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Basket, Eurolega: gara-2 contro il Maccabi, Milano non può più sbagliare

A 48 ore dall’incredibile e tremenda sconfitta di gara 1, stasera (ore 20,45) si torna già in campo per il secondo atto dei playoff di Eurolega tra EA7 Milano e Maccabi Tel Aviv. Dopo il suicidio sportivo di mercoledì sera, in cui Langford e compagni hanno buttato via una partita già meritatamente vinta (e che ora farebbe guardare alle prossime gare con tutt’altro spirito), adesso l’Olimpia si trova davanti a una montagna da scalare, con le spalle al muro e con l’obbligo, anche in caso di successo stasera, di andare a violare almeno una volta la Nokia Arena di Tel Aviv. E’ vero che in questa stagione Milano ci ha già dimostrato di essere capace di compiere imprese (inattese) anche sui campi più difficili d’Europa, come ad Atene o Istanbul, ma questa volta ci vorrebbe un mezzo miracolo per rimettere la serie dalla propria parte. Ma soprattutto, prima di pensare a gara 3 (e all’eventuale quarta) in trasferta in Israele, ora la cosa fondamentale è vincere a tutti i costi la partita di stasera, una sfida psicologicamente difficilissima, con il rischio di entrare sul parquet condizionati dalla delusione di due giorni fa, senza poter sbagliare più niente e con di fronte un avversario gasato e mentalmente più leggero, con la possibilità di chiudere il discorso nelle successive due gare casalinghe.

Un altro ko equivarrebbe praticamente a dire già addio ai sogni di gloria : rimontare da 0-2, con due sconfitte interne, sarebbe impensabile, guardando anche la statistica nettamente negativa perfino limitata alla sola prima gara, ovvero che su 36 serie di playoff in Eurolega, solo 5 volte la squadra che ha perso all’esordio ha poi raggiunto le Final Four (e nelle ultime due edizioni non ci è riuscita nessuna). Impattare la serie sul 1-1, invece, ridarebbe fiducia a tutto l’ambiente milanese e riporterebbe la convinzione giusta in vista delle sfide della prossima settimana. A questo proposito, curiosamente i biancorossi in questa stagione hanno perso l’esordio in campionato, la prima gara di Eurolega, il debutto nelle Top16 e i quarti di Coppa Italia e, successivamente, è sempre arrivata una risposta positiva. Addirittura, dalla sconfitta finora più grave e inattesa, quella con Sassari in Coppa Italia (per certi versi tremendamente simile al ko dell’altra sera), è nata la grande striscia di vittorie che ha portato alla testa della classifica solitaria in campionato e al secondo posto nelle Top 16.

Questa volta, visto le sole 48 ore di distanza, la chiave sarà soprattutto mentale, se la squadra di Banchi riuscirà a rialzarsi e darà le giuste risposte sarà un ulteriore sintomo della maturazione di questo gruppo. Gruppo che forse, se in campionato sta rispettando le attese, nella sua cavalcata europea è già andato al di là delle sue reali potenzialità, o comunque non è ancora all’altezza dei primi 4-5 squadroni d’Europa (in quanti solo qualche mese fa immaginavano di arrivare fino a questo punto?) e adesso gli si vorrebbe chiedere ancora di più e ci si dimentica che davanti c’è un Maccabi (insieme al Real Madrid gli unici ad espugnare il Forum) più esperto e avvezzo a questi palcoscenici, sicuramente non così abbordabile come qualcuno lasciava intendere alla vigilia. Invece gli israeliani , anche se magari non sono più la potenza infarcita di stelle di qualche anno fa, si stanno dimostrando ancora una volta una formazione che punta sempre ad arrivare fino in fondo con giocatori come Hickman, Tyus, Blu e Smith (tutti ex della nostra serie A) oltre ai vari Rice e Ingles, capaci di fare male all’ottima difesa milanese. I primi 38 minuti dell’altra sera però avevano detto che l’EA7 è superiore (o almeno alla pari) al Maccabi, visto che fino al blackout degli ultimi 120 secondi (simile, come detto, allo 0-13 in un attimo di Sassari nelle Final Eight di Coppa Italia) Milano aveva sempre condotto saldamente la partita, facendo pregustare al pubblico un comodo finale, che poi purtroppo si è trasformato in un incubo.

Due minuti e mezzo assurdi, a cui i ragazzi di Banchi si sono presentati con 12 punti di vantaggio (addirittura ancora +10 entrando nell’ultimo minuto), ma hanno subito un pazzesco 15-2, segnato dalle giocate degli avversari e dalla loro precisione dalla lunetta, e di contro da errori che a questi livelli non puoi commettere, come la scarsa mira ai tiri liberi di Hackett, Jerrels e soprattutto Langford (con l’1/2 a sette decimi dalla sirena), scelte offensive avventate e il fallo antisportivo di Melli (fin lì bravissimo) che ha rimesso pienamente in corsa gli ospiti, prima della lunga agonia dei supplementari. Un finale che deve essere di lezione e dal quale gente come Langford e Hackett, i leader della squadra ma ai quali la pressione ha fatto tremare un po’ troppo la mano, vorranno prontamente rifarsi, per dimostrare a tutti di essere campioni veri. A supportare loro e i compagni, anche stasera ci sarà la spinta dei più di 12mila del Forum (il quinto tutto esaurito dell’anno, dopo Real Madrid, Barcellona, Cantù in campionato e la sfida di due giorni fa), tutti con la maglietta con la scritta “Red shoes are back”, un’autentica marea rossa, uscita 48 ore fa da Assago delusa e incredula, ma pronta di nuovo a provare a mettere paura agli avversari gialloblu. 

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Categories: Sport