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Banco Bpm, successo per l’Opa su Anima: a Piazza Meda il 90% del capitale

Con uno sprint finale nell’ultimo giorno d’offerta, l’Opa di Banco Bpm su Anima si è conclusa con successo. Determinante il rilancio. Adesso tocca a Unicredit decidere cosa fare con l’Ops lanciata su Piazza Meda

Banco Bpm, successo per l’Opa su Anima: a Piazza Meda il 90% del capitale

Si è conclusa nel pomeriggio di ieri, venerdì 4 aprile, l’Opa di Banco Bpm su Anima. Grazie a un’accelerazione avvenuta proprio nell’ultimo giorno del periodo d’adesione, Piazza Meda, che già deteneva il 21,97% della società del risparmio gestito, ha raggiunto l’89,95% del capitale della sgr che gestisce oltre 200 milioni di masse. I numeri definitivi dell’Opa verranno resi noti il 10 aprile, mentre il giorno successivo, venerdì 11, il Banco verserà ai soci il corrispettivo dovuto.

Opa chiusa con successo

Che sarebbe andata bene si era già capito. D’altronde già prima della partenza, sia la Fsi (9,6% del capitale) che Poste Italiane (11,7%), si erano già impegnate ad aderire all’offerta. Nel corso del Periodo d’adesione è arrivato anche l’impegno del gruppo Caltagirone, con il suo 5,84%. A queste quote si sono poi aggiunte quelle del top management, dal retail e degli investitori istituzionali che hanno consentito a Banco Bpm non solo di superare il 66,67% fissato inizialmente come obiettivo, ma di salire ben oltre. Ieri, ultimo giorno d’offerta, è arrivato il vero e proprio boom, con il 23% del capitale di Anima che ha aderito all’opa. Un successo favorito anche dalla tempesta innescata dai dazi, che ha reso “irresistibile” per gli investitori un’offerta che valorizzava Anima 7 euro per azione. Determinante per la buona riuscita dell’opa è stato infatti il rilancio a 6,2 a 7 euro stabilito dall’assemblea del 28 febbraio. 

Si aspetta la decisione di Unicredit

La palla passa adesso nel campo di Unicredit, sin dall’inizio contraria al rilancio e che, dopo il No di Bce ed Eba all’applicazione del Danish Compromise all’Opa di Banco Bpm su Anima (che rende l’offerta più onerosa di un miliardo) dovrà decidere cosa fare dell’offerta su Banco Bpm. Piazza Gae Aulenti potrebbe infatti scegliere di fare un passo indietro. Il Ceo Andrea Orcel ha già messo le mani avanti: “l’operazione deve creare valore o non la faremo”, ha detto la settimana scorsa nel corso dell’assemblea che ha dato via libera all’aumento di capitale propedeutico all’offerta. E nel documento di offerta relativo all’Ops che dovrebbe partire il 28 aprile, Unicredit si è riservata “di assumere ogni decisione”, considerando tra le altre cose ‘l’impatto economico-finanziario e/o patrimoniale derivante dalla mancata applicazione” del Danish Compromise, il rilancio su Anima e “la valutazione degli effetti, della natura e delle conseguenze delle azioni di mitigazione intraprese da Bpm”. 

“Ogni decisione al riguardo – ha ribadito la banca nel prospetto – potrà essere comunicata, in conformità al documento d’offerta, entro le ore 7:29 del giorno di Borsa aperta antecedente la data di pagamento, sulla base della situazione esistente in tale momento”, vale a dire entro le 7:29 del 30 giugno.

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