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Calcio: la Roma vince a Napoli e ritrova fiducia in Luis Enrique. Sarà la svolta della stagione?

Meno male che faceva fatica a segnare. Meno male che dominava le partite sul piano del gioco ma poi, a volte sfortunatamente (come nella trasferta di Genova), vincevano gli altri. Meno male che il progetto simil Barcellona guidato da Luis Enrique fosse sul punto di abortire, tra qualche malumore della piazza, risse fra compagni di squadra, presunti ritiri di Totti e una classifica ancora non soddisfacente.

Ieri sera la Roma a Napoli ha smentito tutto questo, imponendosi per 3-1 contro i partenopei, da poco promossi tra le 16 squadre migliori d’Europa in questa stagione con la qualificazione agli ottavi di Champions League. Proprio nel giorno in cui il modello di riferimento, il Barcellona di Guardiola, è salito ancora una volta sul tetto del mondo con uno stratosferico 4-0 inflitto ai brasiliani del Santos.

Sicuramente meno stratosferica la Roma sul piano del gioco, ma finalmente si è visto un cinismo da grande squadra e stavolta anche la buona sorte dalla sua parte. E’ la vittoria di Luis Enrique, anche se di Luis Enrique nella partita di ieri c’è stato poco, come lui stesso ha ammesso: “Poteva finire 5-4 per il Napoli, e sarebbe stato un grande problema per noi”.

Fatto sta che la vittoria sul Napoli potrebbe rivelarsi lo spartiacque della stagione giallorossa: dopo l’amarezza della sconfitta del derby e della vittoria mancata contro la Juventus, e disinnescata la bomba ad orologeria del caso-Totti (ieri autore di una buona prestazione, al servizio della squadra), la Roma ha infatti trovato una vittoria importantissima che dà fiducia e classifica. Ora i capitolini sono sesti, a pari punti proprio col Napoli, in piena zona europea.

Considerando la rosa a disposizione dell’allenatore asturiano, questo traguardo ha tutto fuorché del miracoloso. Ma considerando tutti i cambiamenti fatti in estate, sia a livello societario che di organico e soprattutto di staff tecnico, i tre punti di Napoli sono un toccasana per rasserenare l’ambiente, proprio alla vigilia delle festività natalizie e della sosta di campionato.

Un allenatore che fino a una settimana fa parlava di dimissioni, ieri è stato abbracciato da tutta la squadra dopo ogni gol (o dopo ogni autogol del Napoli, sarebbe meglio dire). Segnale importante: la squadra è con lui, è sempre più sua e sta imparando a lasciar giocare anche gli avversari ma a vincere le partite. E così, l’allenatore più spaesato e discusso della serie A sta diventando condottiero amato e seguito da giocatori e tifosi.

Ora l’importante sarà tenere a bada l’entusiasmo dell’ambiente. Da nessun’altra parte come a Roma si passa con tanta facilità dalla depressione all’entusiasmo. Meno male che Luis Enrique questo non lo sa.

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