A poche ore dalla presentazione piani tariffari reciproci da parte del presidente degli Stati Uniti Donald Trump dei suoi il mondo finanziario e industiale è nervoso, i movimenti del mercato hanno rallentato fino a diventare quasi immobili, mentre gli investitori, come quando sta per arrivare un uragano, si rintanano e riducono al minimo i rischi in vista di una probabile reazione di forte volatilià.
Solo l’oro sta mostrando segni di vita, in quanto bene rifugio, scambiato appena al di sotto del suo record, mentre Goldman Sachs sceglie lo yen come principale copertura contro la recessione degli Stati Uniti e il rischio tariffario. Le azioni asiatiche mostrano variazioni minime, dopo che Wall Street è riuscita a concludere in modo un po’ più sostenuto grazie al rimbarzo dei Magnifici Sette. I rendimenti del Tesoro Usa sono aumentati dopo un calo di più giorni mentre i trader stanno soppesando le probabilità di un allentamento della politica della Federal Reserve. I futures sugli indici azionari statunitensi sono deboli, indicando che le azioni potrebbero rimanere sotto pressione. Il dollaro è rimasto pressoché invariato rispetto ai suoi principali pari. I futures indicano un’apertura sottotono in Europa.
Voci e sussurri si rincorrono a Washington e Wall Street
Da settimane ormai, gli investitori si sono concentrati su quello che Trump ha definito “Liberation Day”, che dovrebbe portare nuovi dazi drammatici contro alleati e nemici. Un annuncio del White House Rose Garden è previsto stasera per le ore 22 italiane. Voci e sussurri hanno invaso Washington e Wall Street, mentre aziende, paesi e lobbisti pagati per influenzare l’agenda del presidente cercavano di scoprire i dettagli finali, riporta Bloomberg. Il Wall Street Journal ha riferito che gli assistenti di Trump stavano studiando opzioni mirate, mentre Fox News e il Washington Post hanno detto ieri che Trump sta ancora considerando una tariffa globale fissa del 20% sulla maggior parte delle importazioni negli Stati Uniti. All’evento, che sarà ampiamente trasmesso anche via radio oltre che nelle principali Tv, sono stati invitati funzionari di gabinetto e legislatori, ma anche lavoratori e dirigenti dell’industria siderurgica statunitense.
Ieri, la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt ha detto che le tariffe avrebbero avuto effetto immediato, ma che Trump era aperto a una successiva negoziazione. Qualunque forma assumerà il piano commerciale di Trump, i dazi non hanno tutti lo stesso effetto e comunque le incertezze non finiranno stasera, perchè poi è possibile che arriveranno le ritorsioni da parte di altri Paesi. Si tratterà di vedere che cosa si nasconde nei dettagli del piano commerciale.
Trump ha già imposto tariffe su alluminio, acciaio e automobili, aumentando anche i dazi su tutti i beni provenienti dalla Cina. Ciò ha già scosso i mercati, mentre aumentano i timori che una guerra commerciale a tutto campo possa innescare un brusco rallentamento dell’economia globale.
Goldman Sachs sceglie lo yen come copertura
Goldman Sachs sceglie lo yen come principale copertura contro la recessione degli Stati Uniti e il rischio tariffario. La banca d’affari prevede che quest’anno lo yen salirà fino a toccare i minimi di 140 rispetto al dollaro, poiché il nervosismo legato alla crescita degli Stati Uniti e i dazi commerciali rafforzeranno la domanda per gli asset più sicuri. Lo yen offre agli investitori la migliore copertura valutaria nel caso in cui le possibilità di una recessione negli Stati Uniti dovessero aumentare, ha affermato Kamakshya Trivedi , responsabile della strategia globale per i cambi, i tassi di interesse e i mercati emergenti. Un passaggio a 140 implicherebbe un guadagno del 7% rispetto al livello attuale, sopra le stime degli analisti di Bloomberg. “Lo yen tende a funzionare meglio quando i tassi reali e le azioni statunitensi scendono insieme”, ha detto Trivedi in un’intervista a New York. La valuta giapponese “si presenta come una copertura più attraente per la visione al ribasso della crescita statunitense di quanto non abbia fatto per un po’ di tempo”.
