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Bridge: “Gioca coi campioni”. Smazzata numero 18 con il campione scozzese Hugh Kelsey

Bridge d'Italia

Per illustrare e divulgare le tecniche di gioco col morto esiste una ricchissima letteratura bridgistica che consente a ogni buon giocatore di costruire solide basi su questa parte del gioco. Tuttavia è quasi universalmente accettata l’idea che sia il controgioco l’aspetto determinante del gioco della carta. Un buon difensore è sempre il compagno desiderabile perché concorre a far giocare meglio noi stessi quando l’abbiamo di fronte e a farci fare brutte figure quando ci capita di averlo di fianco. Controgiocare, come suggerisce il termine, significa immedesimarsi nel piano di gioco del dichiarante e muovere in opposizione ad esso. Questo accade nella maggioranza dei casi, essendo la linea in attacco deputata ad avere maggior iniziativa.

Siamo alla 18ma puntata della rubrica “Gioca con i campioni” per tutti gli appassionati di Bridge, frutto della collaborazione tra FIRSTonline e la Federazione Italiana Gioco Bridge. Ogni sabato sarà l’occasione per misurarsi con il Bridge di altissimo livello con la pubblicazione di una smazzata particolarmente interessante, che sarà giocata a livello internazionale o altamente spettacolare. Il bridge agonistico è un divertimento alla portata di tutti. Si possono vedere le smazzate precedenti cliccando sul banner in prima pagina, oppure qui.

La smazzata di oggi vede protagonista il campione scozzese Hugh Kelsey. Dopo l’apertura un cuori e la successiva replica a tre cuori di Sud sulla risposta due quadri del compagno, Kelsey si trovò a difendere in Est contro il contratto di manche. L’attacco fu 9♠ sul quale il giocante impegnò la Q♠ del morto per il K♠ del campione scozzese. Dalla dichiarazione era chiaro che Sud disponeva di sei carte di picche ben solide e ancora il giocante doveva possedere almeno un asso a lato. Come avreste controgiocato a questo punto se foste stati al suo posto?

La soluzione della smazzata numero 17 del 31 agosto

L’attacco di Q♠ marcava incondizionatamente la presenza in Ovest del J♠ . Questo faceva sì che il 10♠ del morto diventasse una carta preziosa sia per minacciare che per mettere in presa l’avversario di sinistra. Mina superò la Q♠ con il K♠ del morto, per l’A♠ di Est ed il taglio dalla mano. Dopo aver eliminato la atout avversarie risalendo al morto tagliò nuovamente in mano una sola picche, esattamente il 2♠ . A quel punto incassò tre giri di quadri rimanendo al morto. Dal morto avanzò allora il 10♠ sul quale scartò l’8♣ della mano. Ovest, in presa col J♠ , non poté far altro che ritornare a fiori sotto il K♣ oppure giocare in taglio e scarto

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