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CAMPIONATO – Inter e Milan a caccia di punti e Napoli all’ultima spiaggia: Benitez in bilico

Cercasi conferme. Più o meno urgenti, a seconda dei casi, ma in fondo la sostanza non cambia: sia le milanesi che il Napoli vanno a caccia di punti per migliorare le rispettive classifiche. Certo, la situazione degli azzurri è molto più critica, d’altronde non potrebbe essere altrimenti. Con soli 4 punti raccolti in altrettante giornate la squadra di Benitez è già a meno 11 da Juventus e Roma, il che rende assolutamente indispensabile un successo sul Sassuolo. Nel lunch match (ore 12.30) di Reggio Emilia il margine d’errore è pari a zero, in caso contrario nessuno scenario va escluso a priori, nemmeno il più clamoroso.

I rumors infatti dicono che Benitez rischia grosso e che De Laurentiis avrebbe già contattato Spalletti e Reja. Quasi impossibile che il primo dia la sua disponibilità a differenza del secondo, pronto a traghettare il Napoli fino al termine della stagione. “Sono perplesso ma d’altronde così va il calcio – il commento del tecnico spagnolo a tal proposito. – Se poi vinceremo cinque partite di fila cosa direte? Ci mancano serenità e fiducia, solo i risultati possono aiutare. Tutti sappiamo di poter fare meglio ma manteniamo la calma: solo così torneremo ai livello dell’anno scorso”. Se lo augurano tutti a Napoli perché licenziare Rafa costerebbe uno sproposito, oltre che il reset totale di un progetto partito in pompa magna e ora a un passo dal fallimento. Una vittoria col Sassuolo potrebbe cambiare le cose, ecco perché Benitez manderà in campo i titolarissimi. In difesa, davanti a Rafael, linea a 4 con Maggio, Koulibaly, Henrique e Zuniga, a centrocampo Inler e Gargano, sulla trequarti Callejon, Hamsik e Insigne (favorito su Mertens), in attacco Higuain.

Clima più disteso, ma fino a un certo punto, dalle parti di Milanello. Gli ultimi risultati (sconfitta con la Juve e pareggio a Empoli) hanno smorzato gli entusiasmi delle prime settimane e nel mirino della critica è finito anche Inzaghi. “Basta attaccare i miei giocatori e cercare colpevoli – ha sbottato Superpippo in conferenza stampa. – Le critiche non fanno che influenzare negativamente, piuttosto prendetevela con me”. La luna di miele con i media sembra essersi interrotta, colpa di una fase difensiva disastrosa (già 8 gol subiti in 4 giornate, record negativo dell’era Berlusconi) e di un modulo che non convince più. Non a caso Inzaghi, al di là della facciata mostrata in conferenza, pare orientato a cambiarlo in un 4-2-3-1. In mediana andranno Poli e De Jong mentre sulla trequarti, alle spalle di Torres, toccherà a Honda, Menez e Bonaventura. Panchina per El Shaarawy così come per Bonera, criticatissimo dopo gli errori di Parma ed Empoli. “Lui è qui da 8 anni e ha sempre giocato – si è difeso il tecnico rossonero. – Io con lui sono tranquillo, deciderò la coppia di difesa partita dopo partita”. A Cesena (ore 15) toccherà a Rami e Zapata mentre Alex, appena rientrato dall’infortunio, dovrebbe partire dalla panchina.

A conti fatti chi sta meglio sembra proprio essere l’Inter, impegnata a San Siro contro un Cagliari in crisi nera (ore 15). Altalenante ma solida, fin qui, la squadra di Mazzarri, forte del miglior attacco del campionato (assieme al Milan) e di una difesa quasi imperforabile (1 solo gol subito, peraltro su grave errore individuale di Vidic). E proprio per rendere omaggio al reparto migliore il tecnico nerazzurro ha lasciato la scena a Ranocchia, presentatosi in conferenza stampa al posto suo. “Non firmo per il terzo posto, firmo solo per battere il Cagliari – ha ringhiato il capitano. – Io voglio vincerle tutte, in campionato e in coppa, poi alla fine faremo i conti”. Certo che un successo sul Cagliari aumenterebbe ulteriormente il morale della truppa, già risollevato dal 2-0 infrasettimanale con l’Atalanta. A San Siro vedremo l’Inter tipo, a parte il convalescente Icardi, convocato ma non ancora al meglio. Davanti ad Handanovic agiranno così Ranocchia, Vidic e Juan Jesus, a centrocampo Nagatomo, Kovacic, Medel, Hernanes e Dodò (favorito su D’Ambrosio), in attacco Osvaldo e Palacio.

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