contro l’Empoli. “Il vero avversario siamo noi – il pensiero di Benitez. – Se facciamo quello che sappiamo fare arriveremo terzi, forse anche di più… Questa squadra può crescere ancora, deve solo giocare al suo livello”. La partita di stasera insomma vale tanto per entrambe. Divise da tre punti in classifica, Milan e Napoli devono però guardare anche alle genovesi, oggi impegnate contro Roma e Juventus. In base ai risultati (magari sperando che le duellanti al titolo facciano il loro dovere) i punti in palio a San Siro potrebbero valere ancora di più. Inzaghi deve rinunciare a Van Ginkel, messo fuori causa da un intervento energico di Muntari (“ma non è stato un fallo killer altrimenti sarebbe già fuori rosa” lo ha difeso il tecnico), oltre che ai soliti Abate, Alex e De Sciglio. Davanti a Diego Lopez giocherà la difesa di Genova, dunque Bonera, Rami, Mexes e Armero. A centrocampo spazio a Montolivo, De Jong e Muntari, con Bonaventura scalato in attacco assieme a Menez ed El Shaarawy. Panchina quindi per Honda ma soprattutto per Torres, sempre più al centro di voci di mercato.

“Impossibile che torni da noi, nel Chelsea non c’è spazio per lui” ha fatto sapere Mourinho da Londra, mentre la stampa inglese parla di un interesse del Liverpool. “Sta bene qua e noi siamo contenti di lui” ha glissato Inzaghi, intanto però lo spagnolo si avvia verso la terza panchina consecutiva. “E’ un giocatore di massimo livello, può fare la differenza dappertutto” lo ha difeso Benitez, l’allenatore che, tra Liverpool e Chelsea, ha saputo valorizzarlo di più. Rafa però deve pensare al Napoli, che scenderà in campo con il consueto 4-2-3-1. In difesa, davanti a Rafael, spazio a Mesto, Albiol, Koulibaly e Ghoulam, a centrocampo agiranno Gargano e Jorginho. Nessun dubbio neanche in attacco, dove ci saranno i titolarissimi Callejon, Hamsik, Mertens e Higuain. Quello di stasera sarà il primo confronto tra Inzaghi e Benitez allenatori, i due però si conoscono fin troppo bene. Rafa vinse contro il Milan l’unica Champions League della sua carriera (Pippo era in tribuna), l’attuale tecnico rossonero vendicò il tutto due anni dopo con la famosa doppietta di Atene. Stasera non c’è in palio una coppa bensì il diritto a parteciparvi. Di questi tempi non si può chiedere molto di più.

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