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Borse chiusura 26 febbraio: Piazza Affari festeggia quota 39 mila ed è record dal 2007. Tutti in rialzo i listini europei e americani

Le Borse continuano a correre e Milano, spinta dalle banche, colleziona record anche se i conti di Stellantis fanno crollare il titolo. Stasera tutti i riflettori su Nvidia, i cui conti e la cui guidance saranno una bussola per tutto l’high tech americano

Borse chiusura 26 febbraio: Piazza Affari festeggia quota 39 mila ed è record dal 2007. Tutti in rialzo i listini europei e americani

Il Toro ha sciolto le briglie oggi ed è tornato a manifestarsi con maggior convinzione in Europa, favorito da notizie di una bozza di accordo Usa-Ucraina sulle terre rare e dalla speranza che questo avvicini una pace con la Russia. In realtà non è tanto chiaro se questo accordo sia chiuso oppure no e neppure se Volodymyr Zelensky volerà a Washington venerdì, ma l’ottimismo di Wall Street in avvio ha compensato alcuni dubbi serpeggianti. 

Così i listini continentali chiudono in progresso, guardando anche agli indici Usa, reduci da 4 sedute consecutive in calo e in fremente attesa dei risultati di Nvidia (+3,47%) a mercati chiusi. 

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Piazza Affari si consolida ai massimi da fine 2007 e conquista 39.224 punti base con un guadagno dell’1,32%. A dare forza al rally milanese sono ancora le banche, mentre Stellantis perde il 4,05% dopo aver deluso gli analisti con i conti 2024 (l’utile è crollato del 70%) e con le stime per l’anno in corso.

Nel resto d’Europa vola Francoforte, +1,83%, benché la fiducia dei consumatori tedeschi vada giù, con l’indice Gfk che scende a -24,7 punti contro stime di -21,7 punti.

L’umore è alto a Madrid +1,59%, Parigi +1,15%, Londra +0,73%, mentre Amsterdam con un colpo di reni finale conquista un piccolo progresso dello 0,25%.

Il continente intanto ribolle per preparare una difesa all’altezza delle sfide globali in corso, un atteggiamento che sta favorendo i titoli del settore. Domenica ci sarà un nuovo vertice a Londra a cui parteciperà la premier Giorgia Meloni, mentre il 6 marzo, a Bruxelles, i 27 della Ue torneranno a vedersi in un summit straordinario nel quale la Commissione dovrebbe presentare un primo documento per il rilancio della difesa comune, con possibilità di scorporare le spese di ciascuno Stato membro dal deficit e di aumentare gli investimenti privati. Il Regno Unito ha già annunciato un aumento al 2,5% delle spese in quest’ambito dal 2027. I focolai di crisi nella regione d’altra parte non mancano: è di oggi la notizia che Calin Georgescu, il populista ritento filorusso e vincitore a sorpresa a novembre del primo turno delle elezioni romene, poi annullate dalla Corte Costituzionale rumena, è stato incriminato per “aver istigato azioni contro l’ordine costituzionale” nell’ambito dell’inchiesta sulle sospette interferenze di Mosca nel voto. Georgescu si era ricandidato alle nuove elezioni, riprogrammato per il 4 maggio.

Wall Street in rialzo, guarda anche al taglio delle tasse 

Wall Street oggi si muove in rialzo, ma domani sarà un altro giorno. A fare da spartiacque questa sera sarà la trimestrale di Nvidia. Le aspettative sono alte e i risultati del principale produttore di chip per l’intelligenza artificiale potranno rafforzare e o indebolire le scommesse del mercato sulla rivoluzione attesa, dopo i dubbi seminati dalla cinese Deepseek.

Il mercato guarda anche al maxi piano del presidente Donald Trump per il taglio delle tasse e la sicurezza delle frontiere, che passerà al Senato dopo essere stato approvato dalla Camera controllata dai Repubblicani.

Sul fronte del commercio invece Trump ha seminato nuovi dubbi, ordinando un’indagine su potenziali nuove tariffe sulle importazioni di rame e facendo salire i prezzi del metallo.

Euro-dollaro poco mosso, giù il Bitcoin

Sul mercato dei cambi le oscillazioni euro-dollaro sono abbastanza consistenti. Il biglietto verde aveva recuperato terreno contro la moneta unica, ma al momento il cross è tornato sui livelli della vigilia intorno a 1,05.

Va all’indietro il bitcoin, che ha toccato in giornata un minimo di 85,712 dollari per poi risalire leggermente. La valuta digitale è scesa del 20% circa dal picco di gennaio per una perdita del mercato cripto di oltre 800 miliardi di dollari. Secondo gli esperti del settore, gli investitori sono delusi dalla lentezza con cui Trump sta implementando le riforme pro valute digitali promesse in campagna elettorale.

Tra le materie prime il future rame, maggio 2025 sale del 2%, mentre sono poco mossi i prezzi dell’oro, che nella consegna immediata restano in ogni caso oltre 2900 dollari l’oncia.

I future del petrolio sono in modesta ripresa, mentre la scorsa settimane le scorte degli Stati Uniti sono diminuite, invece di aumentare come atteso.

I prezzi del gas ad Amsterdam vanno sempre più giù e oggi sono sotto i 42 euro al Mwh, ma il commissario europeo all’Energia, Dan Jorgensen, chiarisce che la regione non riprenderà il gas russo. “Siamo determinati a non continuare ad acquistare gas e a fornire entrate per il forziere di guerra Putin”.

Piazza Affari brinda con Campari e con le banche

Piazza Affari incrementa i suoi guadagni annuali spinta anche oggi dalle banche. Sono le big, Intesa (+3,34%) e Unicredit (+3,09%) a condurre le danze nel settore nella seduta odierna. Per quanto riguarda l’istituto guidato da Andrea Orcel, Reuters scrive che la Banca centrale europea è orientata a dare il via libera a salire al 29,99% in Commerzbank entro il mese di marzo.

I progressi sono robusti anche per Bper +2,76% e per l’azionista della banca modenese, Unipol +2,58%. Brilla inoltre Banco Bpm +2,54%.

La maglia rosa del giorno va a Campari, +3,37%, favorita dai conti oltre le stime della motivazionale belga degli alcolici Anheuser-Busch InBev.

Si conferma in denaro Leonardo +2,1%, mentre il ministro Giorgetti, in vista dei prossimi vertici europei, sollecita un Recovery Plan per la difesa che consenta alla Ue di procedere in maniera unitaria.

Rimbalza Prysmian +2,33%%.

Le perdite sono pesanti per Stellantis, che promette quest’anno un dividendo più che dimezzato rispetto all’anno precedente (0,68 euro per azione quello proposto, contro gli 1,55 euro dell’anno prima).

Saipem archivia in rosso (-2,91%) una giornata volatile, partita sotto i migliori auspici grazie a risultati del quarto trimestre leggermente sopra le attese, alla buona guidance 2025 e al ritorno al dividendo. Il titolo è in ribasso per la terza seduta di seguito, dopo l’annuncio del progetto di fusione con Subsea 7.

Si conferma in retromarcia Stm -2,52%.

Spread e rendimenti in calo

Prosegue la luna di miele della carta italiana con gli investitori: lo spread tra Btp 10 anni e Bund di pari durata arretra a 105 punti base e scendono i rendimenti. Il titolo italiano in chiusura è indicato al 3,49%, contro iò 2,43% del rivale tedesco.

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