Dopo il parere negativo della Bce sull’applicazione del Danish Compromise all’Opa su Anima, Banco Bpm sperava in un, seppur improbabile, ribaltamento dell’Eba. E invece la risposta dell’autorità bancaria europea rappresenta l’ennesima doccia gelata: l’Eba ha respinto la richiesta di chiarimenti di Piazza Meda “perché la questione sollevata è al di fuori dell’ambito del processo di Q&A e come tale non può essere affrontata tramite un Q&A, toccando profili ed elementi “che richiedono una valutazione più ampia e approfondita”. Tradotto: l’Autorità ha deciso di non intervenire, conformandosi de facto al parere di Francoforte. Nonostante non ci siano più speranze sullo sconto di capitale, il cda di Banco Bpm riunitosi oggi ha deciso di andare avanti con l’Opa, una scelta che per il ceo di Unicredit, Andrea Orcel, è “motivo di preoccupazione”.
Banco Bpm: l’Opa su Anima va avanti anche senza Danish Compromise
Dopo una riunione fiume durata oltre sette ore, il board di Piazza Meda ha preso una decisione: l’opa su Anima andrà avanti anche senza Danish Compromise. Gli organi sociali di Banco Bpm e Banco Bpm Vita “hanno deliberato, per quanto di rispettiva spettanza, la rinuncia alla condizione Bce” relativa all’offerta pubblica di scambio su Anima, comunica la banca milanese in una nota. La condizione prevedeva la possibilità di rinunciare all’Opa in caso di mancato via libera da parte di Francoforte all’applicazione del Danish Compromise ad Anima. Banco Bpm ricorda che lo scorso 28 febbraio l’assemblea aveva autorizzato la banca a rinunciare, se ritenuto opportuno, alle “condizioni di efficacia volontarie apposte all’offerta e non ancora soddisfatte”.
Banco Bpm: “L’Opa continua ad avere valenza strategica”
Il cda di Banco Bpm “è convinto della forte valenza strategica dell’operazione” su Anima, “anche in assenza di applicazione del Danish Compromise”, ribadisce l’istituto in una nota in cui Piazza Meda evidenzia che l’operazione avrà un “elevato ritorno finanziario“, con “un Roi pari ad almeno il 13% e un’accretion di Eps di oltre il 10%”.
Confermati anche i target già previsti in caso di mancata applicazione dello “sconto danese”, tra cui “l’aumento del 50% della remunerazione agli azionisti”, con un payout “portato all’80% già a partire dall’esercizio 2024, mentre il totale delle risorse da distribuire agli azionisti tra il 2024 e il 2027 si attesta a oltre 6 miliardi, pari a circa 1 euro per azione su base annua (il piano precedente prevedeva euro 4 miliardi nel 2023-2026)”, nonché “il mantenimento di una solida posizione di capitale: il Cet1 ratio, che nel piano precedente era previsto raggiungere il 14% al 2026, traguarda adesso un obiettivo minimo pari al 13%, senza risentire, se non in misura contenuta, della decisione di aumentare di 2 miliardi complessivi la remunerazione agli azionisti”.
La banca fa inoltre sapere di aver “già attivato le prime misure di ottimizzazione finalizzate a raggiungere, già dal mese di giugno 2025, il livello minimo del 13% senza applicazione del Danish Compromise”.
La risposta dell’Eba a Banco Bpm che chiede chiarimenti alla Bce
Lo scorso febbraio Banco Bpm si era rivolta all’Eba chiedendo chiarimenti sul processo autorizzativo relativo alla possibile applicazione del compromesso danese all’offerta su Anima. Attraverso un documento pubblicato giovedì 27 marzo, la richiesta è stata però rigettata perché, secondo l’autorità, la questione non può essere affrontata tramite il questionario.
Lo strumento Q&A, spiega ancora l’Eba, “è stato creato per fornire spiegazioni e interpretazioni non vincolanti su questioni relative all’applicazione pratica o all’attuazione delle disposizioni degli atti legislativi”, ma le Q&A “non possono, ad esempio, considerare questioni che richiederebbero modifiche al quadro normativo“.
Oggi, al termine della riunione, il cda di Banco Bpm ha annunciato di aver risposto alla Bce “chiedendo di chiarire le motivazioni sottostanti la posizione espressa dall’autorità in merito alla non applicabilità del Danish Compromise all’acquisto di Anima e rappresentando come, a proprio avviso, il trattamento prudenziale dalla stessa indicato in tale comunicazione non risulti coerente con i principi fondamentali sottesi alla disciplina in materia di deduzioni contenuta nel Crr e alle regole in materia di conglomerati finanziari”.
Mercoledì 26 marzo, la Bce aveva ufficializzato il suo parere negativo all’applicazione del Danish Compromise sull’opa di Banco Bpm su Anima, spiegando in sostanza che il beneficio può essere utilizzato dalle banche che acquistano assicurazioni, ma non da quelle che comprano società di asset management, come Anima. L’interpretazione di Francoforte, de facto confermata dall’Eba, rende dunque più onerosa l’acquisizione in termini di capitale.
Unicredit: “Valutazioni alla fine dell’Opa su Anima”
Nel frattempo anche Unicredit farà le sue valutazioni sull’ops lanciata lo scorso autunno su Banco Bpm. Nel corso dell’odierna assemblea che ha approvato l’aumento di capitale funzionale all’offerta, il ceo Andrea Orcel lo ha detto chiaramente: “l’ops deve creare valore o non la faremo”. Mentre sembra definitivamente tramontata l’ipotesi rilancio, la scelta sul possibile passo indietro sarà presa solo “una volta conclusa l’offerta di Banco Bpm su Anima, ma andremo avanti solo alle giuste condizioni”, ha rimarcato il manager.
Dopo la decisione di Piazza Meda di andare comunque avanti con l’Opa, Orcel è nuovamente intervenuto, affermando che la scelta del Banco di procedere a prescindere è “motivo di preoccupazione”. “Alla luce di questi sviluppi Unicredit valuterà con la dovuta attenzione e – dopo aver compreso le possibili misure di mitigazione e il loro costo, il risultato dell’offerta Anima e ogni altra circostanza rilevante – deciderà se proseguire o meno nell’operazione, in linea con i termini della sua offerta”, ha continuato Orcel, sottolineando però che “La posizione della Bce conferma la congruità del premio implicito nell’offerta di Unicredit per Bpm e l’adeguatezza del riferimento ai prezzi di mercato precedenti all’annuncio dell’offerta Anima”.
(Ultimo aggiornamento alle ore 12.44 del 28 marzo)