Il venerdì nero del 4 aprile 2025 segna una nuova, drammatica discesa per Piazza Affari e per le borse europee, con il principale indice di Milano che perde oltre il 7,5%, scivolando sotto i 35mila punti, zavorrato dai ribassi a doppia cifra del settore bancario. La tempesta dei dazi travolge i mercati globali, mentre l’ombra di una recessione mondiale diventa sempre più temibile. In un clima già teso, le dichiarazioni di Donald Trump non fanno altro che alimentare l’incertezza, mandando in tilt la fiducia degli investitori.
La Borsa di Milano ha vissuto altre giornate da incubo nel corso degli anni, ma il crollo di oggi si inserisce tra i momenti più critici. Ripercorriamo le giornate “nere” di Piazza Affari, cercando di capire cosa c’è dietro a questi eventi che hanno scosso i mercati e lasciato il segno nella memoria collettiva degli investitori.
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Il Black Monday (19 ottobre 1987)
Il 19 ottobre 1987, il Black Monday sconvolse i mercati mondiali. A Wall Street, il Dow Jones crollò del 22,6%, ma anche Piazza Affari non fu risparmiata, perdendo il 6,4%. Quella giornata segnò il picco di una crisi scatenata da una bolla speculativa, lanciata da una serie di fattori come l’uso di programmi computerizzati di trading, una sopravvalutazione dei titoli e la paura dilagante degli investitori. In pochi giorni, mercati internazionali come Hong Kong persero fino al 45% del loro valore, e quella che sembrava una normale giornata di borsa si trasformò in un campanello d’allarme per la fragilità del sistema finanziario globale.
Attacco alle Torri Gemelle (11 settembre 2001)
Un altro crollo che ha segnato profondamente Piazza Affari fu quello dell’11 settembre 2001, giorno degli attentati alle Torri Gemelle di New York e al Pentagono. Quella tragica giornata si rifletté anche nei mercati finanziari, con Piazza Affari che chiuse con un ribasso del 7,79%. Sebbene questo non fosse il peggior calo mai registrato, l’impatto emotivo e economico degli attentati e le sue ripercussioni sui mercati finanziari sono stati devastanti. Tre giorni dopo, il 14 settembre 2001, il Ftse Mib perse un altro 6,68%.
Lehman Brothers (6 ottobre 2008)
Un altro episodio tragico della storia di Piazza Affari risale al 6 ottobre 2008, poco più di tre settimane dopo il fallimento di Lehman Brothers. Il Ftse Mib perse l’8,24%, mentre il mondo intero cercava di fare i conti con le conseguenze di quella che sarebbe stata la crisi finanziaria più grave dal dopoguerra. Il fallimento di Lehman Brothers aveva scosso le fondamenta del sistema finanziario globale, dando il via a un periodo di incertezze economiche e politiche che avrebbero avuto effetti devastanti per gli anni a venire.
I giorni successivi non furono meno drammatici. Il 10 ottobre 2008, il Ftse Mib segnò un altro pesante ribasso del 7,14%, e il 16 ottobre 2008 fu registrato un -6,78%, segnando un periodo di forte instabilità per l’Italia e il resto del mondo.
La crisi del debito sovrano italiano (1° novembre 2011)
La crisi del debito sovrano italiano è stato un altro capitolo doloroso per Piazza Affari. Il 1° novembre 2011, il listino principale registrò un ribasso del 6,8% a causa della crescente preoccupazione per la situazione economica italiana e della crisi che aveva messo in ginocchio diversi paesi europei. La crisi raggiunse il suo apice pochi giorni dopo, quando lo spread tra i titoli di stato italiani e quelli tedeschi toccò il record storico di 575 punti base, costringendo il premier Silvio Berlusconi a rassegnare le dimissioni. Questo evento è solo l’epilogo di un periodo difficile, che aveva già visto, ad esempio, il 10 agosto 2011 un calo del 6,65%, a seguito di uno spread salito a 500 punti base.
Brexit: il panico da referendum (24 giugno 2016)
Il 24 giugno 2016 si è verificato un altro dei momenti più critici per la Borsa di Milano, con un crollo del 12,48%. La causa principale di questa caduta fu l’esito del referendum sulla Brexit, in cui il Regno Unito decise di lasciare l’Unione europea. La vittoria del Leave ha scatenato il panic selling sui mercati finanziari globali, con Piazza Affari che ha visto i suoi titoli bancari subire perdite enormi, trascinando l’intero listino. Quella seduta, che ha visto il Ftse Mib scendere a 15.723 punti, ha registrato una perdita che sembrava irraggiungibile, ma che poco dopo è stata sorpassata dal crollo causato dalla pandemia.
Coronavirus: il record assoluto del 12 marzo 2020
La pandemia di Covid-19 ha avuto un impatto devastante sui mercati finanziari mondiali, e Piazza Affari non ha fatto eccezione. Il 12 marzo 2020 passerà alla storia come la peggior seduta di sempre per il Ftse Mib, con un ribasso che ha toccato il 16,92%. Questo calo senza precedenti ha superato anche il crollo provocato dalla Brexit o dal fallimento di Lehman Brothers. In sole tre settimane, il listino principale della Borsa di Milano, che il 17 febbraio 2020 si trovava sopra i 25mila punti, è precipitato sotto quota 15mila. Questo tracollo è stato alimentato dal crescente panico legato alla diffusione del virus e dalle incertezze economiche globali, amplificato dal crollo dei prezzi del petrolio e dalla crisi finanziaria mondiale.
Il 9 marzo 2020, il Ftse Mib aveva già segnato una perdita significativa del -11,7%, ma quel che accadde il 12 marzo fu ancora più drammatico, con una caduta che ha fatto sembrare i precedenti ribassi nulla di più che un assaggio.
Escalation Ucraina-Russia: 4 marzo 2022
Altro venerdì nero per i listini, il 4 marzo 2022, quando Milano perse il 6,2% e bruciò 36 miliardi di euro in una sola giornata. Questo crollo è stato principalmente causato dall’escalation del conflitto tra Russia e Ucraina, che aveva avuto inizio il 24 febbraio, quando Piazza Affari lasciò sul terreno il 4,1% a 24.890 punti, al di sotto della soglia psicologia dei 25mila punto e tornando sui valori di luglio 2020. A peggiorare la situazione, l’attacco a una centrale nucleare ucraina, che ha aumentato ulteriormente le preoccupazioni geopolitiche e infiammato i timori degli investitori.
Altri crolli significativi
Oltre agli eventi sopra menzionati, Piazza Affari ha vissuto altre sedute negative che hanno segnato la sua storia:
- 27 aprile 1998: il Ftse Mib perse il 5,98%, bruciando oltre 2.000 punti in una sola seduta.
- 17 e 21 settembre 1998: calo rispettivamente del 5,96% e del 5,75%.
- 30 marzo 2009: un altro periodo critico durante la crisi economica globale, quando la Borsa italiana chiuse con un ribasso del 6,57%, influenzata dalle difficoltà del settore automobilistico e dalle dichiarazioni dell’allora presidente degli Stati Uniti, Barack Obama.
- 13 marzo 2023: Milano ha registrato una discesa del 4,03%, chiudendo a 26.184 punti, a causa dell’incertezza globale scatenata dal fallimento della Silicon Valley Bank, che ha innescato una fuga di capitali e alimentato preoccupazioni per la stabilità finanziaria globale.