Finale a due velocità a Wall Street. Tesla a +3,59%, Magnifici Sette a +1,60%
Il secondo trimestre è iniziato con un rimbalzo dei Magnifici Sette: +1,60%. Il Dow Jones si attesta sui valori della vigilia a 41.990 punti, mentre, al contrario, piccolo scatto in avanti per l’S&P-500, che arriva a 5.633 punti. La migliore prestazinme arriva dal Nasdaq e dai tech con una chiusura a +0,82%. Poco sopra la parità l’S&P 100 (+0,41%). Da segnalare il rialzo di Tesla Motors (+3,59%), Microsoft (+1,81%) e Amazon (+1,00%), mentre continuano a perdere terreno i farmaceutici: Moderna archivia un altro -4,20% dopo il tonfo di ieri.
Asia, in Cina atteso un potente stimolo monetario. Il Giappone verso il rialzo dei tassi
All’indomani del risveglio dei tech a Wall Street, le borse dell’Asia Pacifico sono in modalità stand by: le variazioni di tutti i principali indici azionari della zona si limitano tutte al mezzo punto percentuale. Si muovono poco anche le materie prime e le obbligazioni.
Le borse della Cina fluttuano sulla parità. Hang Seng di Hong Kong +0,1%. Alcune banche d’affari, tra cui JP Morgan, si aspettano nelle prossime settimane il varo di un grosso stimolo monetario in Cina, riporta Bloomberg, tempistica probabilmente condizionata dalla duplice minaccia di aumento dei dazi USA e dalla stagionale carenza di liquidità. C’è pressoché unanimità, tra gli economisti nel ritenere che la Banca Popolare Cinese taglierà il coefficiente di riserva obbligatoria delle banche nel secondo trimestre, un intervento che si ripercuote su centinaia di miliardi di yuan per i prestiti e investimenti. JP Morgan e Macquarie prevedono una riduzione di 50 punti base, un intervento importante che potrebbe anticipare un cambio di atteggiamento della banca centrale. Negli ultimi mesi, le autorità monetarie hanno privilegiato la difesa della valuta. Per altro, proprio questo mese devono essere rimborsati almeno 1,8 trilioni di yuan (248 miliardi di dollari) di prestiti pronti contro termine e prestiti agevolati a medio termine, un elemento che sottrae liquidità al sistema.
In Giappone l’indice Nikkei di Tokyo è invariato. Mentre la Cina sembra avviata a un allentamento, la Banca del Giappone invece si prepara a stringere la politica monetaria. La maggior parte degli economisti vede il prossimo aumento dei tassi a giugno o luglio, anche se dopo le recenti indicazioni sull’andamento dell’inflazione, molti hanno cominciato a prendere in considerazione anche un rialzo il mese prossimo.
Borse europee, a Piazza Affari occhi su Unicredit
Le borse europee sono viste aprire poco variate.
Unicredit. Consob ha approvato il documento di offerta relativo all’ops su Banco Bpm. Il periodo di adesione è fissato dal 28 aprile al 23 giugno. Per ciascuna azione di Bpm portata in adesione all’offerta pubblica di scambio, Unicredit riconoscerà un corrispettivo unitario rappresentato da 0,175 azioni ordinarie di UniCredit di nuova emissione, prive del valore nominale, aventi godimento regolare e le stesse caratteristiche delle azioni ordinarie di Unicredit già in circolazione alla data di emissione. Gli intermediari incaricati della raccolta delle adesioni sono, a parte la stessa UniCredit, Equita, Mps, Bnp Paribas, Bper e Cassa di Risparmio di Bolzano.
Banca Profilo, si è dimessa la maggioranza dei consiglieri e quindi è decaduto l’intero board dell’ l’istituto milanese di private banking controllato da Arepo, il veicolo del fondo Sator dall’ex banchiere di Capitalia Matteo Arpe. L’assemblea ordinaria è convocata il prossimo 20 maggio per la nomina del nuovo vertice.
Cairo Communication. La Consob ha dato l’ok all’Opa parziale volontaria al via il 7 aprile e terminerà il 7 maggio, salvo proroghe. L’offerente riconoscerà a ciascun aderente all’offerta un corrispettivo in denaro per ciascuna azione portata in adesione pari a 2,9 euro.
Saipem ha comunicato di essersi aggiudicata nuovi contratti in Medio Oriente e in Guyana per un importo complessivo di circa 720 milioni di dollari.
Generali ha comunicato che sono state presentate tre liste di candidati al consiglio di amministrazione, che sarà nominato dagli azionisti all’assemblea del 23 aprile 2025 e il 24 aprile 2025 a Trieste. La prima lista è stata presentata da Mediobanca, la seconda da VM 2006 (holding che fa capo a Francesco Gaetano Caltagirone) e la terza da molteplici OICR (organismi di investimento collettivo del risparmio) sotto l’egida di Assogestioni.