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CAMPIONATO – L’Inter di Strama travolge la Juve (3 a 1) e riapre alla grande la corsa allo scudetto

L’Inter espugna Torino, la Juventus perde l’imbattibilità. Qual è la notizia più forte? Difficile dirlo, perchè entrambe, in qualche modo, hanno a che fare con la storia. Il crollo dei bianconeri fa molto rumore, perchè arriva dopo 49 partite consecutive senza sconfitte in campionato, e per giunta in casa, in uno stadio ancora “vergine”. Ecco perchè anche il successo dei nerazzurri ha qualcosa di storico: sono stati loro i primi a violare lo Stadium, e questo resterà negli annali, qualsiasi cosa accada. Perchè a questo punto fare pronostici non ha più senso, non dopo una simile prova di forza dell’Inter.

Sotto di un gol e vittima di una clamorosa ingiustizia dopo appena 18” (la rete di Vidal nasce da un netto fuorigioco di Asamoah), i nerazzurri hanno avuto la capacità di reagire dimostrando un piglio da grande squadra. Che Stramaccioni avesse in mente qualcosa di grosso si era capito già alla lettura delle formazioni: confermato il 3-4-3 con Cassano, Milito e Palacio. Una mossa coraggiosa, che ha fatto sorridere Marotta nel prepartita, suscitando poi la replica stizzita del tecnico interista: “Mi hanno dato fastidio le sue parole, ha fatto un commento ironico sul nostro atteggiamento spensierato. Noi lavoriamo sodo e si è visto, abbiamo messo in difficoltà la squadra che negli ultimi due anni si era dimostrata la più forte d’Italia. Credo che ci voglia rispetto”. In campo i nerazzurri se lo sono guadagnato, e ancora una volta hanno sfruttato tutto il loro potenziale offensivo.

E se Cassano ha offerto una prova in chiaroscuro (più che altro dal punto di vista atletico), Milito e Palacio hanno colpito duro, anzi durissimo. Il Principe ha rimesso in piedi il match trasformando il rigore da lui stesso procurato, poi ha realizzato il gol dell’1-2 con la prontezza di un cobra. Palacio invece si è visto prima annullare una rete per fuorigioco (giusto), poi ha chiuso i conti con la zampata dell’1-3. Una vittoria strameritata e impressionante, che lancia l’Inter ad un solo punto dalla vetta.

Questo risultato non cambia granché, dà solo un segnale di forza – ha detto Stramaccioni. –  Non abbiamo fatto ancora niente”. Sarà, ma la sensazione è che invece allo Stadium sia accaduto qualcosa di grosso. Lo si leggeva sui volti di giocatori e tifosi bianconeri, quasi increduli di fronte a questa sconfitta, per giunta proprio contro la rivale più acerrima. La Juve è partita forte, ma paradossalmente il gol in fuorigioco di Vidal ha finito per penalizzarla nel morale, quasi che la Vecchia Signora non avesse più le forze per reggere l’ennesima bufera arbitrale. E così piano piano ha concesso campo all’Inter, e quando ha provato a vincere è stata punita dalle ripartenze. “Siamo comunque fieri di questi ragazzi che da 49 partite non perdevano – ha dichiarato Alessio – ma adesso guardiamo avanti. Garantisco che non ci saranno contraccolpi per questo k.o. e ringrazio i tifosi per averci sostenuto fino alla fine e anche dopo”. Dello stesso avviso anche Marotta, che ha voluto stemperare i toni accesi da Stramaccioni: “Abbiamo perso una battaglia, mica la guerra. Venire a Torino giocando con tre punte, come ha fatto l’Inter è sintomo di grande squadra. Mi spiace che Stramaccioni non abbia capito che definire l’approccio alla gara dell’Inter “spensieratezza tattica” volesse essere un complimento. Che ribadisco. La loro spregiudicatezza è un merito e va riconosciuto”.

Capitolo arbitro: semplicemente disastroso! Tagliavento e i suoi assistenti hanno commesso gravissimi errori: il gol di Vidal era da annullare, e Lichtsteiner andava espulso per doppia ammonizione, tanto che Alessio lo ha sostituito addirittura nel primo tempo. Il fischietto di Terni ha invece azzeccato l’episodio del rigore su Milito, ma per tutta la ripresa ha dato l’idea di essere più severo con la Juve, forse perchè condizionato da quanto accaduto prima. “Complimenti ai miei giocatori per aver reagito ad una simile ingiustizia” ha commentato Moratti dopo il match, “Il gol dell’1-0 è stato velocissimo e forse questa velocità non ha aiutato l’assistente” ha ribattuto Marotta. Che dire, ci piacerebbe parlare solo di calcio, ma finché questo non sarà supportato dalla tecnologia, il nostro rimarrà solo un sogno.  

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