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Bpm, Annunziata: a breve soluzione sul convertendo

Il convertendo “è una priorità di cui abbiamo parlato intensamente nei giorni scorsi. Siamo tutti impegnati per trovare una soluzione positiva a questa vicenda. Ci teniamo molto sia dal punto di vista commerciale che da quello dell’immagine”. Lo ha affermato il presidente del Cds di Bpm, Filippo Annunziata, in riferimento al famoso prestito obbligazionario del 2009 che ha lasciato con il cerino in mano numerosi risparmiatori e clienti della Banca che, in seguito alla ristrutturazione del bond, si sono ritrovati con una perdita tra il 50% e il 70% dei soldi investiti. E che ora si preparano a dare battaglia tramite class action.

Sul tavolo ci sono alcune ipotesi per uscire da una “impasse” che non solo significa grane legali ma anche tensioni con la base della propria clientela che ha sottoscritto il prodotto obbligazionario agli sportelli della propria banca di riferimento. Un rapporto di fiducia che lo scherzetto del convertendo ha compromesso ma che è anche una dei più importanti asset intangibili per un istituto popolare. Sarà quindi questo il primo banco di prova del nuovo consigliere delegato Piero Montani, che si è appena insediato negli uffici di Piazza Meda: lunedì ha preso parte al suo primo consiglio e si è presentato al Cds.

“Siamo molto contenti di quello che abbiamo fatto finora. Abbiamo fatto un lavoro impegnativo, serrato e credo che abbiamo fatto la scelta migliore per la Banca in questo momento. Ieri abbiamo incontrato in Consiglio Montani, che si sta acclimatando. E’ andata molto bene”, ha commentato Annunziata entrando nel comitato esecutivo dell’Abi.

Della squadra rimarrà, almeno per ora, anche il direttore generale Enzo Chiesa, tra gli artefici (e multati dalla Consob) del Convertendo (sulla vicenda è in campo anche la procura di Milano). Montani ha anche incontrato i vertici dell’Associazione Amici della Bpm, che rappresenta i soci dipendenti. Una sorta di parlamentino delle sigle sindacali interne in grado di esercitare un forte controllo sulle scelte della banca e che in passato ha suscitato polemiche in diverse occasioni.

“La pervasiva interferenza esercitata e il potere di orientare le decisioni degli organi sociali configurano l’Associazione Amici della Bipiemme come accordo parasociale”, ha contestato solo poco tempo fa Bankitalia in una lettera. “Quella comunicazione non è rivolta alla banca – ha replicato Annunziata – l’hanno ricevuta gli amici e spetta a loro riscontrare quella comunicazione”. In Borsa il titolo sale del 3,89%, unico bancario tra i maggiori rialzi del Ftse Mib, in controtendenza rispetto all’indice in calo dello 0,12%.

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