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Borse chiusura 28 marzo: i dazi di Trump affondano i mercati azionari ma l’oro colleziona nuovi record

Pixabay

La settimana dei mercati europei si chiude con un’altra seduta negativa, avviluppata nel timore dei dazi statunitensi che dovrebbero entrare in vigore il 2 aprile (dazi reciproci) e il 3 aprile (auto e camion leggeri). Alla dichiarazione di guerra commerciale di Donald Trump Bruxelles risponderà per le rime, in modo “tempestivo, robusto e ben calibrato”, anche se non indica una data. Al pessimismo odierno hanno contribuito inoltre l’apertura negativa di Wall Street, i dati macro poco incoraggianti, le nebbie che ancora avvolgono i conflitti in corso. Per parte sua la premier italiana Giorgia Meloni al FT ribadisce la sua piena fiducia nella Casa Bianca e negli Usa, che restano il “primo alleato”. Anzi, il vice JD Vance (che ha aspramente criticato il blocco) secondo la premier ha delle buone ragioni: “lo dico da anni…l’Europa si è un po’ persa”.

Tornando alla chiusura delle borse di oggi: Milano -0,92% (a 38.739 punti base), trascinata giù dalle vendite su Iveco (-4%) e Stellantis (-3,94%); Francoforte -0,82%; Parigi -0,93%; Amsterdam -0,79%; Madrid -0,88%. Limita i danni Londra, che risulta piatta.

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Wall Street teme la stagflazione 

Sull’altra riva dell’Atlantico la partenza di Wall Street è stata negativa e i listini hanno accelerato al ribasso dopo dati su inflazione e fiducia dei consumatori, che alimentano nuovamente il timore che la bassa crescita si accompagni a tensioni sui prezzi. L’indice Pce, quello preferito dalla Fed, rivela che la corsa dei rincari non sta rallentando (+0,3% e +2,5%), ma soprattutto l’inflazione “core”, quella al netto degli elementi più volatili, è oltre le attese (+0,4% mese contro stime di +0,3% e +2,8% annuo, atteso 2,7%). Intanto a marzo la fiducia dei consumatori si conferma ai minimi da novembre 2022: l’indice dell’università del Michigan passa a 57 punti dai 64,7 di febbraio, contro previsioni di 57,9.

Nell’azionario tra i colossi bancari sensibili ai tassi, Citi e Wells Fargo cedono tra l’1,6% e il 2%. Nell’auto General Motors e Ford e perdono rispettivamente il 2,1% e il 2,2%. 

L’imprevedibilità dei dazi Usa ha costretto inoltre alcune società a rivedere al ribasso le previsioni annuali, come il produttore di abbigliamento sportivo Lululemon Athletica (-15,5%).

Oro lanciato verso 3.100 dollari

L’incertezza favorisce l’oro, che anche oggi aggiorna i suoi massimi di sempre (a 3083,77 dollari l’oncia) e sembra ormai lanciato verso i 3.100 dollari. Il lingotto è il porto sicuro a cui ci si rivolge in questa fase in cui il dollaro sembra traballare. 

Il biglietto verde si conferma in una fase negativa e perde terreno contro le principali valute. L’euro tratta in rialzo a 1,082.

Arretrano i prezzi del petrolio e il future Brent di giugno si muove attualmente sotto i 73 dollari al barile.

Piazza Affari, bene Ferrari e utility

Piazza Affari ha fronteggiato le vendite odierne con acquisti su titoli difensivi come le utility. Tra queste svettano Snam +2,4% ed Enel +2,22% (a nuovi massimi dal 2021).

In controtendenza rispetto al settore auto si è mossa per il secondo giorno di seguito Ferrari, +2,58% su cui Barclays ha alzato il giudizio a ’Overweight’ da ’Equal-weight’, mantenendo il prezzo obiettivo di 485 euro.

Tra le migliori blue chip del listino c’è inoltre Campari, +2,17%, in un settore degli alcolici spinto dalle notizie provenienti dalla Cina, dove il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot è in missione per proteggere il cognac europeo dalle misure doganali. Pechino, ha accettato di rinviare di tre mesi l’eventuale applicazione definitiva di tariffe supplementari dell’industria francese del Cognac. 

Bene Poste, +0,63%, sempre al centro di indiscrezioni a proposito delle sue mire su Telecom (-0,6%). Secondo quanto scrive l’agenzia Agi, citando fonti qualificate, la società avrebbe avviato colloqui con Vivendi per acquisire parte della quota di Tim detenuta dal gruppo francese. L’obiettivo potrebbe essere quello di salire al 20% del capitale della società di Tlc, ma non di superare la soglia del 25%.

I ribassi sono forti nell’automotive: Iveco -4% e Stellantis -3,94% in particolare. Il tema dazi scuote  Buzzi -2,46% (dopo conti 2024 con utili in calo), Stm -3,71%, Moncler -2,97%.

Tra titoli finanziari tendenzialmente negativi è più acceso il rosso di Unipol -3,54%, dopo la presentazione del piano strategico 2025-2027 in cui prevede di raggiungere utili consolidati cumulati pari a 3,8 miliardi di euro, in crescita del 28% rispetto a quanto realizzato nel triennio 2022-2024.

Arretrano Bper -2,58% e Popolare di Sondrio, -2,58%, banche di cui Unipol è primo azionista. Per il presidente del colosso di via Stalingrado Carlo Cimbri, un matrimonio tra le due banche sarebbe “un’operazione naturale”, alla luce dell’opa lanciata dalle banca modenese su Sondrio. Le unioni però “possono avvenire in maniera consensuale, che è la strada migliore, oppure bisogna convincere una parte che il mondo cambia e si evolve, che è stato bello stare da soli, ma in bosco pieno di lupi da soli non si può stare”.

Il manager ha affermato inoltre che il gruppo possiede una quota tra il 2% e il 3% di Mediobanca (-0,81%), ma che si tratta “di un investimento finanziario”. Quando l’offerta di Mps (-0,65%) su Piazzetta Cuccia sarà dettagliata “valuteremo” il da farsi, “non abbiamo altri interessi”.

Tra le banche è negativo il bilancio di giornata di Unicredit -2,47% e anche quello di Banco Bpm -2,02%, dopo la delusione sul no europeo ai vantaggi del Danish Compromise nell’offerta su Anima (che va avanti).

Perdite per Leonardo -2,66%.

Spread in lieve rialzo con tassi in calo

Per quanto riguarda i titoli di Stato la chiusura è leggermente in rosso per la carta italiana che vede uno spread in leggero rialzo contro il decennale tedesco a 112 punti base. Vanno modestamente giù i tassi: il Btp in chiusura è indicato al 3,86% e il Bund al 2,73%.

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