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Borse chiusura 28 febbraio: il Bitcoin precipita sotto quota 80 mila e i dazi turbano i listini azionari Ue ma Wall Street rimbalza

Imagoeconomica

Le borse europee chiudono oggi una seduta di assestamento e senza grandi variazioni sugli indici, dopo il terremoto innescato ieri dagli annunci sui dazi Usa a livello globale. Il tema della guerra commerciale resta una spina piantata nel fianco degli investitori, che oggi però sono stati distratti dall’andamento dell’inflazione sulle due sponde dell’Atlantico. In particolare era molto atteso l’indice Usa dei prezzi sulle spese per consumi personali (Pce), che a gennaio è aumentato dello 0,3%, in linea con le stime, mentre su base annua ha rallentato al 2,5% dal 2,6 di dicembre. 

Questa stabilità potrebbe favorire una Federal Reserve più colomba (salgono i prezzi dei T-Bond e si abbassano i rendimenti), mentre Wall Street è cautamente positiva e guarda anche alla ripresa di Nvidia (+2,74%) dopo le perdite seguite alla trimestrale. Microsoft invece va giù, -2,17%, e a maggio chiuderà il servizio di chiamate Skype dopo 21 anni di attività. A Washington intanto si attende l’arrivo del leader ucraino Volodymyr Zelensky.

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Europa poco mossa, Milano piatta

Piazza Affari guadagna lo 0,08% e si ferma a 38.655 punti base, archiviando nel complesso un mese di grandi soddisfazioni che ha portato al Ftse Mib un guadagno del 6%, grazie agli acquisti sui titoli delle banche (oggi poco mosse) e a una serie di trimestrali migliori del previsto. Nella seduta odierna l’effetto conti si vede su Nexi, +9%, che in mattinata ha annunciato il ritorno all’utile nel 2024 e un dividendo migliore delle attese.

Nel resto d’Europa è poco più che piatta anche Francoforte (+0,11%) e Parigi (-0,14%), mentre Parigi cede lo 0,17%. Fuori dalla zona euro Londra si apprezza dello 0,57%, dopo la visita del premier britannico Keir Starmer al presidente Usa Donald Trump, che potrebbe essere servito ad evitare al Regno Unito la gogna dei dazi. Sul tema tariffario oggi è intervenuto il presidente francese Emmanuel Macron che, in visita in Portogallo, ha parlato di “dazi reciproci” su acciaio e alluminio da parte della Ue, nel caso gli Usa andassero avanti con il loro programma. “Dobbiamo proteggerci, dobbiamo difenderci, non possiamo mostrarci in qualche modo deboli di fronte a queste misure”.

Euro in lieve rialzo sul dollaro

In questo clima l’euro dollaro è poco mosso, con una leggera prevalenza della moneta unica per un cross di 1,0417. La prossima settimana ci sarà la riunione della Bce da cui ci si aspetta un nuovo taglio del costo del denaro dello 0,25%. Poi si vedrà. Intanto l’inflazione in Europa non riserva grandi sorprese. Il caro prezzi in Germania a febbraio pare fermo al 2,8% per il secondo mese consecutivo, secondo i dati preliminari pubblicati dall’ufficio federale di statistica.

In Italia l’Istat segnala però che il cosiddetto carrello della spesa accelera questo mese: i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona segnano +2,2% su base annua (da +1,7% di gennaio), la variazione per i prodotti ad alta frequenza d’acquisto resta stabile a +2%.

Per le valute digitali sono momenti difficili, dopo l’euforia seguita all’elezione del tycoon alla presidenza americana. Il bitcoin è scivolato brevemente sotto gli 80mila dollari, ma al momento si è parzialmente ripreso e si muove oltre quota 84mila.

La giornata non pare favorevole neppure alle materie prime. L’oro perde circa l’1,3%, per un prezzo dello spot gold di 2839,95 dollari l’oncia.

Il petrolio perde circa un punto percentuale: il greggio texano si muove sotto i 70 dollari e il Brent intorno a 72,75 dollari.

Piazza Affari, in ripresa Ferrari e Stellantis, arretrano i titoli petroliferi. Banche attendiste 

In Piazza Affari oggi hanno mostrato una parziale ripresa Ferrari +1,51% e Stellantis +0,73% dopo le pesanti perdite di ieri. Intanto oggi è stata reso noto che l’ad della casa italo-francese, Carlo Tavares, costretto a lasciare l’incarico, se ne va con un assegno di 35 milioni di euro.

A restare senza benzina, nella seduta odierna, sono stati piuttosto i titoli petroliferi, in particolare Saipem -2,09% ed Eni -1,56%.

Nel novero delle buone notizie si iscrivono invece molte utility, a partire da Hera +1,68%, che ieri ha annunciato l’acquisto di Ambiente Energia. Bene anche Enel +1,03% e Terna +0,88%.

La fashion week favorisce Moncler +0,98%.

Nella pagina delle perdite va iscritta anche oggi Stm -1,8% e i realizzi penalizzano Leonardo -1,13% e Pirelli +0,92%.

Le banche chiudono una seduta debole, con il risiko nel settore che si ingarbuglia sempre di più. Banco Bpm guadagna lo 0,38%, nel giorno dell’assemblea dei soci che ha deliberato sulle modifiche dell’Opa su Anima (+0,51%), aumentando il prezzo a 7 euro. A sostenere l’operazione ci sono gli investitori di maggior peso, come Crédit Agricole (primo azionista con il 9,9%), cui qualcuno imputerebbe anche la quota del 5,1% racimolata nei giorni scorsi da Deutsche Bank per un misterioso cliente.

La compagine sociale ribolle anche in Monte Paschi (-0,6%) dove il gruppo Caltagirone ha portato la sua quota dal 5% all’8%, una mossa preparatoria all’assemblea del 17 aprile, quando si voterà la delega per l’aumento di capitale in visa dell’ops su Mediobanca (+0,32%). Guarda alle manovre Unicredit (-0,49%) impegnata su due fronti, con le offerte su Banco Bpm e Commerzbank.

Fuori dal paniere principale brilla la Juventus Fc +6,55%, grazie al ritorno all’utile nel primo semestre dell’esercizio 2024/2025. Ieri infatti la società bianconera ha reso noto i conti del semestre chiuso a fine dicembre con un utile di 16,9 milioni di euro, in miglioramento rispetto alla perdita di 95,1 milioni registrata nel primo semestre 2023. 

Spread stabile

Il mare è calmo anche sul secondario: lo spread tra decennale italiano e tedesco è stabile a 107 punti base, i rendimenti in chiusura sono indicati rispettivamente al 3,48% e 2,4%.

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