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Benedetto XVI, l’addio non scuote la comunità internazionale: Hollande indifferente, media divisi

Il Papa si dimette, o per meglio dire abdica (nella storia del Vaticano era successo solo tre volte: Celestino V, raccontato da Dante nell’Inferno, Clemente I e Gregorio XII) e inevitabilmente la notizia choc fa il giro del mondo in poche frazioni di secondo. In particolare sul web, dove è rimbalzato in tutte le lingue il testo del discorso pronunciato personalmente da Benedetto XVI in latino durante il concistoro per la canonizzazione dei martiri di Otranto. 

“Non ho più le forze per portare a termine il mio mandato”, il succo del messaggio di un Joseph Ratzinger ormai 85enne che è arrivato come un fulmine a ciel sereno sui milioni di fedeli in tutto il mondo e che non poteva lasciare indifferenti stampa e mondo politico. Uno dei più serafici è il presidente francese François Hollande, che è uno dei primi leader a commentare la notizia con un tono da “morto un Papa se ne fa un altro”: “Non ho particolari commenti da fare – dice Hollande a Le Figaro -: è una decisione rispettabile e un nuovo Pontefice sarà ora nominato”. Sempre in Francia, incredibilmente silente sulla vicenda è il sito di Le Monde, che addirittura apre con il processo doping in corso in Spagna contro il medico Fuentes.

Laconico anche il britannico The Guardian, che opta per ricordare il proprio commento al momento della nomina di Joseph Ratzinger al vertice della Chiesa, nel 2005: “La scelta più conservativa ma allo stesso tempo più di divisione”. Il quotidiano, come da tradizione inglese, si sbizzarrisce in compenso nel pronostico del successore: il favorito indicato è il cardinale ghanese Peter Kodwo Appiah Turkson, che sarebbe il primo Papa africano della storia. Sulla successione di Benedetto XVI si sono infatti subito scatenati i bookmaker d’Oltremanica, che sempre secondo quanto riporta il Guardian pagano Turkson a 5/2, davanti al canadese Marc Ouellet (3/1), al nigeriano Francis Arinze (4/1), e all’italiano Angelo Scola (6/1). Più lontani i cardinali Bertone e Bagnasco (entrambi a 14/1). Ancora in Inghilterra, il Telegraph titola ricordando che si tratta del primo Papa che abdica da sei secoli a questa parte.

Giornata molto “italiana” per l’edizione online del Wall Street Journal, che in mattinata dedicava l’apertura ad un ampio servizio su Beppe Grillo, salvo poi occuparsi – in modo molto asciutto a dire il vero – delle dimissioni di Papa Ratzinger. Il New York Times invece ripercorre in maniera abbastanza polemica il mandato papale, ricordando quando, già nel 2010, “molte voci si alzarono per chiedere le sue dimissioni dopo la vicenda degli abusi clericali”. Il quotidiano statunitense riporta anche le dure parole di Benedetto su Maometto e la religione islamica, accusata di aver alimentato il concetto di “guerra santa”. Commento negativo anche quello del francese Libération, che ricorda l’ultimo Pontefice come “pessimista e intransigente”, e “per nulla amato al di fuori dalla cerchia conservatrice della Chiesa cattolica”.

“El Papa renuncia” è invece il titolo dello spagnolo El Paìs, che ricorda che il conclave per eleggere il successore si terrà subito a marzo. Ma le reazioni emotivamente più coinvolte non potevano che arrivare dalla Germania, Paese d’origine del Papa dimissionario. “Il governo tedesco reagisce con emozione e turbamento”, ha commentato il portavoce Steffen Seibert, che ha aggiunto: “Il governo tedesco ha il massimo rispetto per il Santo padre, per ciò che ha fatto, per il contributo che ha dato nel corso della sua vita alla chiesa cattolica”. Nel pomeriggio è atteso anche il tributo personale della cancelliera Angela Merkel.

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